BLOOMRIOT > Vissuto > Figlio di un cane

Figlio di un cane

, .    

Vissuto Storie > Lui le fece scivolare via la gonna, le abbassò le mutandine già bagnate, non gliela guardò molto: era già dentro. Dopo dieci minuti si allontanò, si mise sdraiato sul fianco rivolto verso di lei e le sborrò addosso. Si alzò la mutanda e si girò dall’altra parte dandogli le spalle.
Lei guardava il soffitto della stanza con occhi vuoti, stava pensando che stronzo di uomo frequentava. Era così rassegnata che il suo liquido le stava ancora scorrendo addosso. Lo amava quel figlio di un cane.
Natalie si mise seduta sul lato del letto e cominciò a pulirsi con le coperte.
<> disse lui.
<> fece Natalie con aria alterata.
<>
<> disse Natalie alzandosi.
Si alzò anche lui, si trascinò in cucina, aprì il frigo, prese una birra, la aprì, sentì la porta di casa sbattere.
<> gridò lui con fare ironico.
<> gridò lei da dietro la porta.
Se ne era andata.
Lui tornò a letto. Non amava pensare, e pure gli succedeva spesso di ritrovarsi annegato nei pensieri. Pensava che cercare di dedurre qualcosa dai pensieri l’avrebbe fatto solo peggiorare, sarebbe diventato più misero e ridicolo di quanto lui credeva di essere.
Bisognava dare un taglio netto ai pensieri prima che lo logoravano dall’interno. Pensava questo Bruce mentre tracannava la sua birra.
Si alzò di scatto, si infilò i primi indumenti che trovò per terra nella furia e scese in strada. Si accese una sigaretta e svoltò in un vicoletto. Amava camminare nei vicoli più bui della città. I cosiddetti parassiti non erano visti di buon’occhio dai perbenisti e dalle nuove generazioni di cazzoni in tiro, degenerati senza cervello. Vide un bar e ci entrò.
Era perso, lo sapeva che era perso. Si chiedeva chi era. Cosa cazzo ci faceva lì.
Domande.
Domande.
Domande.
Doveva zittire quel cervello. Ecco perché gli serviva Natalie, lei ne era capace. Lo faceva lamentare per le coperte e cazzate del genere. Adesso avrebbe voluto averla con lui. Desiderava lamentarsi per quelle fottute coperte.
Bruce era seduto al bancone del bar mentre pensava Natalie. C’erano altre persone nel bar. Tutti rammoliti come lui. Persone che non si sapevano tener stretto niente apparte la loro pinta di birra, perdenti.
Lui pensava spesso di essere un perdente.
Era ricaduto nei pensieri. Finì la quarta birra ed uscì. Ora pensò di essere diventato pazzo. Aumentò il passo. Non sapeva dove stava andando. Non vedeva, non sentiva talmente i pensieri si manifestavano gridando. Travolse una persona.
<> gridarono << GUARDA DOVE CAMMINI COGLIONE!>>
Bruce continuò a camminare.
<>
Era una voce femminile, lo stava seguendo. Bruce decise di fermarsi
<> le fa lui.
<>
Era una prostituta.
<> fa lui <>
<< SCUSA UN CAZZO>>
Dietro di lei comparve una sagoma maschile sfocata.
<>
<> gli fa lui <>
La sagoma si mosse verso di lui con un coltello da cucina nella mano destra. Era un uomo grosso. Bruce gli arrivava all’addome.
<>
L’uomo infilò con un colpo deciso il coltello nello stomaco di Bruce. Bruce si portò la mano sulla ferita e cadde a terra.
<>
Bruce dedusse velocemente che non era finita lì. Si alzò velocemente. Il sangue aveva formato una chiazza gigante a terra. Bruce ci finì sopra con la mano sinistra per alzarsi mentre con la destra si cingeva lo stomaco.
L’uomo cominciò ad inseguirlo. Anche se ferito Bruce correva veloce spinto dalla paura. All’angolo della strada una ford vecchio tipo gli si fermò davanti. La conosceva quella macchina. Ci si infilò dentro. La macchina partì lasciando indietro il pappone solo con il suo coltello ancora caldo. Bruce lo guardava dallo specchietto, si sentì miracolato.
<>
Era Natalie.
<> fece lui
<>
<>
<> fa lei agitata
<> fa lui << Ho tozzato una puttana e il protettore ha avuto da ridire, porco mondo sembra che i guai mi cercano>>
<>
Lui sbuffò poi si guardò i pantaloni. Se li toccò.
<> urlò
Cominciò a compiatirsi. Lei lo guardò e si mise a ridere.
<> Rise di nuovo.
Che stronza pensò lui. Rimase senza dir niente con gli occhi vuoti mentre si guardava la ferita.
La amava.


di: Gianluca

Articolo inserito il: 2010-03-11



Hai del materiale iconografico riguardante questo articolo? redazione@bloomriot.org