BLOOMRIOT > Sentito > ARCADE FIRE

ARCADE FIRE

Viaggio al termine dell'ennui

Amsterdam 2012

Arcade Fire, The Suburbs. Merge 2010    

Supporti > Dopo avere scritto quello che insieme a Kids degli MGMT si può considerare l'inno nazionale dell'Indie contemporaneo (Wake Up, tratta dal folgorante disco d'esordio, The Funeral), dopo un secondo disco che li ha confermati come uno dei gruppi di riferimento del rock contemporaneo, gli Arcade Fire tornano con la loro terza fatica, The Suburbs.
Ancora una volta, la chiave per capire questo ensemble canadese guidato dalla coppia Win Butler-Regine Chassagne è inquadrare i loro dischi in una sorta di versione riveduta e corretta del concept album: se nel primo disco si esplorava il dolore personale come molla universale e nel successivo Neon Bible l’idolatria fanatista, ora è la volta di un mondo a noi concettualmente lontanissimo, ovvero quello dei sobborghi americani o del Canada, con tutto il loro sostrato di noia sartriana, grettezza, violenza più o meno implicita calati in un orizzonte grigio, in cui il massimo dell'eccitazione è rappresentato dallo struscio pomeridiano nel Mall più vicino, e in cui è un amore puro e inarrivabile, forse solo immaginato e non realmente vivo, a poter costituire l'unica ancora di salvezza. Attese annoiate, amori vagheggiati e, più di tutto, sottesa rabbia.

Avete presente Donnie Darko? O gli adolescenti annoiati del video di 1979 degli Smashing Pumpkins? O ancora quei due spaventosi ritratti dei suburbs che sono Gummo e Buffalo 66? Ecco, questi riferimenti possono darvi un parallelo visivo e estetico al mondo che gli Arcade Fire scelgono di raccontarci. Ecco allora queste canzoni, compiutissima autocodificazione della propria calligrafia musicale, tra midtempo, muri sonori, stop e cambi imprevisti e marzialità epica avvicendata a emotività (Sprawl I), ma articolata in modo che pathos e respiri siano trattenuti e si direbbe volutamente normalizzati, asfittici e nervosi perché consapevolmente “inquadrati” come le villette a schiera dei sobborghi, grigi-per-scelta nella marcetta della title track e anche nella pur epica Ready to start o nella struggente Empty room: impresa ancora più affascinante se si pensa che i canadesi sono in sette, e che quindi dev'essere particolarmente difficile preferire un’implosione di suono, piuttosto che il fragore: dare più importanza ai crescendo che ai pieni, dilatare e dilavare gli elementi più importanti delle canzoni in un calderone di riverberi in cui i momenti apparentemente sbiaditi, City with no children o Half light I, diventano importantissimi nell’equilibrio di tutto il disco, a ribadire e anticipare i picchi assoluti: Modern man, la sfuggente Rococo, Suburban war, We used to wait e Sprawl II, piacevolissima filastrocca cantata da Regine sopra un tappeto di suoni plasticosi: quegli ’80 amati/odiati, oasi sonore creative in contesti sociali di vuoto propedeutico a quello attuale.

Poco importa in fondo capire il segreto per cui questa band può (e stia per) diventare la band cardine del rock contemporaneo, se il "trucco" stia nell'umanità e urgenza emotiva che la band riesce a trasmettere, degna erede di una tradizione che arriva direttamente da Springsteen (da sempre echeggiante nei dischi degli AF, si ascolti qui Modern Man), U2 e Pearl Jam, e che connota troppo negativamente definire "attitudine rock da stadio", ma che consente loro di creare un rock innodico ma nello stesso tempo accorato. Sia come sia, tutto si può dire tranne che David Bowie, nell'indicare gli Arcade Fire come una delle band fondamentali di oggi, non ci avesse preso. In cambio, i canadesi non lo hanno mai smentito, e ora ci hanno addirittura regalato quello che è per ora il mio disco dell'anno.

link: link

video: The Sprawl (dal vivo a New York)


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2010-09-06


ARCADE FIRE



Ostelli a Roma
Ostelli in centro, vicino al Colosseo, alla Sapienza...
HostelBookers.com

Ostelli a Londra
Ostelli a Camden, Covent Garden, South Kensington...
HostelBookers.com

Ostelli a Berlino
Ostelli sicuri e puliti al centro di Berlino!
HostelBookers.com

Ostelli a Milano
Prenota un ostello vicino al Duomo, ai Navigli, a Brera...
HostelBookers.com