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Giorgio Canali & Rossofuoco - GiorgioCanali&Rossofuoco

fuoco eterno...rosso inferno!

Giorgio Canali & Rossofuoco, GiorgiCanali&Rossofuoco. La tempesta - Venus 2004    

Vintage > Scrivi Giorgio Canali e leggi C.C.C.P., C.S.I. e P.G.R.. Scrivi Giorgio CanaliVerdena. Scrivi Giorgio Canali e leggi di un artista a 360° che non è ingabbiato in nessuno schema prestabilito e che è riuscito a non restare schiacciato da quella figura, carismatica e ambigua, alla quale è da sempre legato, che è Giovanni Lindo Ferretti. Il chitarrista storico delle band dai nomi con le lettere puntate, infatti, da anni (per la precisione dal 1998) porta avanti un progetto da solista di altissimo spessore, che ha avuto il suo culmine (secondo l’opinione di chi scrive) con il disco del 2004: Giorgio Canali & Rossofuoco. Qui c’è tutto Canali: cantautore rock dal chiaro background italiano, uomo di sinistra convinto e ormai tristemente e incazzatamente disilluso, ma soprattutto persona che, dopo averne viste tante, riesce a dare una lettura quanto mai caustica e acida della nostra quotidianità.

I quaranta minuti del disco sono veloci e corrono senza soste, passando da un argomento all’altro, ma mantenendosi sempre su toni alti, seppure mai spocchiosamente intellettuali. Precipito lascia subito capire lo spirito del cantautore emiliano, che prospetta un suicidio in diretta tv come vera fonte di gioia, mentre Guantanamo, intonata da una voce profonda, è un continuo chiedersi dove siano finiti i vecchi sogni irrimediabilmente persi. Fumo di Londra è la canzone anti-militarista e anti-istituzionale per antonomasia, mentre la velocissima e incalzante No pasaran (dal titolo riprende il grido antifascista della guerra di Spagna) butta in faccia tutte le ipocrisie di quella sinistra (e non solo), che adesso si chiama Partito Democratico, ma è con due pezzi che il sociale Canali ha il suo culmine: Fuoco amico e Savonarola (la fine del mondo a Ferrara). Con la prima, canzone dal ritmo cadenzato scandito dal basso profondo, Giorgio affronta, con ironia amara, le contraddizioni del nostro vivere sociale, come quella della polizia che si infiltra fra i manifestanti a Genova per creare scontri e violenze; ma è con la seconda, un’istantanea di una fine del mondo improvvisa e inattesa, che il marcio dei nostri tempi, si fa immagine e storia: l’arcangelo, dalle sembianze di un chitarrista metallaro, arriva e distrugge tutto e tutti, e non resta nemmeno il tempo per i pianti, né per rifarsi il guardaroba con gli sconti. Mostri sotto il letto e Rime con niente sono due pezzi ben più che godibili, dalla musica coinvolgente ed esaltante, mentre il finale è lasciato a due brani, Questa è una canzone d’amore e Questa no, che affrontano, come la storia della musica italiana richiede, il tema amoroso. A dispetto dei titoli, però, la prima usa l’amore come pretesto per tirare fuori nuovamente tutto il rancore, la rabbia e l’anticlericalismo dell’autore, mentre la seconda racconta, con tutti i luoghi comuni del caso, l’instupidirsi dell’innamorato, che non riesce a scrivere altro che le solite banalità sull’amore.

Canali viaggia da solo e va veramente bene. È severo con sé stesso e con gli altri, è conoscitore degli uomini e dei suoi tempi, ed è esperto nello scrivere i pezzi e nell’orchestrare gli arrangiamenti, tendenzialmente scarni e diretti. L’album alterna momenti di tensione e di rilassamento, ma soprattutto è un lasso di tempo nel quale trovare una boccata d’aria lucidamente corrosiva nei confronti del nostro assopimento quotidiano.


di: ammale

Articolo inserito il: 2007-11-25


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