THESE NEW PURITANS
Esplorare strade nuove
These New Puritans, Hidden. Angular/Domino 2010
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Qui non si scherza. Chi crede che i These New Puritans non siano altro che l'ennesima next big thing pronta a durare lo spazio di un mattino, alzi i tacchi e si diriga altrove. Perché, se non fossero bastate alcune avvisaglie presenti sull'altrimenti ancora acerbo esordio di Beat Pyramid, ad esempio il velenoso singolo Sword of the truth, questo Hidden arriva come un fulmine a ciel sereno e getta questo ineffabile quartetto che pare uscito da una delle scene di Trainspotting al centro della ribalta con un'opera interessantissima.
L’electro, territorio di partenza della band, qui si fa mero pretesto calligrafico, alfabeto di partenza da cui poi dirigersi in un poco definito Altrove, sfuggente e appena riconoscibile, che guarda con ardore alla musica classica, quella matematica di Bartok e Mussorgski, ma non disdegna di sporcarsi le mani nell’hip-hop di Timbaland e Kayne West, in un cocktail deviato con dosi da cavallo di P.I.L. e Liars (era-Drum’s Not Dead). La musica classica compare subito, sorpresa davvero inattesa, in Time Xone, mini-suite per fiati che, opportunamente tagliuzzata e campionata, tornerà a mo' di leit-motif in vari momenti dal disco, già dal primo e sensazionale singolo We want war, singolo impossibile, visto che dura sette minuti e non ha uno straccio di ritornello, e che insegue fantasmi di fiati sintetici, classica e ritmi etnici. L'hip-hop alza la cresta nella marzialità solenne di Three-thousand che conduce alla sosta della espressionista Hologram, e fa da trampolino di lancio per la prepotente Attack Music: Virgin Prunes con le mani tagliuzzate dai vetri che elaborano su una drum machine inceppata beat frantumati e si divertono a sguainare scimitarre. Finito qui? No, c'è ad esempio Orion, altra apocalittica e incombente fusione di cori, orchestra e geometrie ritmiche.
Insomma, promozione a pieni voti e entusiasmo, freschezza e lode completa, a Questi Nuovi Puritani, che anche nei momenti più sottotono, come White chords, costruiscono uno strano monolite, apparentemente acquietato nei carillon, nei fagotti e nei piano di 5, ma poi ti beffa, perché anche lì arrivano squilli di ecat(r)ombe a puntare il dito. Entrate nella setta dei These New Puritans, la salvezza è assicurata!
video: We want war
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di: BLIXA
Articolo inserito il: 2010-03-23







