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MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO

un bambino, un nonno, due torri e una chiave

Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino. Guanda 2005    

Narrativa > Il secondo romanzo di Jonathan Safran Foer non è da meno del primo, Ogni cosa è illuminata, già recensito per Bloomriot.

Anche in questo caso Foer da la voce a un personaggio che si esprime in un modo particolare. In Ogni cosa è illuminata si trattava di Alex, la guida ucraina, il cui modo di esprimersi era vincolato dal fatto che il nostro eroe parlava una lingua straniera. In questo caso Oskar è un bambino di dieci anni, con i suoi tic verbali (alcuni dei quali, verifichiamo leggendo il romanzo, ereditati dalla mamma, dal papà o dalla nonna) e con le sue manie.

Molto forte, incredibilmente vicino racconta di Oskar, che, a otto anni, perde il papà nell'attacco alle Torri Gemelle. Il corpo non viene ritrovato e lui, la mamma e la nonna materna seppelliscono una bara vuota. Tempo dopo Oskar troverà un vaso in camera del padre. Al suo interno, una chiave, con un biglietto con scritto Black. Oskar inizia la ricerca del lucchetto che la chiave apre e visiterà gran parte dei Black di New York, raccontando loro la sua storia, e venendo a conoscenza della loro. Addirittura, uno dei Black lo accompagnerà nella ricerca. Nel mentre, Oskar avrà modo di recitare Amleto, di ascoltare i messaggi lasciati dal padre in punto di morte nella segreteria e di fare molte invenzioni, ricevendo tra l'altro lettere di personaggi famosi.
Parallelamente, la storia della nonna di Oskar, immigrada da Dresda durante la guerra, e di suo marito, Thomas, rimasto senza parole, fuggito quando la moglie è rimasta incinta e tornato il giorno dopo i funerali del figlio mai conosciuto.
Oskar e Thomas si incontreranno. Thomas prenderà il posto di Black nella missione di ricerca del lucchetto, nel frattempo mutata e divenuta la missione di recupero della bara vuota.

Si tratta di una storia molto dolce, a tratti teneramente struggente, che procede circolarmente, con situazioni - come ad esempio la storia del Sesto Distretto - che tornano ciclicamemnte (non per nulla la soluzione del dilemma della chiave è data nella prima parte della storia), o con storie che si avviano per essere quindi riprese in seguito (ad esempio, a inizio del romanzo il nonno Thomas in una lettera al figlio racconta come la moglie gli abbia chiesto di sposarlo, storia che viene raccontata nuovamente più avanti dalla nonna).

Ecco come un bambino affronta il suo vuoto affettivo. Perde un papà e trova un nonno, cerca di diventare grande.

Il linguaggio è originale, ingenuo e profondo. Oskar è un bambino, e come tale certe cose non riesce a comprenderle, mentre su altre a intuizioni di grandissima forza.
Gian Paolo Serino ha scritto che Foer, in questo libro, vuole mostrarci che l'immaginazione è lo strumento della compassione. E non sbaglia. Questo è un libro cui ci si lega, che si può rileggere (io lo sto facendo, in inglese) appena concluso, perché la seconda lettura ci svelerà nuovi misteri. Foer è un autore poetico e profondo, di grande capacità empatica e con dei temi a lui ricorrenti che sa trattare in modo vario e fantasioso.
Anche questo romanzo è assolutamente da leggere.


Extremely Loud & Incredibly Close
Traduzione Massimo Bocchiola
Costo 16,50 euro


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di: KIBIUSA

Articolo inserito il: 2007-09-27

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