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MORGAN - Non Al Denaro, Non All'Amore, Né Al Cielo

ed il viaggio ripartì

morgan, non al denaro, non all'amore, nè al cielo. Mescal – Sony BMG 2005    

Vintage > Nel 1943 Einaudi pubblicò, con la traduzione di Fernanda Pivano, un libro di poesie di un poeta statunitense sconosciuto, dal titolo Antologia di Spoon River.
Nel 1971 Fabrizio De André riprese alcune di queste poesie e ne fece uno dei migliori album della sua carriera cantautorale: Non al denaro, non all’amore, né al cielo.
Questi due riferimenti sono fondamentali per capire l’opera di Morgan, il quale, esaltandone l’essenza orchestrale e poetica, ha riproposto nel 2005 l’album del cantautore genovese.

I quarantatre minuti del disco si diramano in diciassette pezzi, che danno l’impressione di trovarsi di fronte ad un’unica canzone: ci si sente quel signore che, persosi nel cimitero di Spoon River, ascolta le storie di coloro che sono dimorati in quel luogo. Le liriche sono rimaste quelle di Faber, senza alcuna variazione, così, una volta inserito il disco, ci si trova ad essere immersi prima nella presentazione del cimitero con Dormono Sulla Collina, per poi incontrare, nell’ordine: Un Matto, Un Giudice, Un Blasfemo, Un Malato Di Cuore, Un Medico, Un Chimico, Un Ottico, fino al saluto lasciato al Suonatore Jones. Marco Castoldi riesce a dar loro vita con un’interpretazione sofferta, coinvolta, ma soprattutto coinvolgente. L’ascolto è emotivamente carico e l’ascoltatore annega nelle storie di quei ritratti che, presentandosi in prima persona, diventano persone vere e proprie: amici, nemici, odiati e amati. Le musiche sono parte fondamentale in questa creazione di uomini, diventando i nervi e le ossa del loro corpo narrativo, non solo un contorno. Questo è stato colto a pieno da Morgan che, suscitando le critiche (ingiustificate) di molti, ha scelto, in collaborazione con Valentino Corvino, di non cambiarne le melodie, ma di valorizzarle. Per fare ciò hanno seguito due strade: da un lato hanno ritoccato e rimodernato gli arrangiamenti con ampliamenti strumentali e mani di elettronica (splendidi i sussurri di sottofondo a Un Matto), dall’altro hanno indicato come tracce singole alcuni strumentali quale, per esempio, L’Inverno di Vivaldi, che, in chiusura di Un Malato Di Cuore, sottolinea la storia di quell’uomo che si è visto calare il freddo sul cuore, una volta provato il primo amore.

Insomma, si può dire che Non al denaro, non all’amore, né al cielo consacra Morgan sia come esperto musicista, dato che lo studio che sta sotto questa riproposizione è estremamente approfondito nella ricerca di un suono nuovo che non rovini il gusto antico dell’originale, sia come interprete, dato che, con la voce sussurrata e accennata, ma anche piena e profonda, riesce a non far rimpiangere i bassi tremanti e coinvolgenti di De Andre.
Ciò che ne esce è un disco dai toni vibranti che, senza tradire l’originale, riesce ad avere una dignità propria e a prendere per mano l’ascoltatore fino a farlo sentire parte del viaggio narrato.

link: http://www.marcomorgan.it

video:Un Giudice


di: ammale

Articolo inserito il: 2007-10-26

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