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BASTIAN CONTRARI

SUPERBIA

Bastian Contrari - Superbia, Bastian Contrari - Superbia. RAGOO - MILANO 2007-12-19    

Live > La superbia è il vizio capitale che più rappresenta il Bastian Contrario.
Chi è più superbo di colui/colei che osa contraddire il sistema? Che ha la presunzione di sfidare regole e modelli sociali, pensieri e visioni del mondo, preconfezionati? Che celebra la non appartenenza? Rendendo visibile la propria diversità, nella vita come nell’arte.
E’ il peccato di Lucifero, il quale si pone al di sopra dell’amore di Dio, in contrasto con il primo comandamento. Proprio questa passione provoca la ribellione degli angeli e la sua cacciata all’Inferno.
E’ il peccato del rifiuto: rifiuto del confronto, della relazione. Sintomo forse di debolezza, di sfiducia nelle proprie capacità, che portano il superbo ad evitare l’eventuale sconfitta derivante dal contraddittorio.
Il superbo dunque, è solo. Ma è proprio questa debolezza che lo spinge a ricercare altre solitudini, altri simili che possano confermare le sue certezze.
Poi: la convinzione di essere superiore a qualcosa o a qualcuno, implica necessariamente il confronto-scontro con altre realtà. Così, ineluttabilmente, egli si spinge in quel territorio che mai avrebbe voluto esplorare: la relazione.
Oggi, il superbo bastiano, è avido di umanità: perché avido di superbia.
I concetti di vittoria e sconfitta vengono superati, perché la ricerca ossessiva, diviene essa stessa vizio. Che semplicemente non lascia spazio ad altro. Liberata dall’onere della sua affermazione attraverso la vittoria, la Superbia ritrova la sua natura “fatua e fine a se stessa”, la stessa che il festival “Bastian Contrari” vuole celebrare.
Un piccolo miracolo a Milano, il convogliare vitalità, idee, arti, in quello che vuole essere un centro di energie sinergiche votate al valore della contraddizione, prima ancora di un evento culturale.
La seconda serata di “Bastian Contrari” apre le porte del Ragoo di Milano, accogliendoci con un’installazione fotografica di Annalisa Russo e la performance del giovane attore del CTA (Centro Teatro Attivo) Alessandro Nicosia: elegantemente avvinto da abiti e portamenti di una raffinata superbia, porta a spasso il suo calice di vino rosso ed il suo sguardo, altero si, ma curioso e bramoso delle altrui curiosità.
Una mano amorevole sui volti, uno sguardo caldo e prezioso sul mondo, una raffinata carezza sulle ombre. Questa è Annalisa Russo, talentuosa artista emergente, che traduce in fotografia il sentimento delle cose.
La Superbia, vizio capitale, le ha ispirato una riflessione visiva sul peccato originale. Lo scenario classico viene capovolto: protagonista un moderno Adamo, che deruba Eva del simbolo del peccato e del ruolo di carnefice dell’umanità, lo stesso che ha addossato alla donna la responsabilità del male terreno. Superbo abbastanza da sconfinare nel narcisismo. Perfettamente a suo agio, tanto da ricordarci quanto in realtà, quel ruolo infausto, sia da sempre interpretato dall’uomo nella storia del mondo.
Le calde tonalità di un corpo esibito ma mai invadente, il passionale vermiglio del frutto, indirizzano lo sguardo altrove. Verso quell’universo parallelo, nato dall’ironica mente di una dea, madre per diletto, femmina per vocazione, che ha messo il peccato nelle mani di Adamo e ha reso Eva artefice del proprio destino. Chissà come sarebbero andate le cose a questo mondo, con una diversa sceneggiatura? Chissà se i sette vizi capitali sarebbero stati ugualmente sostantivi femminili… Chissà se il concetto stesso di peccato sarebbe esistito?
Di certo la Luna accompagna le vicende degli uomini e delle donne fin dall’inizio dei tempi ed è lei la protagonista della performance di Alessandra Bordino e Ilaria Coluccia, allieve dell'Atelier Teatro Danza della Scuola Paolo Grassi.
Una danza con la Luna sulle sonorità sensuali della tromba di Paolo Milanesi.
La fluidità di corpi femminili che si intrecciano con la luce eterea della musica e con le suadenti note della liquida fisicità lunare.
Sullo sfondo le immagini di “Voyage dans la Lune” di George Méliès, il cui montaggio è curato da Tiziano Spigno, appassionato di cinema, come ama definirsi lui e video maker ufficiale dei Bastiani.
Il lungometraggio del 1902 è considerato il primo film di fantascienza. La superbia dell’uomo che vuole sedurre e conquistare la Luna è argomento antico in letteratura e nel 1902 il tema del viaggio fantastico sulla Luna era assai diffuso nel teatro. Ma solo con Jules Verne e Herbert G. Wells, nacque la letteratura di fantascienza. Proprio a questi due scrittori Méliès si ispirò per il suo “Voyage dans la Lune”, nel quale perfezionò i suoi esperimenti e i suoi trucchi cinematografici, alcuni dei quali sono tutt’ora utilizzati.
In effetti egli si appropriò della nascente arte del cinema per mettere in scena il teatro della magia, attraverso una serie di attrazioni: lo spirito di divulgazione dei prodigi della tecnica che imperniava le pagine di Verne e Wells, qui lascia il posto ad un forma volutamente surreale e burlesca.
Antiche immagini in bianco e nero vengono accostate a moderni e superbi corpi femminili, che si contorcono nel diafano calore lunare.
Successivamente il ritorno al presente, con Dome Bulfaro, poeta e performer.
Il suo festival “Poesia Presente”, gemellato con “Bastian Contrari”, avrà come protagonista la provincia di Monza e Brianza, per un’intera stagione poetica, a partire dal 9 gennaio 2008 e intende esplorare il panorama poetico attuale.
O meglio “vuole trasmettere, nella vita quotidiana delle persone, l’energia ad alta tensione della Poesia contemporanea”. Attraverso incontri e serate poetiche, ma soprattutto attraverso lo scambio del dono della poesia (presente).
Lo scopo è quello di concretare una quotidianità poetica, nella quale venga sublimato l’interscambio tra chi parla e chi ascolta. Superbia e umiltà dialogano in ognuno degli interlocutori: il poeta superbo nell’immodesta interpretazione dei suoi versi; umile nel rispondere ad un atto di obbedienza al demone, all’indicibile, che sta dietro di lui e nell’ ascoltare il mondo che ha inspirato.
Il destinatario dei versi, superbo nel credere di carpire al vate la suprema conoscenza, la dimensione più alta dell’essere umano che il poeta raggiunge grazie a questa obbedienza; umile nel porsi in ascolto di ogni singolo vibrare della parola.
L’opera di Bulfaro si inserisce a pieno titolo nella ricerca poetica più attuale: oralità e performance in poesia. Per i Bastiani presenta una peculiare lettura dal vivo dei suoi scritti: un crescendo di versi tuonanti che tratteggiano una città, Milano, come corpo. Colonna vertebrale: “In noi, ruota la scala della sapienza infinita, poggia la colonna: serpente a sonagli affamata di popoli antichi e moderni ingoiati come patatine ed hamburger”. Sistema nervoso: “la città come una spogliarellista con l’estate nelle vene dovrebbe donarci il suo fegato in tutta la sua arborescenza e non la sua metastasi…si la città dovrebbe restituirci la luce come unità di misura e non la sua luminosa epilessia…” Funzioni involontarie di nervi umani e tranviari che agitano e paralizzano la superba città di Milano, fino al crollo del Duomo che la costringerà a rimettere a nudo, umilmente, il proprio cuore. Anche se in questa seconda serata dei Bastiani il crollo non avverrà, per una modifica dell’ultima ora al programma: segno forse che Milano può essere ancora salvata da se stessa.
A proposito di cuori a nudo, il canovaccio magico-poetico della serata ci regala quello di Mauro Ermanno Giovanardi, leader dei La Crus, figura di rilievo della scena musicale milanese. Con lui Paolo Milanesi alla tromba e Lorenzo Corti alla chitarra.
La penombra traccia il profilo di canzoni dai lineamenti marcati ma dall’anima eterea. Dense come sangue, impalpabili come gocce di cielo spremute da un’alba fugace. Da Un giorno dopo l’altro di Luigi Tenco a Un cuore a nudo dello stesso Giovanardi, a Stelle Buone di Cristina Donà, a Hai pensato mai di Enzo Jannacci, a Via con me di Paolo Conte, a Naviganti di Ivano Fossati. Poi le canzoni dei La Crus naturalmente: Come ogni volta, Natale a Milano, Ricordare, La Giostra, Il vino.
L’ambientazione intima del Ragoo, che non prevede un palco che intervenga a dividere pubblico e artisti, si addice alquanto alla performance confidenziale di Giovanardi. Più che interpretazione, la sua è una condivisione, una compartecipazione, una comprensione, profonda e compiuta di versi altrui.
La sua superbia sta nel far risuonare la propria personalità dentro melodie e parole della tradizione cantautorale italiana, dando loro nuova linfa. Accostandole arditamente a suoni più cupi e crepuscolari. L’umiltà sta nel mettersi al servizio della parola in musica. Nel mettere il proprio cuore a nudo.
Voce profonda e sensuale, melodie sfiorate da respiri, accarezzate da dita. La poesia di corpi che incarnano musica e restituiscono poesia. Così “la giostra dei folli nell’oscurità” ci coinvolge e ci avvolge, trascinando nel suo vortice amori e fulgori, silenzi e ombre. Con una particolare attenzione alla loro scenografia, la città di Milano: “Questa piazza così piena, mi lascia un vuoto che fa pena, inno alla pubblicità. Stuprare il cuore alle città, renderle solo vanità” (Natale a Milano - La Crus).
Un concerto sussurrato: di quando un soffio può lacerare, di quando un abbraccio può bruciare.
Neppure qualche incertezza della chitarra ha interferito con il colare fluido delle emozioni.
Bastian Contrari ha messo a segno un altro capitolo virtuoso del vizio. L’appuntamento successivo sarà per mercoledì 23 gennaio 2008.
I Bastiani si confronteranno con l’Invidia, in una serata densa, ancora una volta di pensieri e cuore, parole e incanto.

Loredana Sparvoli


di: Lory

Articolo inserito il: 2008-01-06


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