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BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB

Blues is back

Black Rebel Motorcycle Club, Baby 81. Island 2007    

Supporti > Nel 2007 il blues torna a farsi largo con distorsioni, effetti e la sua classica alternanza di pezzi ritmati e carichi, e brani lenti e sentimentali.
Questo riaffacciarsi, seppure in chiave moderna, è stato merito dei Black Rebel Motorcycle Club che, dopo Howl (2005), disco prettamente blues acustico, hanno portato avanti lo stesso stile, ma in chiave hard e moderna, con Baby 81.
Il trio californiano si è nuovamente confrontato con un genere che ha da tempo toccato i suoi picchi massimi, uscendone a testa alta. I rif di Turner e Hayes sono quelli classici, così come la struttura delle canzoni, mentre la voce, sempre loro, volteggia in versi secchi e ritmati e in parti molto più melodiche in falsetto, basandosi su un timbro inconfondibile. La base ritmica (Turner e Hayes al basso e Jago alla batteria), invece, rappresenta la classicità dei pezzi: senza strafare, si adatta all’atmosfera dei vari brani, esaltandone, talvolta l’anima coinvolgente, talvolta quella malinconica.

Baby 81 ruba all’ascoltatore un’ora di vita e la divide in tredici tracce. Il tutto procede in maniera omogenea, dove la produzione artistica, il mixaggio e i suoni prettamente moderni, si stagliano su melodie, atmosfere e impianti di canzoni d’altri tempi.
Si inizia come meglio non si poteva, con un gran singolo, Took out a loan, un pezzo che fa muovere all’unisono piede e testa, come le migliori hard-blues-songs. Sempre su quest’onda, caratterizzata da una potenza estremamente scura e ostentata, si possono annoverare brani quali Berlin, secondo singolo estratto dal disco, Weapon of choice (primo singolo), presumibilmente esplosivo nel live, e Lien on your dreams, uno dei pezzi più old school dell’album.
Di tutt’altra pasta, molto più sentimentale e intima, sono, invece pezzi come Window, dove la base di pianoforte lascia piena libertà espressiva alla voce che alterna cantato normale e falsetto, all you do is talk, con il ritornello corale molto orecchiabile, e il pezzo di chiusura I am only, un saluto malinconico all’ascoltatore. Un capitolo a parte è, invece, American X. Qui, nove minuti e mezzo di musica, gli ingredienti, storicamente tipici della band, si mescolano: la prima parte continua sull’onda blues, mentre il finale (4 minuti) senza voce, da un lato richiama le grandi parti strumentali dei pezzi hard rock anni 70, dall’altro stringe la mano ai Black Rebel più rumorosi di B.R.M.C. (2001) e Take them on, on your own(2003).

I Black Rebel Motorcycle Club sono quindi tornati e hanno lasciato nuovamente il segno.
Nuovamente distanziandosi da chi, all’inizio, li paragonava agli sporchi Jesus and Mary chain, hanno scelto riferimenti più antichi, per così dire, seppure senza copiare pedestremente (come fanno gruppi quali i Jet), ma proponendo una rilettura personale e moderna dell’Hard blues anni settanta.
Quello di Baby 81 è perciò un vintage dove le lettere B.R.M.C. sono protagoniste e producono una musica, una sorta di dark-blues che si stampa nell’orecchio, rilasciando, in chi ascolta, le sue tossine forse non innovative, ma sicuramente esaltanti.

link: http://www.blackrebelmotorcycleclub.com


video: Weapon Of Choice


di: ammale

Articolo inserito il: 2007-11-09


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