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AMNESTY INTERNATIONAL

"E' meglio accendere una candela che maledire il buio"

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G215 > Amnesty International un nome che ormai pochi non conoscono. Organizzazione non governativa che a livello mondiale si batte per la difesa dei diritti umani nel mondo.
Ma sono ancora in pochi, troppo pochi, coloro che sanno in effetti cosa è Amnesty International, come lavora, come si organizza e da quali fonti tragga le energie necessarie per esserci e per continuare ad esserci a 40 anni dalla sua nascita.
Amnesty International nasce, si sviluppa e cresce trasformando in azione concreta lo sdegno di gente comune che decide di non tollerare più il senso di impotenza che quotidianamente è costretta a sopportare di fronte alle ingiustizie perpetrate dagli Stati nei confronti dei loro cittadini.
Tutto nasce il 28 maggio 1961 per opera di Peter Benenson: un avvocato inglese che pubblica un articolo sul settimanale "The Observer": "Aprite il vostro giornale in un giorno qualunque della settimana e vi troverete la notizia che in qualche parte del mondo qualcuno viene imprigionato, torturato, o ucciso perché le sue opinioni o la sua religione sono inaccettabili per il suo governo. Leggendo queste cose il lettore sente un nauseante senso di impotenza. Ma se questo senso di disgusto di tutto il mondo potesse essere convogliato in un'azione comune, qualcosa di efficace potrebbe risultare".
Così fu: ora Amnesty International annovera più di un milione di soci e simpatizzanti in tutto il mondo; la Sezione Italiana conta circa 70 mila soci e 200 gruppi locali.
Il lavoro non manca ed i gruppi locali cercano sempre nuovi volontari.
L'organizzazione si fonda sempre sull'autofinanziamento: a salvaguardia della sua imparzialità vive sostanzialmente delle iscrizione dei propri soci e non accetta finanziamenti che possano condizionare l'attività del movimento.
Questa è la testimonianza di un prigioniero di coscienza nel Vietnam: "Si poteva sempre capire quando erano in corso proteste internazionali: le razioni di cibo aumentavano e le percosse diminuivano… ma quando le lettere non arrivavano più, si era da capo con il cibo scadente e con le percosse".
Il lavoro di Amnesty International è andato ampliandosi nel corso degli anni occupandosi di aspetti sempre più vasti della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che costituisce il documento fondamentale su cui si basa la sua attività.
L'obiettivo primo di Amnesty International è di fare luce sulle violazioni dei diritti umani in tutto il mondo: ogni anno elabora un rapporto. Sulla copertina di questo rapporto c'è scritto a chiare lettere "Se non conosci questo libro non sai in che mondo in cui vivi". E per capire che non si tratta di retorica basta sfogliarlo: vi si trovano documentate le violazioni dei diritti umani denunciate da Amnesty International in 149 paesi del mondo, Italia compresa.
Oggi forse più che mai l'attività di denuncia non risulta essere semplice. In momenti difficili come questi, caratterizzati da tensioni, paure, pericoli, l'esigenza di coesione su un fronte comune di difesa rischia a volte di mettere in secondo piano, se non di censurare, le denunce di abusi dei diritti umani e anche addirittura di fornire una scusante all'abbassamento della guardia su queste fondamentali tematiche.
Ed è proprio in questi momenti che il lavoro di Amnesty International risulta indispensabile.

Per chi vuole esserci: Domenica, 9 dicembre 2001 al Bloom alle ore 21,30: "40 anni insieme - Amnesty International si racconta" Un recital sui 40 anni di attività di Amnesty Internationa. (Ingresso libero). Testimonianze, immagini, musiche, documenti interpretati e raccontati per comporre un quadro di insieme capace di spiegare le motivazioni che spingono un milione di attivisti e simpatizzanti nel mondo ad impegnarsi per la difesa dei diritti umani

Gruppo Italia 108 Amnesty


di: Gruppo Italia 108 Amnesty

Articolo inserito il: 2001-12-01


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