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CALVIN HARRIS

Essere pronti per un weekend sottotono

Amsterdam 2012

Calvin Harris, Ready For The Weekend. Sony 2009    

Supporti > Il mondo del calcio, e dello sport in generale, è pieno zeppo di talenti inespressi: giocatori dotati di una tecnica sopraffina e sicuramente capaci del guizzo di genio che ti risolve in una giocata una partita che si sta mettendo male ma che devi assolutamente vincere. Insomma, vere e proprie superstar potenziali, che però, vuoi per fragilità caratteriale, o per una eccessiva dose di sfortuna, magari imbroccano la partita della vita e poi per tutto il resto della carriera rimangono lì nel limbo. Oppure, il che è peggio, sempre per una malcelata pretesa superiorità, si limitano a fare il compitino, e a giocare con sufficienza mentre tutto intorno i compagni corrono per tre.

Questa lungo pippone iniziale non è messo lì tanto per, ma perché è quanto mi viene in mente ascoltando Ready For The Weekend, attesissima seconda prova di quello che è diventato uno dei nomi di punta della scena mondiale, quel Calvin Harris che con il precedente e magniloquente I Created Disco aveva fatto gridare al miracolo un po' tutti.

Eppure ascoltando I’m Not Alone, il primo singolo, i presagi buoni non erano pochi: una spericolata fusione tra beat, tamarraggine e forma-canzone, mutuata da un vecchio brano degli Electronic, ok, epperò interessante, e che mi aveva fatto pensare: "toh, per una volta uno che non replica con la carta carbone il disco fatto due anni prima".
Invece, ahimé, la cosa è vera solo fino a un certo punto: è vero, a livello compositivo ci sono loop chitarristici anziché puro e semplice bpm, ad esempio in Blue o Relax, e Worst Day va addirittura a buttare lì un giro di chitarra preso in prestito da una qualsiasi outtake dei Radiohead buttandogli sopra il rap di tale Izza Kizza giusto per confondere le tracce. Però questa vena compositiva mostra piuttosto presto la corda, e i restanti brani si accodano senza tanto pensarci su sulla falsariga del disco precedente, ovvero miscelando ritmica in primo piano, suoni sintetici e un vago sapore funky qua e là.
Non che la faccenda non suoni gradevole, sia chiaro Stars Come Out e Yeah Yeah La La La (titolo impegnato!), sono delle buone carte da giocare al tavolo verde del dancefloor, però, a conti fatti, al di là di una buona dimostrazione di gusto nel manipolare i suoni, cosa peraltro già dimostrata in passato, il nostro Calvino se la gioca un po' con sufficienza, finendo per assomigliare appunto a quei campioni a metà che lasciano che il lavoro sporco se lo spupazzino i compagni di squadra.

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video: I'm Not Alone (dal vivo)


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2009-10-17


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