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EINSTRZENDE NEUBAUTEN Incontro con Blixa Bargeld

Da B a B: come un immobile oscillare.

Einsturzende Neubauten, . 2007-09-13    

Live > Preambolo emozionale

Herr Blixa Bargeld un uomo elegantissimo, in total look nero con rivolti verde-tavolodagioco su giacca e panciotto. Mi presento a lui, oltre che con la discreta emozione dell'avere a che fare con una figura che, in ogni suo aspetto creativo, da me oltremodo stimata (tanto da rubargli il nom de plume con il quale firmo le mie righe da queste parti!) con una bottiglia di Passito di Pantelleria, e il dono pi che mai ben accolto (con un ampio sorriso Blixa mi spiega che ha una venerazione particolare per Pantelleria e soprattutto per una essenza che su quellisola viene prodotta, l Essenza di Maestrale, che gli stata di grande sollievo lanno scorso, in occasione di alcuni suoi malanni di salute). Il viso e le mani tradiscono una vita vissuta a pieno, nella temperie della Berlino pi sperimentale e avanguardista degli anni 80. Ma gli occhi, sebbene provati e stanchi (da una giornata di interviste, certo, ma anche da quella vita vissuta a pieno di cui sopra), non si lasciano sfuggire, di tanto in tanto, quel ghigno vispo e furbetto che il fascinosissimo Blixa ipersmunto e allo speed degli anni giovanili aveva come marchio di fabbrica, pur se ora i capelli non sfoggiano pi quell'irrequieta zazzera d'antan ma una pi composta scriminatura centrale. Conversare con lui, poi, che si esprime in quattro lingue contemporaneamente, con un eloquio gentile e disponibile allo scherzo, significa conversare con quasi trentanni di storia della musica contemporanea. Con un artista che con gli Einstrzende Neubauten ha di continuo spinto avanti i limiti della musica, solo per poi nuovamente valicarli, prima attraverso luso di strumenti che musicali non sono, come martelli pneumatici e compressori, quindi con la proposizione di una musica che, facendo propria la lezione tanto dei vagiti industrial di band storiche come Throbbing Gristle e Faust, quanto di espressioni colte quali quelle di Stockhausen e Nono, permeate di suggestioni derivanti da teorie teatrali, stata perfetta rappresentazione dellincubo spersonalizzante e straziato della decadente civilt occidentale. Gli ultimi lavori della band, poi, hanno segnato una ulteriore rivoluzione nellanima dei Neubauten, sfumando, a partire dal decisivo Silence Is Sexy (2001), dal rumore espressionista dei primi dischi alle esplorazioni del silenzio, prima, e della melodia, poi, delle ultime composizioni.
Il 19 ottobre uscir Alles Wieder Offen, nuovo capitolo discografico della band, che fin dal titolo (Tutto Nuovamente Aperto), sembra ribadire il concetto: nessuna frontiera, nessuno schema mentalmente insuperabile, nessun limite a ci che la musica possa esprimere. Quale migliore occasione, dunque, per chiedere a Blixa Bargeld di raccontarci la loro nuova fatica?

Le chiacchiere

Analizzando musica e testi di Alles Wieder Offen, mi parso di recepire il disco come un viaggio, un percorso di te come uomo e artista, che, passando dal tentativo di definire, o ri-definire, nomi, cose, luoghi (tema che tratti in Die Wellen, il primo brano), giunge alla soluzione di svuotare tutto se stesso, tutte le sovrastrutture di cultura, conoscenza, esperienza, fatte nella vita, per arrivare a essere un guscio vuoto, e perci riempibile di nuovo di tutto, nuovamente aperto a influenze, curiosit, conoscenze. Unacquisizione molto positiva, direi! Sei daccordo oppure ho preso una cantonata?

Non ho assolutamente nulla da obiettare al tuo modo di vedere il disco in questa prospettiva, anzi sei la prima persona che mi intervista che vede Alles Wieder Offen come un viaggio, una sequenza, e questo mi fa molto piacere. Vedi, sappiamo tutti che il concetto di disco sta estinguendosi, cos come quello di sequenza, tra laltro!, per moltissime ragioni che tutti conosciamo, e non ho niente da ridire a proposito. E semplicemente lo status quo di questa epoca, e per chi, come me, ha quasi cinquantanni, si tratta di uno status quo difficile da valutare: la mia generazione ha sempre visto nel disco qualcosa che aveva un significato forte di socializzazione musicale, pensa solo al progressive, e poi a tutti i dischi che avevano un percorso sequenziale, dalla prima allultima canzone, con un senso preciso nella scelta della sequenza dei brani. Per questo ci intrigava lidea di fare un disco nel senso classico del termine, senza nessun intento provocatorio o snob, ma con una sua precisa intenzione, che richiedesse una voglia, da parte di chi ci si avvicina, di ascoltare e di entrare nel suo mondo. Che tu abbia colto le fasi di questo viaggio, o che questo viaggio ti abbia suggerito una chiave interpretativa, non pu che farmi piacere.
Il titolo poi ha anche a che fare con la particolare situazione in cui siamo noi come band: il primo lavoro in cui siamo totalmente autonomi, e siamo noi stessi la nostra etichetta discografica (gli Einstrzende Neubauten realizzano dischi attraverso un sistema di finanziamento annuale degli stessi fan della band, tramite una iscrizione a pagamento che fa diventare il pubblico un vero e proprio supporter del progetto. Maggiori informazioni a riguardo si trovano sul sito ufficiale della band: http://www.neubauten.org, n.d.r.): siamo ben consci quindi che tutto assolutamente aperto e possibile, compreso il nostro stesso rien ne va plus, se questa idea, che stiamo portando avanti anche nellorganizzazione del tour, dovesse fallire. E un po come quando la tua ragazza ti lascia, e tu ti ritrovi ad avere qualsiasi scenario davanti a te totalmente percorribile. Questo lo stato danimo che anima tutto il disco. Che, come avrai notato, inizia con un finale (Die Wellen il gran finale di una piece teatrale, un quadro di Caspar David Friedrich. Un climax di immagini che arriva al culmine con le ultime parole di Ges Cristo, Perch mi hai abbandonato?) e termina, in Ich Warte, con la pi utopica delle idee: quella di una musica ancora inascoltata, cui non si possa aggiungere pi nulla, e che metta la parola fine a ogni altra possibile sonorit. La conclusione pi logica dopo quello che canto in Ich Warte sarebbe stata la possibilit che il disco terminasse con un suono tipo countdown e che poi si disintegrasse nel lettore. Anche se mi rendo conto che si tratterebbe di unidea piuttosto bizzarra.

In Nagorny Karabach, una delle canzoni nuove, e, forse, pi sorprendenti, del nuovo disco, affronti il tema dellEnclave.

Dici sorprendente perch in un certo senso la canzone pi classica che abbiamo mai registrato? E vero: in effetti tutto molto semplice e diretto: lIo narrante sono evidentemente io, a confronto con me stesso, senza espedienti narrativi, il testo esplicito e non nascosto dietro chiss quali metafore. Vedi, io non sono mai stato in Nagorny Karabach, cos come non sono mai stato in Armenia (Armenia il titolo di una delle prime, e pi importanti, canzoni degli Einstrzende, n.d.r.): si tratta evidentemente di luoghi della mia mente. Un po come in quel bellissimo libro di Riszard Kapusczinski, Imperium, lo conosci? L lo scrittore, che era un apolide, si finge il pilota di un aereo russo per poter arrivare in Nagorny Karabach, e quando ci arriva scopre che un luogo paradisiaco, perch la bellezza oggettiva del luogo come mischiata alla proiezione mentale che lui stesso si era creato nella sua mente. Cos stato anche per me, nel momento di scegliere quella terra come simbolo della mia enclave/ex-clave. Per, ora che ci penso, sarebbe bello girare un video di Nagorny Karabach con me vestito da pilota della Aeroflot munito di falso passaporto russo, e che me ne sto solo nella sala dattesa di un aeroporto a fantasticare, che ne dici?

Un po come Salgari, che nel XIX secolo scrisse di pirati della Malesia senza mai abbandonare la sua cascina in Italia, o volendo come Emily Dickinson...

Esatto! un concetto molto ottocentesco, in effetti, questo. In Germania abbiamo avuto questo scrittore, proprio in quel periodo, Karl May, che scrisse centinaia di libri per ragazzi, dei veri e propri best seller, con storie ambientate nel Far West, senza mai lasciare la sua abitazione in Sassonia: eppure ebbe un tale successo, per moltissimi anni: pensa, per farti unidea, che persino Adolf Hitler divorava i suoi libri!

Tu arrivi da Berlino Chi meglio di te pu dire la sua, sul concetto di enclave!

Tu credi che Berlino sia ancora una enclave? Io non ci vivo da otto anni, e tuttavia sono convinto che in Germania sia ancora lunico posto dove potrei vivere. Ho vissuto qualche anno a San Francisco, che sicuramente unaltra enclave, anzi una ex-clave di libero pensiero nel bel mezzo della stupidit regnante negli Usa (facci caso: i Repubblicani ormai nemmeno pi fanno campagna elettorale, a San Francisco, si sono arresi!), insieme a New York, e ora vivo a Pechino, dove non sono integrato, e ho l la mia enclave mentale. Come tutti, del resto, in ogni angolo del pianeta. Da Pechino per ho potuto guardare dallesterno, al mondo occidentale, e percepire il suo dissolvimento, e in particolare il dissolvimento di Berlino Ovest. Ci si certo riverberato nella scrittura del testo di Nagorny Karabach, che risulta particolarmente diretto e piano. E lo stesso motivo per il quale ho usato lespressione arcaica Ob die andre Stadt mich lieb hat ? (mi domando se laltra citt si preoccupa di me, n.d.r.) nel testo, che non mi appartiene, come lessico (la mia assistente, leggendolo, mi ha detto: "Questo non sei tu!"), ma con la quale non faccio altro che citare la pi grande cantante che la Germania abbia mai avuto, Marlene Dietrich, guarda caso unaltra che gettava uno sguardo sulla Germania dallesterno, da una sua enclave, e che in una sua canzone la usava per esprimere la sua solitudine in una grande citt. Per ti voglio dire anche questa cosa: il concetto di frontiera, o di confine, in s non per forza un concetto negativo. Pu essere un pensiero positivo, naturalmente se frutto di un buon modo di vivere e ragionare. In fondo, credo sia naturale che si voglia mantenere il territorio della propria mente libero, una riserva per le proprie preziosit. Non si tratta tanto di una enclave, questa, quanto piuttosto di quella che io chiamo una ex-clave. Ti faccio io un invito, ora: tieni sempre sveglio il pensiero, il riflettere, non disperderlo in azioni inutili, che distolgano dalla tua lucidit: quella la chiave! L'unica volta che in vita mia ho avuto un lavoro "regolare", in cui mi alzavo alle sei del mattino, tornavo a casa e mi sparavo tutte le pi stupide soap opera che la tiv passava, essendo assolutamente soddisfatto di quello che mi veniva propinato! Capisci ci che voglio dire?

Direi proprio di s! Torniamo al disco, ora: una cosa che mi ha colpito stata il tuo riferirti, in Die Wellen e in Susej, allimmagine di Ges Cristo.

Beh, io non sono sicuramente una persona religiosa, per evidentemente impossibile, anche solo a livello figurativo e iconico, negare che limmaginario religioso sia un riferimento culturale da cui noi europei e occidentali siamo formati. In passato ho usato molte immagini derivate dallAntico Testamento, dal Libro di Salomone, non ho alcuna difficolt ad ammetterlo. In Die Wellen, la frase pronunciata da Cristo in croce era forse lelemento pi potente che potessi usare come limite massimo di quel climax ascendente di cui ti parlavo prima. Per inciso, Die Wellen uno dei tre testi (insieme a Halber Mensch e Interimsliebenden) che ho scritto per i Neubauten PRIMA di avere la musica pronta. In Susej (Jesus, n.d.r.) invece Ges Cristo presente per tuttaltro motivo, ovvero per largomento di quella canzone, che il lavorare in reverse, allincontrario. Procedimento che si usa per liberarsi di tutta una serie di riferimenti etici, di valori: nella tradizione della pratica magica, il pronunciare le parole allincontrario serve per far svanire gli incantesimi, o per far cessare alcuni influssi. Questo era esattamente lo scopo: far svanire incantesimi, influenze, conoscenze, sovrastrutture, per essere di nuovo aperti. Pensa poi che lidea Susej-Jesus lho presa da una fonte quanto mai lontana da sospetti di religiosit, quale Paul Celan, una sua opera in particolare che si chiama Microlut. Per quanto riguarda il resto della canzone, poi, si basa su due met: in una c il vecchio Blixa a confronto con il Blixa attuale (qualsiasi significato tu voglia dare alla cosa), nellaltra appunto il procedimento di percorrere a ritroso. Camminare allindietro fino a che le cose non funzionino di nuovo. E a quel punto, come canto, intonare lHallelujah e danzare. Comunque, le canzoni sono come una serie di porte, ed bene non spiegare pi di tanto ci che dicono, in modo da lasciare quante pi porte aperte possibili.

Una sensazione che noto, nei vostri ultimi lavori, quella di avere a che fare con artisti molto self-conscious, a loro agio con ci che la loro arte ha creato. Un agio non da punto darrivo raggiunto, sia chiaro, ma da sicurezza nel maneggiare la propria creativit.

Sai, io sono un uomo di 48 anni, per cui abbastanza normale, credo, che venga sempre pi a confronto con ci che ho fatto in 28 anni di musica. Anche solo quando conosco persone nuove e dico Sono Blixa Bargeld, e loro si lanciano in gridolini di emozione tipo Oh mio Dio, tu hai scritto Halber Mensch!. Di sicuro per questo disco, e la nostra ultima produzione in genere, non ha nulla a che vedere con il ritrarre il nostro panorama in retrospettiva. La cosa che accaduta che in queste canzoni mi sono citato spesso, e ho fatto riferimenti a testi e musiche scritte in passato. Del resto una cosa che ogni scrittore fa, nella sua opera, e ci sono tantissime interconnessioni tra le mie musiche, per cui, semplicemente ho pensato: perch no? Un giorno dovrei mettermi a fare una specie di mappa delle mie canzoni, sai come quelle che vedi in metropolitana, con le fermate, le connessioni tra le varie linee e cos via...

Chiudo con un ultima domanda. Ne LAleph, Borges parla di un punto, laleph, in cui si concentrano tutte le conoscenze e i luoghi del mondo. In Lets Do It A Dada, uno dei brani pi funambolici del disco, tu invece parli di ur-text, il testo primigenio. Si pu dire che i Neubauten siano dei testi primigeni di un certo tipo di musica, e che con lutopia finale che descrivi in Ich Warte, cerchino un loro aleph?

Adoro Borges, e anche se non conosco il racconto di cui parli, riesco a immaginarmi il valore di utopia cabalistica che lui immagina con il suo Aleph. Beh, non voglio reclamare nessuna autorevolezza cos grande, per i Neubauten: per me lindustrial, ad esempio, restano i Throbbing Gristle, noi tuttal pi possiamo essere dei testi primigeni di noi stessi! Il prefisso ur- in tedesco sempre stata una parola alquanto strana e misteriosa: pensa alla parola urlaub, che significa vacanza, e che formata appunto da ur- (il pi antico, il primo) e laub, che significa foglia. Che diavolo significa? In realt quella canzone vuole essere proprio una specie di spiritoso scherzo, in cui chiamo vari nomi e vari personaggi con una certa confidenza ma non Marinetti, che chiamo signor Marinetti, non voglio essergli troppo amico! e tra le varie cose che dico c appunto lur-text, il testo primigenio. Questo ha anche a che fare con una ossessione che ho da qualche anno: nei periodi di dormiveglia mi ritrovo a immaginare nuovi alfabeti, a ragionare di nuovi simboli e nuovi lemmi con cui ideare alfabeti. E una cosa che nata da dei libri che mi sono stati regalati e che mi ha preso totalmente. Evidentemente mi porter da qualche parte, questa cosa...

Che una cosa molto alla Borges, tra laltro! Conosci per caso gli ambigrammi (una forma grafica nella quale si riconoscono delle lettere e/o dei numeri e che pu essere letto in almeno due diverse maniere attraverso rotazioni, o inversioni a specchio della forma grafica stessa, n.d.r.)?

Esatto, tutto questo molto alla Borges! Chiss quali sorprese mi riserver! S, so cosa sono gli ambigrammi, anche se la mia ossessione va pi sulla concezione effettiva di nuovi alfabeti, piuttosto che sulla forma con la quale rappresentarli. Sono comunque una tematica molto affascinante!

Commiato e ringraziamenti finali
L'immagine di un Blixa semiassopito che fantastica di nuove sfide semiologiche su ipotetici alfabeti ancora a venire l'ultima suggestione che il signor Bargeld dona alla mia collezione. Prima di una foto ricordo, di consegne di memorabilia e di un abbraccio con una affettuosa pacca sulle spalle. Poi arriva il taxi, ch a breve partir il treno che porter a Vienna Blixa e le sue parole immaginifiche.
Sentiti ringraziamenti vanno alla disponibilit di Andrea Sbaragli e della efficiente Blixa-assistente, fraulein Andrea.

link: www.neubauten.org


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2007-09-26

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