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HANOI ROCKS

Velvet Goldmine. A Milano.

HANOI ROCKS, . Milano 0000-00-00    

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Già all’uscita della metropolitana sembra di essere in una scena di “Velvet Goldmine”: pantaloni attillati, boa appariscenti, cappelli da cowboy tigrati, ragazze molto poco vestite... e il meglio deve ancora venire.
Gli Hanoi Rocks si esibiscono di fronte a un folto e variopinto pubblico che va letteralmente in estasi man mano che la band finlandese ripercorre i grandi successi della sua carriera. Michael Monroe in tutina nera tempestata di stelline e cuori luccicanti si prodiga in spaccate come 20 anni fa. Certo, il tempo ha portato qualche ruga in più, ma la grinta e il carisma sono quelli di una volta e la voce del guru del glamrock scandinavo tuona per un’ora abbondante di concerto. Chi se la passa un po’ meno bene è Andy McCoy che, reduce da un brutto incidente e camminando a fatica, suona seduto su uno sgabello. L’esperienza in ospedale lo ha visibilmente segnato, ciò nonostante viene coinvolto il più possibile da Michael nella festa del Transilvania. Forse non ha più lo smalto di un tempo ma ogni suo assolo scatena l’acclamazione della sala. Insieme ai due storici fondatori del gruppo ben si amalgamano i 3 nuovi arrivati, musicisti che già hanno partecipato al progetto solista di Michael Monroe.
Dopo il concerto , conclusosi con uno stage diving di quest’ultimo, la band si concede ai fans per autografi e quant’altro. L’atmosfera è perfetta, se chiudo gli occhi mi vengono in mente le grandi icone del glam: dagli anni ’70 dominati da Bowie e compagni alla fase più heavy e contemporaneamente new romantic degli anni ‘80... peccato che sia la fastidiosa voce del dj resident (sbraitando in loop “questa è la serata rock più fottuta che c’è!”) a riportarmi alla realtà e insieme verso l’uscita.


Alla conferenza stampa, svoltasi qualche ora prima del concerto, Michael Monroe e Andy McCoy parlano degli Hanoi Rocks e dei loro progetti.

Potete dirci perché questa data a Milano e questo piccolo tour dopo così tanti anni?

Andy: Non abbiamo mai suonato qui prima, abbiamo fatto molte date in Europa, ma non c’è mai stata la possibilità di suonare qui, non eravamo molto conosciuti.

Perché avete deciso questa riunione dopo così tanti anni?

Michael: Non si tratta di una riunione, ma di una rinascita…
Andy: Sì, esatto, non è una riunione.
Michael: Abbiamo avuto per anni esperienze soliste, che ci hanno permesso singolarmente di portare avanti ciascuno le proprie idee musicali, ma gli Hanoi Rock non sono mai morti. C’è stato un periodo, specialmente dopo l’incidente del nostro batterista, in cui abbiamo preferito seguire i nostri progetti separatamente. Adesso è diverso, ci sono gli Hanoi Rocks ed è una rinascita.

Come è avvenuto questo ritorno degli Hanoi Rocks?

Michael: suonando insieme e rendendoci conto che insieme si poteva fare ancora qualcosa di buono, che ci piaceva e ci trovavamo bene, ci siamo detti “Hanoi Rocks? Perché no, è un nome che suona ancora bene…”.

Avete trovato un nuovo accordo per preparare le prossime incisioni?

Michael: Beh, sì, questo mini-tour è in realtà uno show case per presentare il nuovo album che uscirà tra breve…

L’EP che sarà distribuito in Giappone?

Andy: No, quello che sta uscendo in Giappone è il singolo composto da alcuni pezzi, ma abbiamo registrato un album competo, che comunque verrà distribuito anche in Scandinavia e nel resto dell’Europa.

Qual è il vostro punto di vista sul nuovo hardrock scandinavo, per esempio riguardo gli Hardcore Superstar, Hellacopters o i Backyard Babes?

Michael: Grandi bands, molto bravi. Ho avuto modo di partecipare ad alcuni progetti dei Backyard Babes e posso dirti che sono ragazzi veramente in gamba… hanno un modo di suonare il rock che mi piace molto.

Fuori dai cancelli ci sono centinaia di fans venuti a sentirvi, siete sorpresi di vedere tanta gente venuta qui per voi? Tanta gente dopo tanti anni…

Andy: Per alcuni aspetti sì, sono sorpreso, però è anche vero che si tratta di gente che ama il rock e noi suoniamo il rock, per cui se vogliono ascoltare buona musica, credo che stasera siano venuti nel posto giusto! (ride…). Penso che gli Hanoi Rocks, nonostante il tempo che è passato, abbiano avuto una certa importanza e siano ancora un nome significativo…

Beh senza dubbio si sono ispirate a voi tutti le band della scena losangelina degli anni ’80, come i Poison o gli Skid Row, che cosa si prova a essere una cult band?

Michael: Voglio spiegare questa cosa, perché so che ci si è fatti un’idea di questo tipo… sicuramente ci ha fatto molto piacere e siamo contenti, però è anche vero che non è mai esistito un rock degli Hanoi Rocks, esisteva il glamrock e l’immagine cha abbiamo saputo dare di noi stessi, con il nostro stile… siamo felici di avere lasciato qualche cosa, più che nella musica, nel modo di essere e di sembrare. Abbiamo avuto un bel rapporto con tutte le band, anche con i Guns n’ Roses, che più volte hanno detto di aver apprezzato molto la nostra musica.

E a proposito dei Motley Crüe?

Andy: Si è trattato di una tragedia, ma non ho giudizi in merito, so solo che è stato uno sfortunato incidente in cui è morto un mio caro amico e non è stato facile abituarsi all’idea, specialmente all’inizio, che mancava uno di noi e sarebbe mancato per sempre. Con Vince Neil abbiamo cercato di avere dei buoni rapporti anche dopo l’incidente, nonostante tutto… eravamo amici anche prima… è stata una brutta situazione.

Avete mai pensato di scrivere una vostra biografia?

Michael: Una biografia? Oh, sì, lui l’ha fatto…
Andy: Sì, è vero, l’ho fatto, ma credo la storia vera degli Hanoi Rocks non possa essere contenuta tutta in un libro, però alcuni aspetti interessanti possono essere riportati per tutti quelli che vogliono sapere qualcosa di più su di noi. Comunque non pensavo che scrivere un libro fosse così fottutamente duro! Non è possibile ripetere le parole esatte perché non se le ricorda più nessuno, allo stesso tempo bisogna essere sinceri e cogliere certi aspetti nel modo più sincero.

Qual è il vostro stile di vita adesso? Com’è?

Andy: Lo stesso di sempre…
Michael: Sì, non è mai cambiato, rock’n’roll style (risata generale…). Il denaro non ha cambiato molto le cose e ci ha permesso di vivere bene, facendo quello che ci piaceva.


Sulle ultime parole di Micheal termina l’intervista, che più di ogni altra cosa è stata una piacevole chiacchierata per noi sbarbi della stampa, troppo giovani per avere anche un solo vinile dell’epoca… e ci sentiamo tutti un po’ ridicoli mentre consegniamo a Michael e Andy i nostri CD per gli autografi di rito, mentre una groupie, sbarba pure lei, fa il suo lavoro di groupie saltellando e commentando con grida isteriche la qualità dell’uno o dell’altro disco degli Hanoi Rocks, come se lei stessa li avesse visti nascere, mentre forse sono i loro dischi che hanno visto nascere noi.


di: AJ VENERE

foto di: Jim Tonique

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