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e le altre sere verrai?

ispirandosi a night hawks di hopper

philippe besson - trad francesco bruno, e le altre sere verrai? - l'arrière-saison. Guanda 2003    

Narrativa > un libro poco dinamico ma che traccia un coerente ritratto di donna. un ritratto in cui mi sono molto riconosciuta. lei, luise, la donna dalla "disinvoltura che serve a segnare il suo territorio", che ritrova stephen, l'ex fidanzato, con cui creava una coppia perfetta, con i loro amici, quelli di lui "calmi, misurati, palesemente intelligenti e colti, palesemente ben educati, con il senso dell'umorismo ma che tendevano a divertirsi con cose che non avrebbero divertito nessun altro", e quelli di lei, "espansivi, calorosi, irritanti a volte nella loro teatralità e nella loro certezza di essere diversi, sorridenti e belli". lei cerca di darsi un contegno, e sorride.
stephen "sarebbe arrivato al punto di dichiarare, se necessario, che si può essere benissimo amici dopo essere stati amanti, che si può inventare un nuovo rapporto dopo essersi appartenuti. Quanto a Luise, non era tipo da crederci. Lei afferma che quando una storia è finita è finita e basta, senza speranza di ritorni di fiamma, senza possibilità di ricominciare".
lui l'ha lasciata per un'altra, "ha fatto come tutti coloro che non sono completamente sicuri d'aver fatto la scelta giusta: ha amplificato, si è riempito la bocca di quella scelta, ha fatto di tutto per dimostrare di non essersi sbagliato. in verità, ha cercato di convincere soltanto se stesso".
luise "ritiene che ci siano circostanze in cui le goffaggini, anche le più familiari, ci fanno più male della malvagità nuda e cruda".
lei frequenta norman, uno che "fa di luise una persona che lei non dovrebbe essere".

luise, a me così simile, lei che a stephen rimprovera "di averle mentito, di averla imbrogliata, manipolata, magari, di averle, in primo luogo, nascosto cosa succedeva nella sua vita e di averlo poi scientamente minimizzato quando si è trattato di passare alle confessioni, di aver dichiarato la sua buona fede quando la sua insincerità era schiacciante, di essersi impegnato a metter fine al disordine che lui stesso aveva provocato, di averle infine lasciato nutrire speranze che non ha mai concretato".
già. e così "luise aveva semplicemente disimparato a proteggersi", tanta era la fiducia in stephen. "come i grandi invalidi, non ritroverà mai completamente l'uso di se stessa".
perché alla fine, "non ci si rifà una vita, la si continua non distogliendosi da ciò in cui si crede e imparando da ciò che si attraversa. è convinta che il mondo cambia, che la vita mette di fronte a delle prove, ma che si può restare se stessi e trionfare su quelle prove".


di: KIBIUSA

Articolo inserito il: 2008-11-29

philippe besson - trad francesco bruno e le altre sere verrai? - l'arrière-saison
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