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The Raveonettes

Il reverbero prima di tutto

The Raveonettes, Lust, Lust, Lust. Sleeping Star 2007    

Supporti > Sebbene pubblicato lo scorso 5 novembre, deve ancora arrivare dalle nostre parti (e lo farà nelle prime settimane del nuovo anno) Lust, Lust, Lust, terzo disco del duo danese dei Raveonettes, e primo a essere realizzato dopo la separazione dalla Columbia/Sony per cui avevano inciso in precedenza.

Che dire, il marchio di fabbrica dei Raveonettes è ormai conosciuto ai più: sostanzialmente una fusione tra il rockabilly/horror anni '50 e lo shoegaze, come se i primi Jesus And Mary Chain avessero ancora più calcato la mano sulla loro passione per Chuck Berry. Il tutto con un reverbero generosamente riversato a palate su chitarra e voci (altra caratteristica della band è il cantato quasi sempre in duetto di Sune Rose Wagner e Sharin Foo), a creare un magma sonoro a tratti inquietante a tratti davvero noise (come in Aly, Walk With Me).

Probabilmente il distacco dalla major ha consentito ai Nostri di registrare in maniera più tranquilla un disco maggiormente fedele alle idee sonore che ronzavano in testa ai due danesini: il precedente (e bellissimo, a mio parere) Pretty In Black era sicuramente più compromissorio nei suoni e nelle atmosfere di questo, più pop se vogliamo, ma forse meno corrispondente alla reale indole dei due titolari del progetto.
Che qui ci hanno dato dentro con distorsioni e affini, muovendosi contemporaneamente su due fronti: mentre dal punto di vista della scrittura, come detto, non ci sono grosse novità rispetto ai precedenti lavori (eccezion fatta forse per toni maggiormente scuri e introspettivi, a livello generale), viceversa a livello di arrangiamenti c'è un'esplorazione maggiore del lato low-fi del gruppo (la batteria, ad esempio, nella più parte dei casi è o elettronica o suonata in modo primordiale - cassa+timpano) e, come già detto, più coraggio nell'osare soluzioni sonore sicuramente più estreme, ma che evitano alla band il rischio di essere etichettati semplicemente come un gruppo-revival o bubblegum alla Pipettes. Gli esempi migliori di questo modo di procedere, che segna peraltro un evidente ritorno alle modalità dei primi lavori del duo, con sonorità alla Attack Of The Ghost Riders si trovano in Dead Sound, puro Raveonettes-sound, e negli pseudo-lentoni Black Satin, dominata da un rullante fintissimo e dalla sapiente naiveté chitarristica di Sune, e The Best Dies, che sembra quasi una cover della sigla di Twin Peaks fatta dai My Bloody Valentine, e in cui domina la voce zuccherina di Sharin, oltre che nel pieno r'n'r di You Want The Candy, nella galoppante e feedbackosa Sad Transmission e in Blitzed.

Eppoi, diciamolo, non possono stare antipatici, i Raveonettes, con quel loro parere svagatamente fuori dal mondo (lui) e perennemente persi in un film di Ed Wood (lei). Di certo non à la page, e probabilmente troppo ingenui e non interessati, per poter riconquistare la ribalta che qualche tempo fa avevano pur avuto, però di certo molto più spessi di un sacco di gruppi in giro oggidì.

Insomma, se volete una quarantina di minuti di musica divertente, Lust, Lust, Lust è il vostro disco.

link: http://www.theraveonettes.com

video: Dead Sound


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2007-12-29


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