WAINES

A controversial earl playing

WAINES, A controversial earl playing. Autoprodotto 2007    

Supporti > Sarò franco: chi crea musica “In nome del rock'n'roll” mi annoia per definizione. Niente di personale, sia chiaro, è che proprio non ce la faccio. Non ho il fisic-du-role per reggere tanta maschia coerenza. Mi sfugge il fascino del fragoroso ripetersi di riff sempre uguali e, ancor di più mi sfugge il fascino dell'estetica S.S. (sudore&sangue) che gli eroici alfieri del rochenroll sembrano spesso abbracciare con entusiasmo. Però.

A controversial earl playing, EP di semidebutto dai palermitani WAINES, mi piace. Squillino le trombe: mi piace davvero. I motivi sono semplici e ben distinti, e li elencherò in maniera ordinata:
1.E' ben suonato, ben composto, talmente ben riuscito da suonare “classico”, ovvero da avere quel certo je-ne-sais-quois che rende un disco vagamente misterioso, fuori dal tempo e dello spazio. Questo è un disco che potrebbe essere stato registrato da qualche parte fra New Orleans e Tokyo (facendo il giro lungo) in qualche periodo fra il 1975 e il 2007. E non sto scherzando.
2.Comincia con uno strumentale e finisce con uno strumentale. Ovvero: gli WAINES prestano attenzione allo svolgimento. Nulla di concettuale, semplicemente una dimostrazione d'affetto nei confronti del formato-disco, così tanto bistrattato ultimamente.
3.Le canzoni. Ben scritte, persino ben arrangiate nonostante la formazione atipica (due chitarre e batteria: a quanto si legge sul sito i nostri stanno alla larga dai bassisti). I miei preferiti: Let me be, con il suo incedere un po' rock e un po' disco, e Again – la mia prediletta – così sgarrupata e sgangherata da essere perfetta, cesellata da una prestazione vocale di Fabio Rizzo davvero degna di nota.
4.C'è la cover di NY Excuse dei Soulwax. Che – per intenderci – è uno dei pezzi che meno ho ascoltato nella mia vita. Tuttavia.
Di fronte alla domanda “quale cover incidere” gli WAINES avrebbero potuto toppare da un lato (brano troppo classico o in-stile, ad esempio: Brenda della Jon Spencer Blues Explosion) oppure dal lato opposto (brano che volutamente non c'entri nulla, ad esempio: Wild boys dei Duran Duran). E invece non hanno toppato, ottenendo nel contempo due risultati: meritarsi il mio plauso per la scelta intelligente (primo) e, mi si passi il francesismo, rompere il culo ai Soulwax con una cover che è quasi meglio dell'originale (secondo).
5.Ultimo punto, nonché il più importante. A controversial earl playing è un disco derivativo fino al midollo, ma l'ultima cosa che mi interessa ora è andare a cercare a cosa/chi assomiglia. Segnale inequivocabile, questo, che il disco mi diverte.

Posto che A controversial earl playing NON mi farà cambiare idea su questo tipo di musica, e che probabilmente il secondo disco degli WAINES mi piacerà molto meno di questo EP, non posso che fare i complimenti a Fabio Rizzo, Roberto Cammarata e Ferdinando Piccoli per l'ottimo lavoro.
Però. Una critica concedetemela. “In nome del rock'n'roll”: così si conclude la vostra biografia sul vostro sito, www.3waines.org. Di questo passo finirete per proclamare che nelle vostre vene non scorre sangue, ma acqua del Mississippi. C'è bisogno della prosopopea? Non vi basta il talento?

Alberto Pirovano

link: http://www.3waines.org


di: gizmo

Articolo inserito il: 2007-09-12


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