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LA MADRE CHE MI MANCA

Di madre in figlia

Joyce Carol Oates, La Madre che Mi Manca. Mondadori 2005    

Narrativa > Normalmente trovo la Oates adorabile. Ha una capacità visiva invidiabile. E' diretta. Si fa capire. Ma è anche evocativa e sa scandagliare nell'animo umano. I suoi ritratti di donna sono tutti piuttosto simili, volitivi ma infantili, esibizionisti, che vogliono essere ribelli senza darla del tutto a bere.
Ma La Madre che mi Manca non mi è piaciuto.
L'ho letto d'un fiato, è vero. E' avvincente e ben scritto. La storia è di caratteri: a Nikki e a Claire viene assassinata la madre vedova. Le due reagiscono al fatto e Nikki cambierà vita, passando da ribelle ad essere accomodante, cambiando casa e uomo.
Ecco, non solo non ho amato questo percorso scontato e stereotipato della protagonista, che si realizza attraverso uomini e lavori domestici (e non solo perché la mia idea di donna non è stare accanto a un uomo e fare il pane, ma anche perché trovo irritante che la Oates, che è femminista, sia arrivata a questa immagine di donna, per la verità molto più vicina a quelle rese dalla Kinsella), ma di tutti gli irritanti personaggi: dalla madre santa, che pare nascondere un mistero (ma esso non c'è), al padre monomaniaco, alla sorella orribilmente isterica, al cognato lascivo e via di seguito.
No no, non ci siamo.

Titolo originale:Missing Mom
tradotto da Annamaria Bivasco e Valentina Guani


di: KIBIUSA

Articolo inserito il: 2007-12-03


LA MADRE CHE MI MANCA