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BASTIANI CONTRARI - Vizi capitali e miracoli a Milano (1° serata)

Accidia

Bastiani Contrari #1: Quarto e Chinaski, . Ragoo, Milano 2007-11-21    

Live > Tornano i Bastian Contrari per la seconda edizione di questo evento che fa ancora sperare in una Milano vogliosa e desiderosa di arte, cultura, musica e poesia.
Quest'anno la rassegna si svolge al Ragoo di viale Monza, grazie alla collaborazione dei proprietari. Il tema che accompagnerà un mercoledì al mese, per sette mesi, è Vizi capitali e miracoli a Milano.
Chi non ha mai peccato scagli la prima pietra... Ma nessuno ha lanciato pietre durante la serata, solo tanti applausi, sorrisi e voglia di stare insieme in allegria. L'atmosfera era davvero calda: la rassegna ha preso il via con l'introduzione del chitarrista Alessandro Sicardi, che ha accompagnato il balletto intenso e sentito di due ragazze facenti parte dell'atelier Teatro danza della scuola Paolo Grassi. All' ingresso un'installazione rappresentativa dell'accidia: l'attore Carlo Musotto, sdraiato su un letto stracolmo di scartoffie, pezzi mangiucchiati di pizza e bibite, con la noia e la pigrizia a farla da padrone. Ci ha ricordato molti amici e noi stessi. Chissà quante volte ciascuno di noi è restato a letto anche dei giorni, inerme, con una sorta di stoicismo che ci incapacitava di alzarci e reagire alla vita, lì, in attesa di trovare un motivo e la voglia di uscire di nuovo al mondo e riprendere il contatto con la realtà.
L'esibizione del gruppo Quarto, composto da Enzo Messina (fender rhodes), Leif Searcy (batteria), Brandoni alla chitarra, Paolo Costa al basso e Daniele Moretto (tromba), ci ha fatto godere di un buonissimo jazz accompagnato dalle magiche parole sempre intrise di consapevolezza del poeta Cinaski. Ho scambiato quattro chiacchiere sia con il gruppo che con il Bukowski all'italiana che ci hanno raccontato un pò di loro.


INTERVISTE

- Camilla (il deus ex machina di Bastiani Contrari, n.d.r.) ti ha presentato come rappresentante di questo peccato capitale, l'accidia, secondo te come mai?
Moretto: "Bè non so da cosa l'abbia capito veramente, ma in parte è vero. E'strano, perchè non ritengo l'accidia un sinonimo di pigrizia, è una cosa un pò diversa. L'accidioso non fa qualcosa non perché non ne ha voglia secondo me, ma perchè non è interessato a fare quella determinata azione. E' uno che se ne sbatte di tutto, l'accidioso, anche dei figli, di qualsiasi cosa.
Costa: "Io per esempio non sono accidioso perché non ho il tempo per farlo, non posso sprecare tempo a non far niente, neanche a prendermi i miei spazi, non posso proprio permettermelo!"

- Cosa vuol dire suonare del jazz a Milano oggi non essendo tipi da Blue note?
Moretto: "Bè a Milano agli inizi degli anni '80 sono spariti un sacco di locali jazz per problemi imprenditoriali, luoghi che sono diventati altro. Oggi suoniamo molto alla Salumeria della Musica, grazie a Massimo Genti, che ci ha permesso di esibirci spesso perché crede in noi e in questo genere. I Quarto sono nati tanti anni fa si sono uniti per comune interesse musicale. Abbiamo registrato l'album praticamente in tre giorni, magari sarebbe venuto meglio a metterci tre mesi ma non ci possiamo lamentare".
Costa: "E' rimasto lì per un pò quest'album, come un buon vino in cantina".
Moretto: "Abbiamo ricominciato a suonare insieme in giro da un anno. Queste 13 tracce ci piacciono molto e il pubblico che ci ascolta è molto particolare, unico e c'è un forte legame con loro."

- I Bastiani vi hanno coinvolto anche quest'anno, ne siete felici?
Moretto: "Sì davvero molto, è una situazione speciale questa, il pubblico è vicino, non c'è distanza. E'stata davvero una sorpresa questo riscontro, noi potevamo solo immaginarlo, Camilla è riuscita a realizzarlo e a concretizzare questo sogno."

- Grandissimo Cinaski, è un onore parlare con te, sembri quasi irraggiungibile. Toglimi una curiosità, come si fa e cosa si prova a fare il poeta in questa Milano, di questi tempi...
Chinaski: "Non si prova niente. Il poeta non si fa, si nasce poeta, è una cosa vitale. A Milano di questi tempi però il poeta te lo costringono a fare, ti comporti come tale per riuscire a sopravvivere per mangiare".

- Ti ritrovi anche tu nel peccato dell'accidia?
Chinaski: "Io sono un grande accidioso, ho un rapporto totale con questo peccato, questo vizio. Ma l'accidia non è noia della vita: io sono un grande amante della vita, l'adoro. Non consiste in quel male di vivere che raccontava Montale per esempio, quel male esistenziale. A volte però preferisco evitarla, questa vita, per evitare il dolore. Mi rintano, distante dalle sofferenze, mi prendo il mio tempo, i miei spazi, non per noia o pigrizia ma per rigenerarmi. L'accidia moderna è una pausa dal mondo, dalla realtà che ti permette di ripartire, di ricominciare il combattimento. Esci di nuovo e tramuti l'accidia in ira e reagisci alla concretezza."

- Cos'hai provato quando ti hanno detto della seconda edizione dei Bastiani?
Chinaski: "Gioia. Tre, quattro, mille edizioni dei Bastiani, sempre! Non ho avuto nessuna remora, ho accettato subito entusiasta. L'idea di rappresentare l'essere contrari con coerenza è un'idea fantastica, imperdibile. La possibilità di potersi esprimere è primaria, non si poteva dire di no".

- Da dove nasce il nome Cinaski?
Cinaski: "Avevo 15 anni, e come si dice oggi... Bigiai la scuola per andare alla Rinascente a rubare qualcosa, passai in corso Vittorio Emanuele e vidi un cartellone pubblicitario del film Storie di ordinaria follia. Entrai attratto dal culo della Muti sulla foto. Sono uscito dal cinema e mi sono dimenticato completamente della Muti e del suo culo. Sono andato diretto alle Messaggerie Musicali e ho rubato un libro di Bukowski, 462014, raccolta di poesie il cui titolo era il numero di telefono del poeta-narratore che chissà quante volte provai a chiamare. Ma dall'altra parte rispondeva sempre una persona che mi diceva che Bukowski non stava lì. Me ne sono innamorato per sempre. Lo scoprii per primo quando nessuno ancora sapeva chi fosse e a scuola rompevo talmente le palle dicendo a tutti di leggere questo grande mito che come dispregiativo cominciarono a chiamarmi Cinaski."

I Bastiani sono tornati più vivi e grandi che mai, motivati pieni di sogni e di arte che scorre nel sangue. Non perdete nessuno degli appuntamenti di questi grandissimi poeti e musicisti che fanno ricordare che a Milano c'è tanta fame di cultura, di cose profonde, romantiche, serie.
Quest'anno inoltre verrà premiato dal progetto Poesis un Bastiano e da Poesia Presente un giovane artista rappresentativo della rassegna Bastian Contrari. Ultima novità, un almanacco, che verrà pubblicato alla fine dei sette incontri, il Bastianacco,che raccoglierà consigli, recensioni, impressioni, emozioni e sensazioni di tutti voi che dovrete partecipare numerosi.

link: http://www.myspace.com/bastianicontrari


di: dejanira

Articolo inserito il: 2007-11-22


Bastiani Contrari #1: Quarto e Chinaski
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