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Il Genio

L'indispensabilità dell'inutilità

Amsterdam 2012

Il Genio, Vivere negli anni X. Disastro Records 2010    

Supporti > Il punto è, come sempre in questi casi, solo uno: ovvero non prenderli sul serio. Sì perchè se uno si pone in questo modo, con un semplice escamotage finisce per farsi acchiappare da Il Genio, duo lui-lei di prammatica che dopo l'imprevedibile exploit di Pop Porno torna alla carica con Vivere negli anni X, un lavoro che, all'interno del non prendersi sul serio, si può senza tracotanza vantare di aggettivi quali "riuscitissimo".

La ricetta è semplice: grammatica e ortografia del bubblegum, una manciata di yéyé francese, q.b. di elettronica facile vintage e la benedizione di un beffardo Gainsbourg al botox: agitare e mettere a cottura per bene, così che il lato serioromantico evapora a favore di una sacrosanta ironia, deliziosa fino all'insopportabile, e infine servire freddo. Il risultato è garantito, e finisce che proprio perché lo si prende come un gioco, il piatto risulta prelibato. Questa è esattamente la formula del Genio.

E il duo Contini/De Robertis, incurante del cessato effetto-novità, centra meglio il gusto negli arrangiamenti e nell'idea di suono e compie non secondari passi avanti, negli echi-Kinks de Il genio e di Tu mi sai dire, nella freschezza agostana, a metà tra italodisco e Sebastien Tellier di Tahiti Tahiti, il pezzo più bello del disco, e nell'appiccicosa Cosa dubiti in odor di Stereototal. oltre che in Fumo negli occhi e Amore chiama Terra.

Chiaro che il giochetto è a carte scoperte e consapevoli: il giochetto lui/lei da Gainsbourg/Birkin di Nardò è spontaneo come una scena d'amore in una fiction di Canale 5, i testi, a parte qualche piacevole esistenzialismo da autogrill ("ti amo però che noia") sono innocui e sulla lunga distanza fa capolino un po' di stanchezza compositiva (Cosa pensi) nonostante il divertissement di Overdrive. Il lolitismo di Alessandra Contini, tra Claudine Longet, Cicciolina e la giovane Romina Power, è stucchevole fin che volete, ma preferibile agli interventi vocali di De Rubertis e più che funzionale alla cifra del duo, quella di ammiccare a un mondo di pop zuccheroso a suo modo irresistibile, capace di creare canzoni a cavallo del sottilissimo confine tra malinconia e scemenza: innocue, ma per questo capaci di conquistarti.

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video: Cosa dubiti


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2010-06-22


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