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CCCP - AFFINITA' E DIVERGENZE TRA IL COMPAGNO TOGLIATTI E NOI

Tifiamo rivolta!

CCCP, affinità e divergenze fra il compagno Togliatti e noi. attack punk 1986    

Vintage > Prima che Giovanni Lindo Ferretti si sputtanasse il cervello (vedere l’intervista col pingue Ferrara per credere)…
Prima dei C.S.I e dei P.G.R.
Prima della caduta del muro di Berlino
Prima di tutto questo e di tanto altro, c’era un gruppo, una comune di musicisti formatasi a Berlino (1982), che portava il nome di CCCP e che, nel 1986, faceva uscire un disco che sarebbe rimasto nella storia della musica italiana: Affinità e divergenze fra il compagno Togliatti e noi.
Questo fu un disco rivoluzionario e dirompente: i testi erano sfacciati e diretti, la musica asciutta e senza fronzoli e i musicisti erano una banda di scalmanati con il fare da tossici e l’estetica da punkers di provincia.
Una formula magica che esplose e fece esplodere.

Affinità e divergenze… è un album da ascoltare come si potrebbe bere uno shortino di vodka secca: alla russa, alla goccia. Non c’è logica apparente, né desiderio comunicativo, ma solo la volontà di lasciare un segno forte e indelebile.
Il primo pezzo, Cccp, si apre con basso e armonica che creano un’atmosfera da steppa russa desolata, fino ad essere brutalmente interrotti da un grido, una manifestazione, uno schierarsi forte e deciso, soprattutto perché impopolare: “Cccp!”. L’ascolto prosegue con Curami, un pezzo d’amore in cui un uomo dichiara alla sua amata che lei è la sola terapia possibile, mentre in Mi ami l’amore è molto più fisico e la lirica è di quelle che vogliono sconvolgere l’ascoltatore bigotto, dato che non si fa problemi a parlare di “un’erezione triste per un coito molesto”.
I trentasette minuti scorrono con la musica omogenea nel suo essere scarna, ripetitiva, sapientemente malsuonata e attraversata da testi con versi regolarmente troppo lunghi.
Così si arriva ad incontrare pezzi importanti e storici quali Valium Tavor Serenase, breve inno allo psicofarmaco, tagliato da un intermezzo da orchestra di liscio alla festa dell’Unità, e Io sto bene, un ode alla nullafacenza come rifiuto: non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport. Ma è alla fine che si trova il capolavoro: Emilia paranoica. Qui la base è giocata sulla ripetitività, tratto tipico del paesaggio padano emiliano, mentre chitarra e voce si fanno effetti disturbanti e invadenti, fino ad arrivare al liberatorio grido d’odio e amore finale: “Emilia paranoica!!”.

I CCCP, una meteora unica e rinnovatrice nel panorama italiano, in quanto importatori di un punk prima sconosciuto al quale hanno adattato la lingua di Dante, sono per chi ascolta un’esperienza da provare e tenere nel cassetto. Qualcosa da ascoltare quando si sente la mancanza di qualche punto di riferimento stabile.
Insomma, quando si è pervasi da questa atmosfera di imperante qualunquismo che fa tifare solo la squadra di calcio, basta inserire il disco dei “CCCP” e far partire Trafitto, per sentire che un’alternativa c’è: “Tifiamo rivolta!”

link: http://www.rudepravda.net

video: Emilia Paranoica, live a Torino nel 1987 (e anche: un omaggio alla defunta VideoMusic).



di: ammale

Articolo inserito il: 2007-11-04


CCCP - AFFINITA' E DIVERGENZE TRA IL COMPAGNO TOGLIATTI E NOI