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Cime Tempestose

l'amore ai tempi del narcisismo

Amsterdam 2012

Charlotte Bronte - Anna Luisa Zazo, Cime Tempestose - Wuthering eights. Oscar Classici Mondadori 2007    

Narrativa > heathcliff e catherine sono una delle coppie più note nella storia della letteratura. in molti (io compresa, che tendo ad immedesimarmi molto in heathcliff, tipico monomaniaco passionale ed aggressivo) li vedono come achetipici, e come positivi. in realtà, la bronte dipinge due storie d'amore speculari (heathcliff e catherine, con edgar di mezzo; hareton e catherine, con linton di mezzo), a rappresentare due fasi della vita.
catherine e heathcliff si amano perché identici. si riconoscono uno nell'altro, e nella brughiera. loro sono come wuthering heights: impervi, selvaggi e ventosi., si fanno guidare dalle passioni: la vendetta, la rabbia, l'amore. il loro legame è profondamente erotico e casto al tempo stesso, e adombrato da più di un sospetto di incesto.
catherine e hareton si amano perché si vengono incontro. c'è un che di ineluttabile anche in questo legame, come nel precedente. e un che di incestuoso (dato che sono cugini, anche se il matrimonio tra primi cugini non era affatto raro nell'800). però catherine DECIDE (forse in base ad un'attrazione per l'aitante e premuroso seppur rude hareton, forse perché è sola, e l'unico coetaneo a sua portata è proprio il cugino?) di amare hareton. di costruire qualcosa con lui. una scelta che sua madre, nei confronti di heatcliff o di edgard, non è mai stata in grado di fare. per questo, catherine è più matura. ma rappresenta anche una fase storica della società successiva, quella in cui si doveva decidere di mettere da parte la propria natura per essere qualche cosa d'altro. hareton, giovane heathcliff, è a sua volta differente: mentre heathcliff non accetterà mai di mettere da parte il proprio orgoglio e di scendere a patti con ciò che lo circonda (ciò che frega heathcliff è heatcliff stesso, in un certo senso), hareton sarà in grado di farsi ammorbidire, e di concedersi tutto alla giovane catherine, che, diversamente dalla madre, è meno narcisista. la vediamo mutare, da bambina scalmanata ad adulta coscienziosa, da donna aggressiva ad amante dolcissima. catherine linton, invece, è sempre e solo se stessa. infatti c'è chi sostiene che rappresenti l'infanzia, che non diventi mai adulta. che il suo amore per heathcliff e per la casa d'origine rappresentino un mancato passaggio di fase, dall'età giovanile a quella adulta.
per la bronte, dunque, la passione è autodistruzione. la scelta giusta e costruttiva è quella di decidere. dio essere razionali, come catherine ed hareton.
l'amore narcisistico e violento forse non dura (anche se heatcliff ama catherine sino alla tomba, anzi, vede in lei, una volta che si accorge che una nuova generazione ha preso il loro posto e che il suo tempo è finito) proprio la tomba. l'amore comprensivo sì. non si deve essere gemelli, ma individui.
dice catherine: "il mio amore per linton è come il fogliame dei boschi; il tempo lo muterà" (come è giusto che un amore tra coniugi muti, dico io) "il mio amore per heathcliff è simile alle rocce eterne ai piedi degli alberi; fonti di poca gioia visibile, ma necessarie" (come un amore tra fratelli, dico io).
ovvio, nonostante questo, che fascino hanno heathcliff e catherine, con la loro rara capacità di mettersi sempre in comunicazione, la mancanza di remore, la similitudine talmente profonda!
"lui non saprà mai quanto lo amo; e non perché sia bello, nelly, ma perché è me stesso è me stesso più di quanto io lo sia. non so di cosa siano fatte le nostre anime, ma la mia e la sua sono identiche".
si ammette anche l'ineluttabilità dei sentimenti.
si ama ciò che hai di fronte.
perché catherine sposa edgar linton?
"se ce ne sono (altri) non ne conosco; non ho mai visto nessuno come edgar".
forse catherine si innamora di linton prima e di hareton poi per lo stesso motivo?
credo che il grande senso di isolamento della zona in cui è ambientato il romanzo siano fondamentali per capirlo, molto di più di quanto lo sia l'ambientazione storica...
"mi accorgo che la gente di queste zone supera in valore un ragno in una villetta, nei confronti dei reciproci abitanti; e tuttavia l'attrattiva più intensa che esercitano non è dovuta soltanto alla condizione dello spettatore. vivono davvero in modo più intenso, più attenti alle cose interiori; e non nella mutevole superficie, attenti soltanto alle frivole cose esteriori. qui giudicherei quasi possibile un amore che durasse tutta una vita".
meravigliosa l'autocritica di heathcliff che, parlando di isabella, parla di tutti noi lettori (lettrici) che, leggendo di lui, ce ne innamoriamo perdutamente facendo di lui l'eroe romantico che non è.
"vedeva in me un eroe romantico e si attendeva sconfinata tenerezza e indulgenza dalla mia cavalleresca devozione. .. si è ostinata a crearsi un'immagine favolosa del mio carattere, comportandosi poi in base alle false idee nelle quali si cullava". e noi, lettrici, vediamo l'eroe prendere a pugni i rivali, brutalizzare il figlio (che in ogni caso è uno stronzo a prescindere dalla cattiva influenza del padre, d'altro canto è figlio della molle isabella), trattare con ferocia la figlia della donna che amava, e metterle le mani addosso, brutalizzare un bambino, che per lui è come un figlio, agire da folle, bistrattare il nemico d'infanzia, e gli animali, e i servi. rapire una giovane. essere prepotente. ma, ugualmente, sospiriamo. perché noi donne lo culliamo, quel sogno di essere amate da un uomo brutale che, con noi e solo con noi, sia tenero e protettivo. un po' come isabella, che si sente ancor più umiliata non tanto dal fatto che heathcliff non la ami, ma che lo mostri apertamente: "ferisce la sua vanità la verità così brutalmente rivelata": "avrebbe preferito che di fronte a te io sembrassi tenero".
ma heathcliff non può essere tenero, ci suggerisce la bronte.
ma noi lettrici sospiriamo e diciamo, non a torto: con catherine lo è!
lui stesso lo dice, poco prima di fare il discorso qui sopra riportato. dice: "catherine ha un cuore profondo quanto il mio; il mare potrebbe venir racchiuso in quell'abbeveratoio per i cavalli se il suo intero affetto potesse venir monopolizzato da lui! no! le è poco più caro del suo cane o del suo cavallo. non ha la forza di essere amato come me; come potrebbe amare in lui quello che lui non ha?"
o anche, a catherine: "tu puoi torturarmi a morte soltanto per divertirti; ma devi lasciare che io mi diverta a mia volta allo stesso modo", ovvero, torturando gli altri, mai, mai lei.
heathcliff è intenso. intenso e fedele. "il mondo intero è per me una terribile raccolta di ricordi, ricordi della sua esistenza, che io ho perduta!"
per me, uno dei maggiori valori della bronte, che seppure a volte è verbosa e poco chiara (e quando mai ci dice che catherine o isabella sono rimaste incinta? mai!) è questa coerenza psicologica. questo coraggio. il fatto che non si compiace mai dei suoi personaggi, tutti con grandi, orribili difetti, ma non per questo meno amati o amabili. nessuno di questi personaggi, seppure a volte dipinti con tratti disgustosi, ci è orribile. di tutti si scorge il lato umano. quell'impicciona di nelly, quello stronzetto di linton, il prepotente heathcliff, la narcisista catherine, il debole edgar, la viziata catherine, il rozzo hareton. a tutti si accompagna un aggettivo. e non perché la bronte ce lo spiattelli. lo deduciamo noi, perché sono i personaggi che si disvelano, non l'autrice che lo fa. emergono da soli. e noi li scopriamo nella loro coerenza o nel loro progredire. questo è il gioiello di cime tempestose.


di: KIBIUSA

Articolo inserito il: 2008-06-04


Charlotte Bronte - Anna Luisa Zazo Cime Tempestose - Wuthering eights
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