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MOTORPSYCHO

Profondo nord

MOTORPSYCHO, .    

Live > Negli ultimi dischi mi sembra che i Motorpsycho abbiano preso una direzione musicale piuttosto diversa rispetto al loro orientamento iniziale. Come è avvenuto questo cambiamento?

GEB – Penso che si tratti di uno sviluppo naturale, la band ha sempre avuto una reazione a ciò che fa. Voglio dire che se suonavamo molte canzoni pesanti immediatamente dopo volevamo fare qualcosa di più tranquillo. Allo stesso modo una reazione c’è stata dopo aver registrato album più pop come “Let them eat cake” e “Phanerothyme”. Per questi album abbiamo dovuto lavorare tantissimo in studio scrivendo anche con altre persone gli arrangiamenti. È stato bello, ma faticoso e, essendo passati attraverso tutto questo, non volevamo farlo di nuovo, sarebbe stato noioso ripetersi. L’ultimo disco ad esempio non doveva nemmeno uscire adesso. Eravamo andati a finire un po’ di brani che non avevamo mixato l’ultima volta che eravamo stati in studio, poi già che c’eravamo abbiamo registrato qualche canzone che avevamo scritto nell’ultimo anno, poi già che c’eravamo abbiamo deciso di farlo uscire immediatamente e di andare in tour... pensa che l’idea iniziale era di prendersi una pausa! A questo punto ci riposeremo dopo il tour.

Credo che la vostra musica sia qualcosa di molto originale nello scenario musicale odierno. Credi che ci siano altre bands che producono gli stessi esiti?

GEB – Sì credo proprio di sì. In Norvegia ad esempio ci sono bands come i Jaga Jazzist che pur essendo vicini al jazz, e facendo quindi una musica diversa dalla nostra, hanno il nostro stesso approccio e stanno trovando una loro personalissima strada. Gruppi validi ce ne sono parecchi, anche se magari non sono accomunabili ai Motorpsycho come “genere musicale”. Il fatto è che vorrei avere più tempo per restare in contatto con tutte queste realtà, ma purtroppo quando stai via molte settimane in tour non hai sempre il tempo per comprare dischi e leggere riviste.

Ma da dove viene la musica dei Motorpsycho? Io personalmente nei vostri ultimi lavori sento una forte componente di musica anni ’70 unita a una atmosfera da musical rock...

GEB – Sì è vero, siamo sempre stati molto vicini alle sonorità sixties e seventies, soprattutto in “Phanerothyme” volevamo ricreare delle atmosfere anni ’60. Comunque è un’influenza che c’è già in dischi come “Lobotomizer” dove i riferimenti sono bands come Black Sabbath e MC5. Ma in “It’s a love cult” non è qualcosa che abbiamo premeditato. Per quanto riguarda la “vena musical”, la sento anche in quest’ultimo disco, anche se si perde nei pezzi più rock.

Suonate moltissimo dal vivo. Ci sono dei posti in cui preferite suonare?

GEB - Ma l’Italia è sicuramente uno di questi. Abbiamo suonato qui tantissime volte e ora abbiamo molti amici in Italia. Sentiamo di avere più in comune con paesi del sud Europa, che per noi sono “esotici”, che con paesi nordici come la Germania e la Norvegia... e poi le ragazze italiane sono molto più belle delle tedesche! (N.d.R. sarà, ma per un italiano la tedesca in vacanza al mare ha sempre il suo fascino!) L’unica pecca dell’Italia è che nell’organizzazione c’è sempre qualcosa che non va, c’è sempre un imprevisto, ma alla fine si supera tutto. Anche in Olanda ci piace suonare, ci sono degli ottimi club.

Ultimamente in studio state curando molto gli arrangiamenti con l’aggiunta di fiati e archi. Riuscite mai a riproporre dal vivo questo tipo di set?

GEB - No, no. Soltanto la scorsa estate abbiamo fatto un festival con 4 musicisti ospiti ai fiati, ma non è una cosa facile da proporre live, soprattutto per quanto riguarda gli archi. Non penso che i Motorpsycho faranno mai come i Metallica: set acustico con un’intera orchestra alle spalle! Non sarebbe giusto.

Avete in programma di suonare anche negli Stati Uniti?

GEB - A dire il vero siamo stati lì un mese fa. Abbiamo fatto due concerti a New York e abbiamo suonato ad un festival a Boston insieme, tra gli altri, ai Sonic Youth. È stato divertente, ma per noi andare a suonare negli Stati Uniti è come tornare indietro di dieci anni, perché nei club in cui andiamo a suonare siamo totalmente sconosciuti. Le conseguenze sono varie: strumentazione scadente, pochi soldi, ecc. Per questo vediamo i nostri viaggi negli USA come delle vacanze, andiamo là e già che ci siamo facciamo un paio di date, ma non si può parlare di vero e proprio tour. Abbiamo provato a trattare con delle case discografiche americane, ma non mi fido di loro, ti spediscono duecento pagine di contratto scritto in un linguaggio legale incomprensibile come se volessero legarti a loro per il resto della tua vita! Così abbiamo sempre rifiutato. Vogliamo mantenere il controllo della nostra musica e non potremmo farlo con una etichetta americana. Certo ci piacerebbe anche raggiungere posti nuovi... conosco tutte le stazioni di servizio in Germania e adesso mi piacerebbe vederne delle altre!

In un momento politico particolare come questo molte band hanno deciso di dichiarare la propria posizione. Ad esempio un gruppo geograficamente vicino a voi come The (International) Noise Conspiracy sta lanciando un forte messaggio politico. Tu cosa ne pensi? Pensi sia giusto che la musica si schieri apertamente?

GEB - Credo dipenda dalle band, è chiaro ad esempio che i gruppi punk generalmente associano alla loro musica la politica. Ma noi non siamo un gruppo politico, ne abbiamo già parlato tra di noi tanti anni fa. Certo, abbiamo suonato ad alcune manifestazioni come i concerti di Amnesty International. Io personalmente sono iscritto al partito dei Verdi, ma questo non vuol dire che i Motorpsycho fanno propaganda ecologista. Noi non ci troveremmo a nostro agio mischiando musica e politica. Ciò non toglie che apprezzo molto quello che ad esempio fanno The (International) Noise Conspiracy.

Ultima domanda (la solita). Come ti poni rispetto a internet? Pensi che lo scambio di mp3 possa essere un vantaggio per la musica oppure no?

GEB - Beh, a dire il vero ho provato a scaricare degli mp3, ma non ci sono riuscito perché sono negato con i computer! A parte questo, penso che sia una buona cosa a patto che non sostituisca il fatto che la gente acquisti dei dischi. Voglio dire che se qualcuno stasera vuole registrare il concerto e metterlo su internet, va benissimo, purché non cerchi di guadagnarci. Come promozione va bene. Il sito dei Motorpsycho sta vivendo una propria vita, molti nostri live si possono scaricare gratis. Però internet può anche essere dannoso. Ad esempio l’album “Barracuda” si poteva scaricare 2 settimane prima che il disco uscisse ed immediatamente una radio italiana lo ha trasmesso per intero, dando la possibilità a tutti di registrarlo. Allora abbiamo dovuto accelerare i tempi dell’uscita e nella fretta ci sono sfuggiti parecchi errori di stampa presenti nel libretto. Sono un po’ preoccupato per il futuro, è importante che i musicisti traggano dei guadagni dai dischi che vendono, i soldi e le energie che mettiamo nel nostro lavoro sono notevoli e ciò nonostante continuiamo a guadagnare molto poco. Comunque molte persone che scaricano musica da internet sono poi quelle che comprano più dischi, se la cosa funziona così, mi sta bene.

C’è da dire che un problema dei fan dei Motorpsycho è che avete una discografia vastissima ed è difficile starvi dietro con tutti i dischi che fate!

GEB - Sì lo so! Hai ragione... più che altro il fatto è che i CD costano troppo. Quando sono stato negli Stati Uniti ho comprato un solo CD, non si possono fare grandi spese con questi costi. Probabilmente l’industria musicale sbaglia a tenere i prezzi così alti e la cosa buffa è che i soldi non li fanno i musicisti, ma le case discografiche e i negozi. Così i musicisti sono poveri, chi compra i dischi è povero e solo chi sta nel mezzo del processo si arricchisce! Sono contento di non cominciare come musicista adesso, perché c’è molta incertezza per il futuro. Magari tra un paio d’anni tutto il sistema verrà riorganizzato un po’ meglio... non so... comunque nel complesso internet è stata una cosa positiva per i Motorpsycho, ci ha fatto molta publicità. Devo dire che ci sono molte più persone ai nostri concerti di quante comprino i nostri dischi, forse quelli che si scaricano le nostre canzoni sono molti di più di ciò che pensavamo!


IL CONCERTO

Due ore e un quarto circa di musica dicono tutto sull’attitudine on stage dei Motorpsycho: coniugare musica, arte e spettacolo, senza tirarsi indietro e senza pose da star. Bent(basso, voce e chitarra), Snah(tante chitarre e voce) e Geb(batteria, percussioni, voce e chitarra) si presentano sul palco del “Live” di Trezzo (buona l’affluenza di pubblico) e snocciolano una gran varietà di brani, dai pezzi più recenti (uno su tutti “Serpentine”, singolo apripista dell’ultimo album) a quelli che ormai hanno fatto la storia del gruppo (“Nothing to say”). Affiatati, compatti, i tre norvegesi (più tastierista aggiunto per la tournè) si alternano senza alcun problema al cantato, mentre quello che esce dagli amplificatori è di volta in volta un muro di suono o soffici armonie (dilatate anche nella durata d’esecuzione), il tutto supportato visivamente dalle immagini che di tanto in tanto vengono proiettate dietro di loro. Un concerto che conferma tutta la bravura del gruppo di Trondheim (dopotutto più di undici anni di attività sono di per sè un bel curriculum) e forse è proprio nella dimesione live che i Motorpsycho riescono ad esprimere appieno ciò che davvero sanno fare meglio: dell’ottimo rock.


di: EDDIE FELSON

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