BLOOMRIOT > Sentito > GHOSTS ON STAGE

GHOSTS ON STAGE

live e intervista ai 24 Grana

24 GRANA, .    

Live > È possibile che una band, dopo aver suonato dappertutto, inciso album sempre più intensi ed emozionali, riesca ancora ad avere una vena creativa tale da poter sfornare, a più di dieci anni di distanza dall’esordio discografico, l’ennesimo capolavoro? Ed è possibile che la stessa band ti accolga come un amico di vecchia data, spazzando via la naturale emozione che un fan travestitosi da inviato può avere addosso, e si metta a chiaccherare con te fregandosene del tempo a disposizione?
Risposta ad entrambe le domande:sì è possibile, se la band in questione risponde al nome di 24 Grana. E così mi ritrovo nel freddo backstage del Krossower di Scordia di fronte ad Armando e Francesco, rispettivamente basso e voce del combo partenopeo. Dopo i primi convenevoli e le prime domande, metto da parte il taccuino poggio il registratore sempre acceso sul tavolo (gesto da non ripetere assolutamente, viste le fatiche affrontate in fase di riascolto!!!) e cominciamo a parlare a ruota libera del più e del meno, ma soprattutto del nuovo album, quel Ghostwriters già recensito dal sottoscritto, e che ad ogni nuovo ascolto regala un inedita sfumatura passata inizialmente inosservata….

Vi ho visti l’ultima volta nel novembre del 2006, e non mi sembravate in procinto di scrivere un album

Francesco: non eravamo molto carichi!!!
Armando: avevamo già buttato un po’ di idee, ma non era ancora arrivato il momento di portarle a maturazione definitiva, anche se abbiamo iniziato a lavorare su questo disco poco dopo.

l’impressione era che avevate altre cose per la testa …

Armando: eravamo ancora in fase di raccolta di idee.
Francesco: a volte non ti aspetti nemmeno che l’idea giusta arrivi, era un po’ una fase di stallo. Poi sinceramente dopo ogni disco abbiamo sempre aspettato un po', per questo ancora di più (l’ultima uscita dei 24 Grana risale al 2004!). Sono cambiate inoltre tante cose, non solo all’interno della band, ma anche e soprattutto all’interno della società.
Armando: c’era una scena sociale, volendo anche politica, che ti spingeva e alla quale ti potevi pure riferire.
Francesco: dopo il G8 di Genova, c’è stato un grosso mutamento, in negativo s’intende, e ci eravamo smarriti pure noi.
Armando: e poi come diceva Francesco, non sai mai quando l’idea giusta sta per arrivare. È stato come un puzzle: mentre lo crei ti sembra tutto assolutamente confuso, magari non credi neanche che assumerà una forma, poi improvvisamente viene fuori, non so neanche bene perché però succede!

Chi sono i ghostwriters?

Francesco: i ghostwriters sono tutti i fantasmi che occupano le nostre storie, la nostra immaginazione. Storie immaginate e immaginabili, che magari non provengono da un esperienza diretta. Per farti un esempio potrei citare Carcere

A proposito di “Carcere”, ascoltando le tue parole si intuisce comunque che certe cose, anche se non direttamente, le hai vissute da vicino… Uccidere a colpi di catena di motorino non può venire in mente a chiunque!!!

Francesco: infatti, seppur immaginate, le storie non sono troppo lontano dalla realtà.
Armando: il ruolo del musicista, e dell’artista in generale è sempre stato un po’ quello del messaggero, è anche questo il senso che c’è dietro Ghostwriters. L’artista si fa spesso portavoce di storie che non gli appartengono necessariamente, assorbe, si guarda intorno e enfatizza, come se le storie fossero scritte da altri, e tu non fai altro che metabolizzarle e portarle in giro.
Francesco: è vero che dai dettagli rischi di capire quanto sei vicino alla storia che racconti. Oltre all’esempio da te citato, potrei prendere anche il Bivio di miano menzionato in Accireme, che altro non è che la strada che porta a Scampia, il supermercato della droga, e la canzone parla a appunto di due ragazzi innamorati ma tossicodipendenti. Ci piace comunque pensare che siamo vicini e in sintonia con la nostra città (Napoli) e i problemi che la attanagliano.

La domanda più banale del secolo: come scrivi i testi, cerchi di adattarli alla musica, o lavori dopo la scrittura dei pezzi?

Francesco: non è un processo ben definito: alcuni testi nascono di getto, per esempio la già citata Carcere, è stato proprio un regalo, una manna dal cielo, nata dopo un concerto di Nick Cave. Avevo l’intenzione di scrivere una murder ballad e devo ammettere che ne sono proprio soddisfatto per come è venuta fuori. L’ultimo brano del disco addirittura non ho mai messo il testo su un foglio, ho cominciato a canticchiarla alla mia ragazza giocando un po’ con l’harpsichord (l’effetto della tastiera paragonabile al suono del clavicembalo) e così è nata. Altre volte al contrario ci ho perso un bel po’ di tempo per trovare le parole giuste, per Smagnia E Cagnà ho dovuto faticare più del previsto.

“Sbaglio è parole” ha un appeal molto “teatrale”, avete mai pensato di lavorare, o per caso già avete fatto qualcosa, in quell’ambiente?
Francesco: ai tempi di Metaversus abbiamo lavorato per il teatro S.Carlo di Napoli, scrivendo l’intera colonna sonora di un balletto intitolato Roc, soltanto che per qualche oscuro motivo, non abbiamo né registrato né filmato nulla,quindi non abbiamo testimonianze dell’accaduto!!!
Armando: errori di gioventù! Comunque è stata una bella esperienza!

Siete in giro da una vita ormai: rispetto ai vostri esordi, com’è cambiata la scena musicale italiana?

Armando: noi siamo stati fortunati all’inizio. Abbiamo avuto la possibilità di suonare un po’ dappertutto, sino ad arrivare in Giappone e ad un importante festival di Barcellona. È proprio questo uno degli aspetti positivi della scena moderna: la possibilità di poter passare i confini nazionali più facilmente. Inoltre c’è un ritorno ai piccoli club che è interessante.
Francesco: d’altro canto c’è stata una mercificazione che coinvolge un po’ tutto, adesso il mercato della moda ha invaso anche la scena alternative, nascono marche di abbigliamento specializzate nel settore, quello che era underground qualche anno fa è diventato mainstream con le relative conseguenze.
Spesso vado ai concerti, ,è un po’ triste fermarsi un attimo e vedere che molti del pubblico si vestono tale e quale al cantante del famoso gruppo x!!

Sbaglio o ci sono rimandi a una certa tradizione folk/rock americana in ghostwriters;specie nel brano d’apertura,mi sono venuti in mente certi rimandi al Neil Young di Harvest.

Francesco: in effetti proprio per Luntano mi sono ispirato a The Neddle And The Damage Done, specie nell’utilizzo del falsetto.

Per concludere anticipazioni sul concerto di stasera?

Francesco: questa tourné è un po’ un esperimento, stiamo cercando di capire come suona il nuovo album dal vivo. Lo eseguiremo quindi per intero seguendo la tracklist, inizieremo comunque con un paio di classici del repertorio.

È quasi ora di cena, gli stomaci brontolano e devo purtroppo salutare la band, con la promessa di rivederci alla fine del concerto.
Concerto che misteriosamente tarda ad iniziare. È passata la mezzanotte quando risuonano le note della storica Stai Mai Accà, in passato brano di chiusura dei live dei 24 grana e adesso riproposta in apertura in un ennesima, nuova versione, più pop e lineare, priva delle accelerazioni punk-ska che la caratterizzavano. Dopo altri pezzi del vasto repertorio dei nostri, ha inizio l’annunciato esperimento. Ad essere sinceri, l’accoglienza del pubblico ai brani di Ghostwriters, seppur eseguiti impeccabilmente e dotati di indubbio impatto live, non è delle più calorose. Sarà che ancora non sono stati assimilati a dovere, tant’è che in sala si percepisce una moderata freddezza.
Ci penseranno Vesto Sempre Uguale, Piccola Kanzone Per K, Canto Ppe Nun Suffrì e gli altri classici sciorinati dai 24 Grana, terminata la prova Ghostwriters, a riportare l’entusiasmo in platea.
I consueti bis pongono la parola fine alla serata, resta il tempo di salutare la band, scambiare due parole con Renato e Giuseppe (batteria e chitarra), e avviarmi verso casa, consapevole che il magnifico motivetto di Sbagl’ E Parole, mi ronzerà in testa nei giorni a venire!


di: (G).Romano

Articolo inserito il: 2008-04-22


24 GRANA


24 GRANA

GHOSTS ON STAGE




Advert by Google
Prodotti utili per il vostro computer pubblicizzati da Google