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glory to the filmmaker!

kitano & follia

Kitano Takeshi, glory to the filmmaker!. Giappone 2007    

Film > Ok, siete pronti? Cinque secondi al lancio, quattro...tre...due...uno...via!

Continua l'opera di destrutturazione del cinema da parte di uno dei più
geniali cineasti asiatici di sempre, Kitano Takeshi. Si comincia chiedendosi
quali tipi di film la gente vorrà vedere e si continua offrendoli tutti.
Kitano del resto ne ha già girati di tutti i tipi, e qua li mette in fila
per noi. E se il gangster movie non ha più misteri per il famoso regista, di
certo lo sappiamo capace anche di filmare bellissime storie di poetiche
saghe familiari, o anche un bel film di fantascienza nello stile che tanto
piace agli americani, con l'asteroide che minaccia il pianeta, oppure perchè
non tristi racconti di drammi domestici, o addirittura un horror col demone
che mangia la gente e prende testate contro le porte che si rifiutano di
aprirsi automaticamente al suo passaggio? Il doppio che serve da filtro agli
impatti che la vita riserva si prende appunto ogni botta, e quando il
geniale autore ha da dire la sua se ne infischia delle conseguenze, tanto c'è
il pupazzo che tutto assorbe, e non manca neanche la frecciatina alla
testata più famosa della storia del calcio degli ultimi anni, un Zidane che
resterà immortalato nel film meno film che Kitano ha mai pensato per noi. E
se all'inizio del viaggio lui poteva aver pensato di farla franca, mandando
avanti il suo doppio, a chiedere lumi al dottore sullo stato del suo
cervello, ricevuto in risposta un laconico "la prossima volta gli dica di
venire di persona" al termine dell'intera operazione avremo il responso
definitivo "dottore cos'ha il mio cervello? E' rotto..." hanno ragione i
critici, Kitano non c'è più, al suo posto un pupazzo che rimbalza le
critiche e un dispettoso folletto si mette dietro la macchina da presa
usurpando il suo nome e destrutturando tutti i suoi film. E' difficile
negare il piacere di giocare con lo spettatore ad uno dei più grandi registi
di sempre, e pazienza se la critica non apprezza. Kitano prende in esame l'intera
sua opera e ce la mostra come un unico tentativo di accontentare il
pubblico, cosa che di sicuro gli è riuscita, ma adesso è lui che si vuole
divertire e per questo torna alle sue origini, il teatro regalandoci il
meglio delle sue gag comiche, più un bonus che racconta della difficoltà per
un regista affermato di essere sè stesso e non il pupazzo dei critici.

Il trucco riesce alla grande e mentre al pupazzo toccano gli urti della vita
e le botte dei detrattori, Beat Takeshi si prende il gusto di recitare
qualsiasi cosa, prendendo in giro prima di tutto il cinema, e poi tutta la
serietà con la quale molti registi lo affrontano. Alla fine del gioco quello
che conta è lui, il regista, e se non si riesce a vedere al di là dell'asteroide
che sta per piovere addosso a tutti, non capiremo mai quanto poco basta per
divertirsi.

Se le donne della storia sono due imbroglione che mettono scarafaggi nelle
zuppe e nel caffè per sfuggire al pagamento, e se tentano di farsi mettere
sotto da una grossa automobile per chiedere soldi, questo non vuol certo
dire che non c'è speranza. Dietro tutto questo potrebbe nascondersi
addirittura l'amore, aspettato a lungo e nel posto sbagliato, ma alla fine
incontrato, perso e ritrovato sempre nello stile da gag di avanspettacolo
che regala un sapore dolceamaro e nel contempo realistico. L'asteroide è in
arrivo bisogna fare presto, non sappiamo se ci sarà un eroe a contrastarlo,
quindi meglio intanto mettersi in salvo su un razzo, oppure decidere che il
posto ci piace così com'è e aspettare guardando la stella cadente che si
avvicina, perchè è una stella cadente, vero?

Gloria al regista, dunque e gloria ai suoi tentativi riusciti o meno di
raccontare il talento che è dietro ogni opera, talento che è impietosamente
raffigurato nel suo caso, da una cinepresa rotta che abita il suo cervello e
viene visualizzata dai medici come un cancro.


di: Anna Maria Pelella

Articolo inserito il: 2007-11-20


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