londra noir
per chi ama londra
AAVV - gianni pannofino e paola bertante, londra noir - london noir. alet edizioni 2008
Narrativa >
raccolta di raccponti noir ambientati a londra e, sprsso, SU londra.
una antoogia, cyrata da cathii unsworth (Il cui racconto non è granché) che tocca elephant and castle, aldgate, brixton, maida hill, canary wharf, king's road, soho, dalston, clissold park, camden town e molti altri luoghi, che, a volte, incombono sul lettore con un realismo e una luce impressionanti.
è il caso dei due racconti che ho preferito south (elephant and castle) di joe mcnally e maida hell (maida hill) di barry adamson.
gradevoli anche ho sfidato l'avvocato (mayfair) di michael ward e odio le mani di quell'uomo (kentish town) di sylvie simmons.
a volte purtropo la raccolta cade nel banale, ma molti racconti sono scritti magistralmente e chi come me ama londra si diverte nel riscontrare le proprie sensazioni nei confronti della città leggendo questo libro.
come dice mcnally (siete mai stati a elephant and castle? io sì, ed è come dice lui!) : "mi sono unito a quanti presumono di leggerla, la città; ho cercato e inseguito gli arcani volumi che spero mi permettano di accedere alle loro ambite conventicole previa recitazione dei sacri nomi dei fiumi perduti, senza mai smettere di far riferimento ai concetti che fondano le lorto opere di fantasia . . . pensiamo a londra come a una mappa mundi: ricchezza e comfort all'ovest,; ricchezza e sterilità all'estremo nord; squallore e industria all'est; e, a sud, lo stereotipo del cuore di tenebra. file sconnesse di rudimentali costruzioni di mattoni sul lungofiume, una confusione ribollente e tumultuosa che conviene ignorare. è territorio mai cartografato, il nostro piccolo terzo mondo, appena tropo selvaggio per lo psicogeografo timido. non si tratta di povertà tradizionale tipo est end: qui si fa sul serio, ti agitano una bottiglia rotta davanti alla faccia, inveendo con fiatate al whisky, prima di stenderti e pelarti vivo.."
cito anche adamson: "sospesa sul w9, la trellick tower di goldfinger osserva il tramonto del sole nucleare. questo obbrobbrio architettonico scricchiola, facendo finta di non vedere i fotografi giapponesi, mentre intorno alle sue fondamenta è pieno di teschi scavati e chiuque può comperare crack da trafficanti che sfrecciano sul grand union canal con biciclette rubate. intanto compaiono anche i gardens, che costeggiano sia il canale sia la torre e fungono da divisorio e ultimo spazio respirabile per i visitatori di questo buco infernale" .
"il bus che fa il caso mio compare non appena mi rendo conto di aver bisogno proprio di quello. un altro presagio, un'altra metafora. questa è una zona fertile: piccole bombe di possibilità esplodonoinviando onde a vari livelli della mia mente".
di: KIBIUSA
Articolo inserito il: 2008-10-15








