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Floss - chrčon ep

un esordio acido e deciso

Floss, chrčon ep. autoproduzione 2006   

Supporti > Dei suoni lucidi e dei rumori vaghi che vanno a disturbare un dolce arpeggio di chitarra.
Questo č drive/in, e questo sono i Floss (Lorenzo Bassi a chitarra,voce e synth; Caterina Rossi al basso e Luca Archetti alla batteria), che, nel loro pezzi non abbandonano mai la melodia, ma la usano come base per sperimentazioni di suoni e momenti di disturbo. Il trio bresciano, con il primo ep chrčon ep, gioca cupamente con le note e ne fa un prodotto che, se da un lato, č ammiccante all’orecchio di chi ascolta, soprattutto se questo ha un background che comprende gruppi quali Sonic Youth o gli Slint solo per fare due nomi, dall’altro cerca di incunearsi nei timpani, proponendo qualcosa di personale e ruvido.

Escluso l’intro, drive/in, l’ep inizia con un pezzo estremamente melodico, a.m. che alterna vecchi ricordi grunge, che bene si sentiranno nel brano das intermezzo, a richiami piů atmosferici in stile Liars di Drum’s not dead. La ricerca sonora prosegue in questo senso con pete martell and his revenge to the wood, brano quasi strumentale, che gioca sulla batteria che crea la base per i suoni dai toni stridenti e noise, con i’ve a liquid woman in my head, dove l’arpeggio dei primi due minuti lascia spazio ad un rumoroso crescendo di tensione, e con jesus was not a violent cop, pezzo dalle tinte estremamente scure e aggressive, sia nella musica che nell’utilizzo della voce. Come č consuetudine, soprattutto per chi fa certa musica, anche i Floss hanno scelto di chiudere con un brano, mysteries of love, che č la summa di ciň che č stato proposto in precedenza. Nei dieci minuti del pezzo, infatti, si passa tra esplosioni di rumore dal ritmo incalzante, tra arpeggi effettati sulla batteria a creare un contorno di soli piatti, per poi chiudere con una chiusura atmosferica e malinconica di soli suoni.

I Floss ci provano e, con la loro prima fatica prodotta da Lorenzo Bassi, Chrčon ep, dimostrano di avere tutti i numeri per riuscirci. A fare cosa? Sicuramente non a fare musica per tutti, che non pare sia ciň che gli interessa, ma piuttosto a proporre un prodotto dalle tinte forti, che non scade mai in inutili barocchismi o sperimentazioni autoreferenziali, ma che, partendo da una ricerca musicale personale e incuneandosi nel mondo del post rock, riesce ad avere un’identitŕ giŕ ben definita e spigolosa.


di: ammale

Articolo inserito il: 2007-11-26

Floss chrčon ep
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