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LISA GERMANO - Tunnel 01.04.10

La strana coppia

Amsterdam 2012

Lisa Germano, . Tunnel, Milano 2010-04-01    

Live > Appuntamento di richiamo al Tunnel, dopo tanto tempo torna una delle più misconosciute e talentuose songwriters che le stelle e strisce ci hanno donato negli ultimi 15 anni.

Chi si ricorda infatti di Geek the Girl (anno di grazia 1994), vero e proprio mini-forziere ricco di tesori che non aspettavano altro che essere scovati e assaggiati? Io si, e mi ricordo bene.
Mi ricordo soprattutto il senso di straniamento derivante dall’ascolto di quelle nenie che, in bilico fra folk, pop e musica da camera sembravano arrivare direttamente da quel substrato che si colloca fra conscio e inconscio.
Perché la musica di Lisa Germano è questo, fondamentalmente: un viaggio onirico in dormiveglia, una sorta di giro nella sala degli orrori con i pupazzi che ti fanno sobbalzare, un trip pericoloso fra il sonnolento e la catarsi quieta. Starebbe bene fra Lynch e Gilliam, la cara Lisa. Le sue canzoni sono lampadine che ogni tanto si ricordano di funzionare all’interno di un ranch desolato in piena notte, nell’ora della resa dei conti. Piccoli flussi magmatici che improvvisamente prendono corpo, in un fraseggio di tastiera, un abbozzo di riff chitarristico, una melodia che sgorga dal nulla, per poi tornare a galleggiare in quel liquido torbido che non è altro che la trasposizione in note di una personalità profonda, complessa, mai incline all’accettazione compromissoria.
I cambi di etichette (tra le altre l’hanno ospitata 4AD e Young Gods Records), la scelta di non appartenere –attualmente dovrebbe vivere in LA, lavorando in una libreria quando non è in tour, perché soldi se ne fanno pochini, anche se sei capace… è l’altra medaglia della cosiddetta “nicchia”: un amore totale, disperato, viscerale da parte di pochi sentimentaloni –come me-, che purtroppo non possono fare altro che comprare uno, due dischi quando va bene. Tutto ciò non ha scalfito il talento e l’autorità della Germano. Se Bowie, Wilco, Eels, Calexico, Iggy, Aphex Twin stravedono per lei un motivo ci sarà. “E vorrei scoprirlo stasera” diceva un amico, e in effetti la serata funziona, vuoi per il calore dell’audience, vuoi per la semplicità un po’ scazzata che Lisa emana, vuoi per il congeniale apporto dei 3 valorosi scudieri che si muovono alle sue spalle, insomma tutto fila liscio e ci si lascia cullare dalle sue note. Che vanno a pescare soprattutto dal nuovo lavoro Magic Neighbor -ottimo, per chi scrive-.
Simple, The Prince of Plati, To the mighty one, Sulimon, con qualche incursione nel passato più o meno recente (splendido il finale di Guillotine, ripescata da Slide, 1997) , fanno il vuoto (emozionale) lasciando la sala senza respiro. Colpisce soprattutto la voce della ragazza –51 primavere-: calda, ma mai mielosa, screziata ma mai dura. Un perfetto contraltare femminile per Waits, si direbbe.
Buona parte dei presenti, immagino, sono stati richiamati dalla presenza di Phil Selway, batterista dei Radiohead, che sta condividendo i palchi con la Germano per presentare il suo lavoro solista (a nome Boybrain) che lo vede alla voce e alla chitarra. Personalmente consiglierei a Selway di continuare a percuotere le pelli dietro Yorke e soci, vista la scarsa familiarità con il nuovo strumento e la qualità della proposta (e della sua voce, troppo impersonale), abbastanza appiattita fra la solita riproposizione cantautorale bucolico/spettrale.
Ottimo invece il contributo sonoro degli altri due figuri: Sebastian Steinberg (ex Soul Coughing, mica pizza e fichi) al basso, e David Coulter che ha suonato almeno una decina di strumenti, fra i quali una sega, accarezzata dal crine dell’archetto oppure percossa, mandolino, violino, e rumori atmosferici vari.

Andrea Dicò


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2010-04-03


Lisa Germano
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