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La storia dell'amore

Una bambina, un vecchio, uno scrittore e un lamed vovnik

Nicole Krauss - traduzione Valeria Raimondi, La storia dell'amore - the history of love. Guanda 2005    

Narrativa > All'inizio il romanzo non mi ha convinto perché mi ricordava davvero troppo Così forte incredibilmente vicino di Foer (marito dell'autrice, per i pochissimi che non lo sanno. Credo vi siano i presupposti di plagio, se è ancora ritenuto un crimine): la bambina, la guerra mondiale in Europa, gli ebrei, il vecchio, i ricordi e l'amore. La morte di un padre... tutto, insomma. Persino lo stile, con le parole che sanno di zucchero, ma senza far cariare i denti.

Però poi il giallo mi ha avvinto. L'intrecciarsi della storia delle tre Alma, l'indagine che baby Alma compie per ritrovare la donna da cui ha preso il nome, ma anche lo stile del diario di Alma (il suo simbolo è una bussola: ogni voce narrante ha un suo simbolo, all'interno della storia), che procede per punti e piccoli pensieri e che serve anche per spiare il suo passaggio nella vita adulta, mi hanno catturata.

Ottimo lo stile (come si diceva, zuccheroso senza carie), personaggi toccanti, un mistero avvincente e una trama che si è complicata sempre più. Peccato che si sapeva si sarebbe vieppiù complicata, se si ha letto Foer in precedenza! E comunque (cit).

La Krauss davvero dovrebbe svincolarsi dall'eredità del marito e chiedere cento volte venia per il fatto che il suo giallo non è del tutto risolto, ma un po' ha barato perché - attenzione, SPOILER! - Bruno e Zvi nella vicenda hanno ruoli non molto certi e servono alla fin fine da specchi per le allodole. Il mistero che li circonda non viene mai risolto: perché Bruno è rappresentato? Dove, quando, perché Zvi e Leo erano amici? Come Leo ha scoperto del plagio? Dire che Bruno non è esistito, che è morto nel '45, è un lavarsene mani e piedi del casino creato. E il ruolo che Zvi aveva nella vita di Leo è ancora più oscuro.
Nicole, cattiva, cattiva bambina!

Però ci sono attimi toccanti, di puro lirismo, e l'idea che sia un libro (zuccheroso con le carie) a unire tutti i personaggi fa bene a chi i libri, come noi, li adora. Quindi, diciamo che la storia è: "mia madre era di sopra a tradurre la storia dell'amore per l'uomo che pensava si chiamasse jacob marcus, io finii il rimedio, che parlava di un uomo chiamato jacob marcus, scritto da un uomo che si chiamava isaac moritz, che era il figlio di un personaggio di nome alma mereminski, che però era anche una donna realmente esistita".
Confusi, eh?
Bene, leggete il libro, e fatelo soprattutto se non conoscete il da me tanto amato Foer.

"forse significa questo, essere padre. insegnare a tuo figlio a vivere senza di te. se le cose stavano così, non c'era padre migliore di me".

"... persi l'unica donna che avrei voluto amare. persi anni. persi libri. persi la casa dove sono nato. e ho perso isaac. e così chi può negare che da qualche parte lungo la strada, senza nemmeno saperlo, io non abbia perso anche la testa?"

"alla fine, tutto ciò che resta di te sono gli oggetti che possiedi. forse è per questo che non sono mai stato capace di buttare via niente. forse è per questo che tendo a far tesoro di ogni cosa, a conservarla, con la speranza che, quando sarò morto, la somma totale di ciò che possiedo possa far pensare a una vita più importante di quella che in realtà ho vissuto".


di: KIBIUSA

Articolo inserito il: 2008-04-30


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