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MICAH P. HINSON

Aux arms, citoyens!

Amsterdam 2012

Micah P. Hinson, ... And the pioneers saboteurs. Full Time Hobby 2010    

Supporti > Una vera e propria chiamata alle armi, quasi mistica e religiosa, da pastore protestante del Vecchio West, quella che troviamo nel nuovo disco di Micah P. Hinson. Un'invocazione al ritorno allo spirito della Frontiera, al vitalismo struggente di Walt Whitman, non a caso omaggiato nelle scarne note di copertina di And The Pioneers Saboteurs. Tutte le canzoni sono intrise di questo afflato di redenzione, e la stessa “pin-up con la pistola” protagonista della copertina e delle foto interne, è lì quasi a riaffermare un ritorno al corpo e all’amore.

Ecco così che fin dalla strumentale A call to arms, e proseguendo con la rumorosa 2’s and 3’s nonché con la sinfonia slow-core di The cross that stole this heart away, questo spirito redentore si affaccia lungo tutto il disco. Su tutto si stagliano il crooning stanco di Micah, nella scia di un Richard Hawley meno affettato, e il magniloquente epos garantito dagli arrangiamenti d’archi, insieme a qualche svisata di fiati (Stuck on the job). C’è una voglia impetuosa ma trattenuta, anche quando ci si lancia in divertissement country, come My god, my god, una sorta di inquietante febbre sottotraccia che è l’elemento metamusicale che più si fa apprezzare, specie nei momenti più allucinatori, non distanti da certi 16 Horsepower o anche, concettualmente, dal primissimo Nick Cave (cui Micah, almeno qui, potrebbe essere accomunato anche per il tono messianico ma decisamente meno autoironico delle composizioni) sia nelle pause liriche di The letter at twin wrecks che in quelle più impetuose (Watchers, tell us of the night, forse il brano più bello, con quella burrasca di chitarre distorte).

Ma dunque, si può parlare di capolavoro? Mmm, no, direi di no: la qualità dei brani è più che alta, e con questo lavoro Micah P. Hinson dimostra, è vero, di aver ritrovato la smarrita vena buona, tuttavia questo sembra il classico esempio di disco ben riuscito solo a livello di intenzioni e di “ideologia”, più che poi negli esiti concreti, qua e là farraginosi: come quei manifesti di intenti delle grandi Avanguardie, cui non sempre seguivano esiti artistici all’altezza delle nobili e roboanti prese di posizione. Altro consiglio: non si tratta di disco squisitamente estivo, quindi scegliete per l'ascolto per lo meno le ore notturne.

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video: Take off that dress for me


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2010-06-22


MICAH P. HINSON