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Invictus

Solo una bella storia ben raccontata? Certamente di più.

Clint Eastwood, Invictus. USA 2010    

Film > Non mi è sempre facile giustificare il fatto di andare al cinema per vedere un film di cui conosco già trama e finale, specialmente se non si tratta di film biografici. Tuttavia l'interesse per il rugby e per il cinema di Clint Eastwood in generale non mi hanno fatto dubitare nemmeno un per minuto sull'opportunità di pagare il biglietto per Invictus.

Molto brevemente (e senza spoilerare troppo a quei quattro gatti che non conoscono i fatti narrati): nel 1991 Nelson Mandela viene rilasciato dopo 27 anni di dura detenzione per via della sua attività politica, nel 1994 viene eletto presidente del Sud Africa. L'anno seguente proprio in Sud Africa si terranno i campionati mondiali di rugby, sport simbolo della comunità afrikaner e, di conseguenza, emblema dell'apartheid.
Nonostante la deludente situazione sportiva della nazionale sudafricana, gli Springboks, Mandela (Morgan Freeman) vede nella sfida sportiva un'opportunità di pacificazione e unificazione umana del paese, e si adopera motivando il capitano della squadra, Francois Pienaar (Matt Damon) per realizzare il sogno apparentemente irrangiungibile della vittoria mondiale.

Invictus è un film profondamente positivo, perfetto sotto questo punto di vista, uno di quei film che ci farebbe piacere vedere proiettati nelle scuole. Non contiene altro che ottime lezioni sulla leadership, sullo sport, sui metodi per ottenere il rispetto degli altri, sulla strada da percorrere per raggiungere traguardi impossibili e, più in generale, sulla vita.
La regia di Clint Eastwood e la sceneggiatura di Anthony Peckham (autore del dubbio Sherlock Holmes di Guy Ritchie) sono quasi del tutto impeccabili, salvo che per una leggera sensazione di "lentezza" avvertibile nella prima parte del film. Per il resto gli eventi scivolano via in un crescendo più che naturale, senza mai suscitare sensazioni di invadenza o pacchianeria, guidando lo spettatore verso un finale vissuto in fibrillazione e lasciandolo con la convinzione che sì, forse un dio esiste, ma i miracoli li fanno gli uomini.
Non si tratta certo di un capolavoro o di una pietra miliare, e fra i pregi di "Invictus" va annoverato anche il fatto di non avere tali pretese: è un esempio di buon cinema, sotto ogni punto di vista, un piccolo gioiello che costituisce un continuum per qualità e serietà del lavoro con il bellissimo "Gran Torino", e che anche per questo non potrà non piacere a chi ha apprezzato il film di Eastwood dello scorso anno.

Alcune piccole note personali e curiosità: ho molto apprezzato l'uso di colori caldi e secchi, che a mio parere ben contribuiscono a far respirare un'aria "sud africana", mi aspettavo invece qualcosa di più dalla colonna sonora in certi momenti del film. Le scene delle prime partite possono risultare un tantino banali, mentre le scene di gioco che si riferiscono alla finale con gli All Blacks sono veramente magistrali e pienamente coinvolgenti. A qualcuno potrà sembrare un gioco un po' blando rispetto alle partite di rugby di portata internazionale degli ultimi anni, va tuttavia considerato che fino ai mondiali '95 il professionismo nel rugby non era scontato come oggi, addirittura molti atleti delle squadre nazionali si guadagnavano da vivere con un "vero" lavoro. Allenamenti e gioco di conseguenza non raggiungevano i livelli di intensità a cui siamo abituati al giorno d'oggi.
Mentre questo fatto contribuisce a dare ulteriore realismo e coerenza alla pellicola, alcuni errori ed inesattezze storiche (http://en.wikipedia.org/wiki/Invictus_(film)#Historical_inaccuracies) sono invece in larga parte irrilevanti e praticamente invisibili alla maggior parte del pubblico.
Ottime le recitazioni dei due attori protagonisti, Morgan Freeman e Matt Damon, recitazioni dalle quali traspare un sincera ammirazione degli attori nei confronti di Nelson Mandela.
Il titolo "Invictus" serve a dare maggiore rilievo all'espediente narrativo della poesia "motivatrice", tuttavia l'originale "The human factor" era secondo me più azzeccato.


di: Rumble Fish

Articolo inserito il: 2010-03-03


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