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INTO THE WILD

perché scappi, chris?

Sean Penn, Into the Wild. USA 2007    

Film > Come si sa, Into the wild è la libera trasposizione del libro di Jon Krakauer "Nelle terre estreme", che racconta del viaggio di due anni, tra il '90 e il '92, di Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all'interno della natura selvaggia, interpretato da Emile Hirsh.
Chris dopo la laurea fugge dai genitori e dall'amata sorella. Brucia i soldi, perde la macchina, distrugge i documenti e va. Non telefonerà né scriverà più a casa. Si sposterà, dapprma a casaccio, per la zona occidentale degli Usa (California, New Mexico, Alaska) a piedi, in autostop, su un kajak.
Incontrerà persone che gli vorranno bene, cui lui non rivelerà mai la sua vera identità (dirà di essere Alexander Supertramp) e cui parrà non affezionarsi mai davvero, perché, come dice al veccho Ron, "non sono le persone che fanno la felicità".
Alex vuole allontanarsi dalla civiltà. Ne è quasi terrorizzato (vedi cosa gli succede quando finisce a Los Angeles) e non è in grado di gestirla. Lui deve stare nelle terre estreme, deve andare in Alaska, deve stare da solo.
Mi pare che Alex/Chris voglia lanciarsi contro l'individualismo, ma in realtà è il primo degli individualisti, dato che è solo nel selvatico che cerca le sue risposte, senza appoggiarsi su nessuno, senz prendere, è vero, ma senza dare, agendo contro il bisogno di amore. Insona, cadendo in contraddizione e a volte sembranod arrogante, seppure nella sua infinità bontà.
Il film ha una valenza politica nonostante questo non sia l'intento di base.
Alle volte, si trasforma in un vero e proprio atto di fede il cui credo fugge da tutto ciò che è religioso in senso stretto per trovare sfogo in una dimensione che è solo e unicamente personale.
Tutte le persone che Chris incontrerà lungo il suo peregrinare oltre a colmare un vuoto familiare, fonte di profonde sofferenze, amplificano l'idea di un percorso a stadi funzionale a liberarsi da qualsiasi dipendenza da ogni tipo di comfort e privilegio (infatti c'è l'adolescenza, con Wayne, la famiglia, con Rainey, e la maturità, con Ron).
L'acquisizione della saggezza avviene quasi per osmosi attaverso la spontaneità e la profondità degli incontri fatti. Ma, soprattutto, da solo, in Alaska, quando Chris non può più tornare indietro, perché, affidandosi troppo a se stesso e alla sua conoscenza delle terre estreme, non riesce pù a guadare il fiume. Quando Chris resta intrappolato nel bus, e la morte gli si fa vicina, allora capisce. Capisce che nulla ha valore, se si è soli.
Quindi il suo è un viaggio per cercare qualcosa, trovandolo, non lo riconosce, cercando in realtà le terre estreme e l'Alaska.
Un film lento, troccante, visivamente bellissimo, ottimamente recitato, che deve stimolare una riflessione sugli ideali, gli obiettivi, i compromessi e ciò che ci fa battere il cuore. E su come sia possibile che un ragazzo di 22 anni lasci tutto, e si affidi alla morte, senza un solo ripensamento.


di: KIBIUSA

Articolo inserito il: 2008-01-30


Sean Penn Into the Wild
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