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The Magnetic Fields

una piacevole conferma

The Magnetic Fields, Distortion. Nonesuch 2008   

Supporti > Se la fine dell'anno 2007 si può sintetizzare con il ritorno dei Radiohead, l'inizio di questo 2008 è sicuramente segnato dall'ottavo disco di una band meravigliosamente e poeticamente geniale come i The Magnetic Fields.
La band capitanata da Stephin Merritt, nasce nel 1989 e vede il suo esordio discografico nel lontano 1991.
Definirli in quattro righe per chi non li conoscesse è praticamente impossibile.
Una band che è stata influenzata dal pop orchestrale di Scott Walker e Beach Boys ma anche dal synth pop degli Human League e che per questo motivo ha sempre inciso dischi sorprendendo per la loro capacità di rinnovarsi ogni volta.
La storia narra che un ispirato Stephin Merritt, trovandosi da solo in un bar, concepì diversi testi di canzoni d'amore che finirono, nel 1999, nell'album che entrò di diritto nella storia della musica pop: 69 Love Songs.
Un triplo cd composto da 23 canzoni ciascuno, d'amore appunto.
E' quasi superfluo sottolineare quante band abbiamo preso spunti da questo cd epocale ed irripetibile.
Siamo nel 2008 dicevamo e questo ottavo disco continua a stupire e commuovere.
La voce di Merritt è meravigliosamente dark in pezzi come Xavier Says o dolcemente crooner in pezzi come Old Fools e Mr Mistletoe.
Echi di un pop psichedelico anni '60 in pezzi come California Girls, dove non solo nel titolo si omaggiano i Beach Boys.
Sempre splendida la controvoce di Silvia Simms, già apprezzata in alcuni pezzi di 69 Love Songs.
Un cd meraviglioso, che cresce ogni volta che lo si ascolta, che ti lascia dentro qualcosa.
E non è poco, credetemi.

video (non ufficiale): California Girls


link: link


di: Dissoluzione

Articolo inserito il: 2008-02-21

The Magnetic Fields




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