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Una cosa da nulla

(un libro da nulla)

Mark Haddon - trad Massimo Bocchiola, Una cosa da nulla - A Spot of Bother. Einaudi 2006   

Narrativa > Il libro non mi ha convinto appieno e credo di averlo terminato solo perché mi sono affezionata ad alcuni personaggi. Di certo a Ray Phillips, l'Uomo Perfetto, dipinto a inizio del romanzo come un buzzurro ma poi pressoché immediatamente (ed inspiegabilmente) riabilitato dall'autore.
La storia ci mette fondamentalmente davanti a tre storie d'amore, diverse solo in apparenza.
Ci sono Jean e George, sposati da una vita, già nonni. Lui si convince di avere il cancro e quasi impazzisce. Ne combina di tutti i colori davvero. Lei ha un amante e vuole fuggire con lui. I due - Jean e George, non Jean e l'amante, che si amano e stanno bene ma anche qui non si capisce perché - continuano a dirsi l'un l'altro che si conoscono perfettamente. Che sono assieme da una vita. Che dovrebbero ridere e parlare di più. Se lo dicono circa ogni 50 pagine del libro. Come poi il rapporto si salvi, non se ne ha idea.
Ci sono Katie e il già citato Ray. Lei è un genio. Non abbiamo prove che ci confermino che è un genio. Semplicemente, Haddon ce lo dice: è un genio. E' una donna forte, divorziata, con un (odiosissimo, viziatissimo, capricciosissimo) bambino (che per tutto il romanzo spererete muoia). Ray è ricchissimo, ma Haddon non ce lo fa mai vedere che lavora: sta sempre facendo il baby sitter. Ray è rozzo (perché dice "ci ho fatto" e "ci ho detto") ma sa adattarsi, sa prendere in mano le situazioni, è paziente, è comprensivo, sa comunicare, è onesto, è dolce, è sensibile ma non fragile. I due si devono sposare. Poi non più. Poi si sposano. Perché lei a metà strada si chiede se lo ama e poi decide che sì.
Ci sono Jamie e Tony, la coppia gay. Tony lascia Jamie perché quest'ultimo non si vuole impegnare e alla fine gliene frega solo di se stesso. Jamie è l'unico personaggio che nel corso del romanzo subisce un'evoluzione. Attraverso per lo più epifanie, però è meglio che niente. Jamie cerca Tony. Tony è a Creta. Jamie parla con la sorella di Tony. Tony lo raggiunge al matrimonio. I due sono empatici e pratici e spiritosi e tutto si risolve per il meglio.
La storia procede a balzelloni come un film di Lumet.
Si salta da una coppia all'altra, ci sono lunghe soggettive, i personaggi però continuano a sembrare dei monoliti. E la scrittura non è granché.
Credo che l'idea di Haddon fosse dipingere la crisi dell'amore, o com'è quando amiamo ma non ce lo siamo ancora detti e cerchiamo di non scavare troppo a fondo. Per 358 pagine (e 17,50 euro) mi pare eccessivo.


di: KIBIUSA

Articolo inserito il: 2008-03-24

Una cosa da nulla




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