Le ragazzacce
Opera numero 2 in Italia di Susan moore
Susan Moore, Le Ragazzacce. Guanda 2007
Narrativa >
Bellissimo.
Inizia (è raccontato in soggettiva da una psichiatra, una sua paziente che è in carcere, un'attrice e un capitano di guardie carcerarie) e ti dici: favoloso. Non riuscirà mai a tenere senza sgonfiarsi.
Invece sì.
Invece riesce a raccontare la storia della psicanalista Luise Forrest, del suo rapporto con il figlio Ramsom, con l'ex marito Rafael, con la di lui donna, Angie, con il nuovo amante, Ike Bradshaw e con le sue pazienti all'istituto penitenziario femminile di Sloatsburg. La Forrest non è un'eroina. Non è perfetta. A volte è petulante. Ha poco carattere. E' piena di fisime. Si passa il tempo a dirle: DAI! DAI! e PIANTALA! E proprio per questo il romanzo della Moore è fantastico. Se fai il tifo, sei coinvolta, non ce n'è.
Gli unici due personaggi positivi, seppur con le loro bassezze, sono Angie, l'attrice, e Bradshaw, il capitano, che riescono ad avere su ciò che accade maggior controllo e raziocinio che non la Forrest e la pazza Helen.
Il finale della storia, in cui tutti i pezzi vanno insieme come in un puzzle perfetto, è già intuibile all'inizio. SI SA come andrà a finire. SI SA chi è chi. SI SA dove vanno i pezzi. SI SA cosa succederà tra Forrest e Bradshaw. SI SA cosa sarà di Ransom. si sa di Helen, di cosa ha fatto, di dove andrà. Non è per quello che questo romanzo della Moore (di cui è tradotto in italiano solo Dentro, e si spera che altre opere arriveranno presto) . Lo si legge per l'umanità. Per lo stile splendido. Perché si raccontano episodi morbosi ed agghiaccianti senza affettazione. Sono vicenda funzionali alla storia. Qui ci sono bambine ammazzate di botte dal papà che ha fatto loro mangiare la pappa del gatto e le ha fatte cagare in una lettiera. Bambine che mangiano la propria merda. Stupri. Bambine fatte prostituire. Mogli smembrate. Donne cui è tagliata la testa e conservata in frigorifero (per scopi sessuali). Ma non come fa Palahniuk. No, no, non si spendono troppe parole. Il che rende il tutto ancora più atroce.
Ed è una storia sulla maternità. Su com'è difficile essere madri. Sullo stress di essere madri. Sulla responsabilità di essere madri. Su perdere i figli. Far loro male. Ucciderli.
"Stare vicine a donne con opinioni e sentimenti che non contano niente ti impigrisce".
"Non so più come si fa l'amore. E' già successo, soprattutto quando ho cercato di fare una cosa che non facevo da tempo - non so più fare la valigia prima di un viaggio, organizzare una cena, scrivere una lettera di condoglianze".
"Le persone che nella mia vita mi hanno fatto più male sono quelle che mi hanno detto di volermi più bene di tutti. Non è vero che erano quelle che mi volevano più bene: volevano solo farmelo credere".
"Ogni scelta è significativa soltanto se ti assumi le tue responsabilità. E se sei veramente te stesso, non puoi sfuggire alle tue responsabilità. Non hai più nemmeno il desiderio di sfuggire alle responsabilità".
di: KIBIUSA
Articolo inserito il: 2008-05-14






