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SUFJAN STEVENS

Alla faccia dell'EP

Sufjan Stevens, All Delighted People EP. Asthmatic Kitty 2010    

Supporti > Se c'è un'accusa che di certo non si può rivolgere a Sufjan Stevens è quella di adottare un basso profilo: tra propositi magniloquenti (un disco per ognuno degli stati degli Usa, progetto poi rivelatosi una burla), collaborazioni e progetti paralleli assortiti, tripli dischi natalizi, il Nostro non ha mai lesinato una generosità compositiva pletorica, e anche nei dischi a suo nome, su cui si staglia innanzitutto il capolavoro Illinoise, una delle sue cifre espressive è sempre stata un gusto quasi sinfonico negli arrangiamenti, che gli piace affiancare a delle gemme più intimiste e lievi, non distanti da certi episodi alla Elliott Smith.

E si può dire che questa doppia anima abiti, in nuce, anche All Delighted People, definibile EP solo per convenzione, visto che la durata anche solo delle due versioni della title track e di Djohariah è quasi uguale a quella di un disco normale. Proprio queste tre canzoni sono effettivamente il cuore pulsante del lavoro, e disseminano la quintessenza di Sufjan: melodie cristalline, voce nitida e splendente, inventive orchestrali disseminate di fiati, salti, scatti, disturbi elettronici, pause e intermezzi, citazioni postmoderne nel testo (da Simon & Garfunkel ai Pearl Jam) capaci, insieme ad alcuni repentini accorgimenti musicali, di sdrammatizzare e ironizzare un mood generale non proprio solare, e con in più un uso della polifonia vocale più convinto ed espressivo, specie in All Delighted People (la classic rock version è più breve e aggressiva, nell'intenzione e nel piglio), mentre Djohariah è uno splendido sfogo creativo di quasi venti minuti in cui Sufjan distilla tutta la sua creatività, una vera e propria orgia musicale in cui troviamo dal musical all'elettronica, da Neil Young alla psichedelia '70s, ben introdotta da Arnika, dolente ma tutto sommato aperta, con il suo coro da Esercito della Salvezza. In mezzo, due bozzetti acustici fragili e bellissimi come Enchanting Ghost e Heirloom, e due momenti di puro incanto come From the mouth of Gabriel e The owl and the tanager, sospesi ed eterei come un immaginario duetto tra Antony e il Bonnie Prince Billy di The Letting Go.

Uscito in streaming libero e download a pagamento, questo EP ha anticipato di poco The Age of Adz, disco ufficiale che si è incaricato di spiazzare tutti rispetto a chi pensava che queste canzoni ne fossero un antipasto: al contrario, alla faccia del disco di passaggio, questi pezzi vivono tranquillamente di vita propria e sono una tappa non trascurabile sia per chi già conosce e ama Sufjan Stevens, sia per chi da neofita intende scoprire i mondi sonori di uno dei migliori musicisti di questi ultimi anni.

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video: All Delighted People


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2010-11-08


Sufjan Stevens All Delighted People EP
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