Peter Hook's Unknown Pleasures
Just that something so good. Just can't function no more. But love, love will tear us apart again.
Peter Hook, . Scala, Londra 2011-04-23
Live >
Non so esattamente cosa cercassi da questo evento ma, certo le aspettative erano alte.
Peter Hook, già bassista di Joy Division e New Order headliner di un mini festival a celebrazione di Unknown Pleasure, l'album simbolo dei Joy Division. Una decina di gruppi, due palchi, tanta birra e poi il sopracitato bassista che suona per intero quel fantastico album. Non male vero?
Il concerto è alla Scala, labirintico club situato a due passi da Kings Cross e come consuetudine ci si ritrova con il collega di Figurehead e un paio di altri loschi personaggi per un paio di birre pre concerto.
Il luogo scelto è il Lexington un pub poco distante che vi consiglio nel caso capitaste da queste parti per tre ragioni: il pub è bello. Vi è un calcetto. Vi sono regolarmente Live performance di band davvero non male.
Verso le otto arriviamo alla Scala e ci si inizia a guardare in faccia: i gruppi spalla sono davvero improponibili. In molti non avrebbero superato nemmeno le selezioni de l'Asparago d'Oro di Mezzago figuriamoci aprire il concerto di una mezza leggenda come il signor Hook. Li salto a piè pari e vado al penultimo gruppo.
I Kites, gruppo di cui si parla già abbastanza e di cui mi dicevano un gran bene.
In effetti il livello si alza e parecchio. I Kites sanno suonare, tecnicamente ci sono. Ma qui si fermano. Pretenziosi, narcisisti, irritanti, ripetitivi e banali fino alla noia mi sono parsi la (brutta) copia dei Killers.
Il commento del mio socio vale più di mille parole: "Se vado a pisciare vi ritrovo qua?"
E vabbè dai in fondo non siamo venuti qui che per ascoltare Peter Hook suonare Unknown Pleasure, vero?
In fondo siamo qui perchè fondamentalmente siamo dei nostalgici che vogliono fare un tuffo in un passato che per motivi anagrafici e geografici hanno solo potuto sfiorare. Vero? Sono quasi emozionato. Vero?
E invece no. Fin da subito si capisce che no.
Mi aspettavo qualcuno che interpretasse quei pezzi cercando di recuperare la magia di quegli anni. Magari (e ci mancherebbe) rivisitandola, ma comunque
sbattendola in faccia ai giovani d'oggi.
Mi aspettavo di ritrovare la passione, la rabbia e la sofferenza di quelle canzoni. Non una cover band. Non un vecchio che si atteggia a rock star che neanche Bon Jovi.
E quando sul palco appare tale Rowetta direttamente (e non sto scherzando) da X Factor a cantare New Dawn Fades e Insight davvero non ce la faccio.
Ci sono reunion che potranno fare discutere ma che emozionano e un senso lo hanno. E ci sono queste pagliacciate.
La delusione musicale di questa prima parte di 2011? Probabilmente si.
RIP Ian Curtis (se ce la fai).
I Joy Division erano questi:
di: RADIOTAKESHI
Articolo inserito il: 2011-04-24
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