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I'll Be Your Mirror Festival - Londra, Alexandra Palace 2011

Il Festival a Londra organizzato dai Portishead. Una lineup da sogno con PJ Harvey e Grinderman

I'll Be Your Mirror 2011, . Alexandra Palace - Londra 2011-07-23    

Live > Ci sono festival e festival. Se in passato ci eravamo avventurati, felici di farlo, nei piovosi, tamarrosi festival dello Yorkshire, quest'anno abbiamo deciso di fare le cose un po' piu' "da grandi" e al catino fangoso del Leeds Festival abbiamo preferito la meravigliosa cornice dello storico Alexandra Palace che dall'alto della collina che domina la parte Nord di Londra, quest'anno ha ospitato per la prima volta I'll Be Your Mirror, un evento organizzato da ATP (All Tomorrow's Parties) ma curato personalmente da alcuni dei musicisti (in questo caso nientepopodimeno che i Portishead) che ne fanno parte. Immaginate il mai troppo rimpianto Tora Tora di milanese memoria ma ingigantito all'ennesima potenza.
Beth Gibbons, Geoff Barrow e Adrian Utley hanno avuto la responsabilita' tanto di scegliere le band che si sono esibite quanto di fare da headliner in entrambe le serate.

Due giornate di musica con una lineup da fare invidia a festival molto piu' celebrati in cui spiccavano senza dubbio i nomi dei giganti Portishead appunto ma anche PJ Harvey (sabato) e Nick Cave con i sui Grinderman (domenica)

Lascio il commento ai gruppi emergenti del festival al mio socio di Figurehead, ma prima di parlare dei tre grandi protagonisti faccio un accenno ad una delle performance a mio avviso migliori della due giorni londinese.

Iniziare una delle domeniche piu' soleggiate che Londra ricordi a memoria d'uomo in una sala pienissima, bollente e completamente buia con un concerto post rock dei Godspeed You! Black Emperor, per di piu' in evidente stato di hangover a causa delle tante birre bevute nella prima giornata del festival puo' sembrare una follia. Ma nessuno vi ha mai detto che noi di BloomRiot siamo sani di mente, quindi tant'e'.
I GY!BE entrano in scena ad uno ad uno sulle note inquietanti di Hope e, seduti in cerchio, quasi indifferenti verso il pubblico, tirano fuori una performance eccezionale in termini di potenza e partecipazione emotiva grazie anche alle impressionanti proiezioni sovrastanti il gruppo stesso. Questo video di una pazzesca Gathering Storm che ha chiuso il set vi puo' dare un idea del mio stato emotivo verso le due del pomeriggioo.



Ma veniamo senza indugi ai gruppi piu' attesi. Portishead a fare da chiusura in entrambe le giornate, PJ Harvey e Nick Cave a fare da apripista al gruppo di Bristol, l'una il sabato, l'altro la domenica.

Sabato: PJ Harvey e' come il vino buono, piu' invecchia piu' migliora. PJ ha sostanzialmente dato voce al suo meraviglioso ultimo lavoro, Let England Shake (album dell'anno?) tralasciando, se proprio vogliamo trovare una pecca, quasi completamente ogni accenno ai lavori precedenti come il mio amato Stories From The City, Stories From The Sea. Questa mancanza ha portato un minimo di delusione accentuata forse dal fatto che le atmosfere mistiche e sognanti di PJ avrebbero meritato un'ora piu' tarda e una sala piu' buia ma, hey, la nostra artista ha comunque tirato fuori un concerto da levarsi il cappello. Bellissima e bravissima.

Domenica: Grinderman. La performance di Mr. Cave e soci e' stata quanto di piu' incazzato elettrico e diabolico vi possiate immaginare. Nick Cave ha aggredito il pubblico delle prime file sputandogli in faccia i testi piu' arrabbiati di questo supergruppo di satanassi. L'energia emanata da quest'ultracinquantenne per un ora buona ha del sovrannaturale. Uno spettacolo nello spettacolo. Non ci credete? Guardate qui:



E poi loro. La prima sera accompagnati sul palco dalla dolcezza di PJ, la seconda dalla violenza di Grinderman. Due intro opposte e comunque perfettamente assorbite dai Portishead che, entrambe le sere hanno tirato fuori la performance perfetta: meccanici e allo stesso tempo passionali, precisi come un bisturi e profondi come una ferita i Portishead hanno incantato il pubblico dell'Alexandra Palace con due concerti diversi ma ugualmente disperati e devastanti dal punto di vista emotivo. Entrambi chiusi da una spettacolare We Carry On che, per una volta ha visto una Beth Gibbons sorridente correre dai suoi fans aprendosi in un abbraccio catartico e liberatorio. Grandissimi.



di: RADIOTAKESHI

Articolo inserito il: 2011-07-25


I'll Be Your Mirror Festival - Londra, Alexandra Palace 2011