BLOOMRIOT > Sentito > Liars – Live @ Interzona 17/11/2007

Liars – Live @ Interzona 17/11/2007

Che lo spettacolo abbia inizio!

Liars, . Interzona 2007-11-17    

Live > In principio erano solo rumori. In principio c’erano tre persone su un palco.
Tutto questo era in principio, ovvero, prima che un soggetto altissimo e vestito come uno Charlot dei giorni nostri, facesse la sua comparsa sul palco. Da quel punto iniziò il concerto dei Liars.
Ma chi l’avrebbe detto…
I tre californiani si ridicolizzano e propongono un live divertente e d’atmosfera assieme, ma soprattutto eclettico. Angus è un teatrante nato e gioca col pubblico: scherza, accenna qualche parola in italiano e si muove come un’adolescente impacciata e troppo cresciuta per la sua età. Si mette in gioco e lavora su tre fronti strumentali: si scambia con Jeremy Glover basso e chitarra, mentre la parte vocale la condivide con le seconde voci di Aaron. Questo è, invece, l’eclettico della band e non si vergogna di mettere in mostra le sue capacità polistrumentali: chitarra, basso, percussioni, sintetizzatori e seconde voci. Sullo sfondo, ma comunque fondamentale per la riuscita del live, ci sono i tempi, talvolta serrati e talvolta dilatati, di Julian.

Il live gioca con questi ingredienti e li rimescola in una proposta quanto mai varia. L’apertura è lasciata ad un intro rumoroso, così come il finale condito pure dal microfono distrutto, che introduce Freak out per un la allegro e ballerino. I pezzi di Liars si mescolano anche con vecchi brani e Drum’s not dead è degnamente rappresentato da pezzo nove, con le doppie percussioni, e da secondo pezzo che, grazie alla sua peculiarità atmosferica, è stato uno dei momenti più coinvolgenti del concerto, con l’inizio urlato a squarciagola. Ugualmente intense, seppure in maniera diametralmente opposta, sono state le esecuzioni di Houseclouds, dove Angus si è lasciato andare ad un balletto goffo e improbabile, e del pezzo di chiusura prima della pausa Plaster casts of everything che, con una distorsione di chitarra pesantissima, ha buttato addosso al pubblico tutta la sua carica insita. Degne di nota sono sono state anche le esecuzioni di Leather prowler, dove Aaron ha ben messo in mostra il suo essere esperto modulatore di suoni, Pure unevil, che, epurata da ogni suo noise, si è trasformata in una canzone d’amore basata su un arpeggio di chitarra, e Protection, che, penultimo pezzo del live, prima della chiusura rumoreggiante, ha permesso un saluto soffice e delicato.

I Liars fanno crollare quell’alone di misticismo che spesso circonda chi fa musica come la loro, dando al pubblico una band disponibile e divertente, seppure in grado di creare momenti di tensione irresistibili. La loro proposta è quanto di meglio si possa aspettare da un live che, senza forzature atmosferiche (vedere un concerto degli HtrK per capire a cosa mi riferisco), riesce a coinvolgere il pubblico e a fargli attraversare le più svariate emozioni: dall’allegria ballabile, alla riflessione ciondolante.


di: ammale

Articolo inserito il: 2007-11-18


Liars
Hai del materiale iconografico riguardante questo articolo? redazione@bloomriot.org