EDITORS
Un tentativo di svolta
Editors, In this light and on this evening. Kitchenware 2009
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Svolta radicale e in un certo senso anche inaspettata, quella che gli Editors hanno deciso di compiere con questo loro terzo disco, in un percorso per certi versi piuttosto simile a quello dei Franz Ferdinand, altri alfieri della musica inglese di questi anni: primo disco con il botto, secondo di conferma ma nel complesso meno riuscito del predecessore, e terzo che prova a radicalizzare gli intenti. Riuscendovi solo a metà, per i Ferdinandi, cerchiamo di capire invece per gli Editors.
Di certo si può dire che In This Light And On This Evening cambia rotta e non impercettibilmente: se fino ad ora era stata una personale declinazione dei nervosismi wave/postpunk, a cavallo tra primi U2 e Joy Division, a definire il sound della band, anche a rischio di venire considerati meri epigoni degli Interpol (band invece alquanto MENO interessante, almeno per chi scrive), ora invece sono delle specie di Ultravox, appena dopo l’era-John Foxx e prima di Midge Ure, che possono essere visti come maggiore affinità dei quattro inglesi.
Disco segnato da sintetizzatori e epicità, dunque, ma non solenne, alla Killers, per capirci, quanto invece ripiegata e scura, per niente facile e ammiccante, perché se possibile il mood della band si è fatto ancora più cinereo di quello dei precedenti lavori. Questo si nota specie nel trittico iniziale, che è davvero bello, va detto, e che si chiude con il singolone Papillon (questo, specie nel cantato, ancora molto joydivisionesco), che, grazie anche a un azzeccato video, sta girando tantissimo. Piacciono molto You Don’t Know Love, con tanto di archi sintetici e che è forse il vero highlight del disco, e anche The Big Exit, scurissima, prima soft e poi decisa, nonché The Boxer, introdotta da una bella marimba sintetizzata, simile a certi episodi del Peter Murphy solista, e piacevole nell’apertura del ritornello. Non tutto è rose e fiori eh, ché Like Treasure è prolissa, e in generale la seconda parte del disco scorre in modo un po’ pesante rispetto all’inizio: su tutto aleggia la sensazione che, a questo punto, svoltare per svoltare, gli Editors avrebbero anche potuto osare di più, ma non si può aver tutto.
Sicuramente più ispirato del precedente An End Has A Start, questo disco ci restituisce degli Editors vogliosi di mettersi in gioco, ma che forse, tornando al discorso iniziale, proprio come i colleghi Franz Ferdinand, non se la sono sentita di rischiare fino in fondo, rimanendo, specie nella seconda parte del disco, a metà del guado.
video: Papillon
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di: BLIXA
Articolo inserito il: 2009-11-24






