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Afterhours - Hai paura del buio?

Il mal di miele quotidiano

Afterhours, hai paura del buio?. Mescal 1997    

Vintage > Ed il grunge sbarcò in Italia…
Ok, prima di Hai paura del buio? c’era già stato Germi e i Marlene avevano fatto uscire Catartica e Il vile, ma si potrebbe dire che il secondo disco (in italiano) degli Afterhours, sia stato il Nevermind italiano.
Grunge è il titolo: giocato su una paura infantile ed una suggestione di tenebra. Grunge sono i testi: molto spesso criptici, apparentemente senza senso, rabbiosi nell’essere e anche amaramente ironici. Grunge è la musica: suoni sporchi e stropicciati, voce raschiante e melodie talvolta incazzate, talvolta cupe e malinconiche.

Hai paura del buio? non si nasconde mai e si mette subito a nudo davanti all’ascoltatore: si inizia (intro escluso) in quinta con la bestemmia che apre 1.9.9.6, mentre Male di miele affonda le sue unghie nelle venature nere di una storia finita e cancellata, tanto da non lasciare i segni nemmeno sul letto… che sembra non ci abbiam dormito mai. Le diciannove canzoni (forse troppe) scorrono tutte su atmosfere di questo genere ed affrontano vari fantasmi quotidiani e vari stati d’animo: Pelle esamina la speranza che il dolore dell’abbandono possa spegnersi da sé, mentre Dea è la rappresentazione sonora della rabbia che segue la fine di una storia d’amore; Voglio una pelle splendida si perde nel rimuginare sugli errori commessi e le frasi dette e maledette, e Sui giovani d’oggi ci scatarro su è un’analisi lucida e tagliente di alcuni ambienti giovanili (quelli che adesso chiameremmo indie). Altri pezzi meritano una nota e rientrano nell’ossatura del disco: l’ironica Musicista contabile, l’atmosferica Simbiosi, la cadenzata e malaticcia Punto g, le urlate e nirvaniane Rapace e Elymania, l’esplosivo minuto e diciotto di Lasciami leccare l’adrenalina e la sgangherata Questo pazzo mondo di tasse.
Tutto questo è Hai paura del buio?.
Manuel Agnelli è sempre più leader della band e dedica un’elevata attenzione, tanto ai i testi, sempre più cantautorali e nascosti, quanto alla musica, con l’utilizzo di vari esperimenti strumentali con slide, percussioni, cd player, nastri, organo e pianoforte. Lo sperimentatore della band, però, è Xabier Iriondo che, facendo annusare la futura svolta rumoristica da solista, si cimenta con chitarre, microsinth, delay machine, tremolo, 501 space echo, electric mistress, enomalakito e bontempi. Degno di nota è anche l’impegno di Giorgio Prette, che, dedicandosi a tempo pieno al suo strumento (la batteria), fa lucidamente la sua parte: una base ritmica secca e asciutta, che bene si adatta alle atmosfere del disco.

Hai paura del buio? è perciò un album che lascia il suo solco in tutto ciò che attraversa.
Nella musica italiana ha fatto esplodere l’italian grunge (Verdena ringraziano), facendo capire al grande pubblico che la nostra lingua non è solo sole/cuore/amore, ma può essere anche lividi/limiti/brividi.
Nella storia della band ha segnato il momento delle consacrazioni: degli Afterhours, che hanno trovato il successo precedentemente mai raggiunto in Italia (vedi le difficoltà a trovare un’etichetta per far uscire il disco), e di Agnelli, come fulcro della scena alternative-rock italiana, una specie di Steve Albini dello stivale.
Nell’ascoltatore lascia la sua impronta malinconica, incazzata e di malessere generale, che riassume il dolce dolore del vivere: il male di miele quotidiano.

link: http://www.afterhours.it

video: Voglio Una Pelle Splendida.



di: ammale

Articolo inserito il: 2007-10-31

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