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L'ARGENTINA E GEORGE ORWELL

"Non ho sbagliato libro, ho sbagliato data." (George Orwell in una intervista rilasciata negli anni ottanta sul suo libro "1984")

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G215 > La crisi argentina stata letta da pi parti, non a torto in verit, come esempio di crisi del modello neoliberista. Tuttavia, per alcuni aspetti della vicenda (tra cui il ruolo del Fondo Monetario Internazionale e degli USA), pare che una diversa chiave di lettura sia non solo possibile, ma forse necessaria a spiegare alcuni punti della vicenda.

Partiamo dalla dottrina di Monroe: "l'America agli americani".

Ora, gi su questo punto ci sarebbe da discutere, ma accettiamo il dato storico per cui, per americani, si intendono quei "simpatici" WASP che hanno trasformato una ex colonia penitenziaria inglese in superpotenza. Ora, che l'America del Nord sia, di fatto, americana, credo nessuno abbia da eccepire. Che il Centro America sia sulla buona strada, temo i prossimi avvenimenti (ahim purtroppo tragici) lo dimostreranno. L'America Latina, invece, sebbene sottoposta per il tramite delle dittature alla influenza politica USA, ha dimostrato una fastidiosa resistenza all'istituzione dell'area commerciale di libero scambio delle Americhe. In particolare, Argentina e Brasile hanno stretto alleanza per ostacolare dove possibile questo progetto. Certamente dietro a questa posizione c' il desiderio di affermare il proprio desiderio di esprimersi come potenze regionali, ruolo che, di fatto, sarebbe annientato dal gigante USA qualora l'area fosse istituita. Orbene, in questo scontro, che sembra quello fra Davide e Golia di biblica memoria, si aggiunto un convitato di pietra che, probabilmente, ha accelerato il corso degli eventi: l'Unione Europea.

E che c'entra l'Unione Europea? Direttamente, purtroppo, poco o nulla. Indirettamente moltissimo. Tenete conto che la UE , ormai, virtualmente estesa fino alla Russia. L'espansione a est non solo caldeggiata, ma pure nel naturale sviluppo delle cose. Inoltre protende le proprie braccia al di l del Mediterraneo verso l'Africa. Permetterete che gli americani qualche conto in tasca comincino a farselo? E infatti, guarda caso, l'America si fatta avanti per aiutare l'Argentina, a patto che quest'ultima procedesse alla dollarizzazione della propria economia. Provvedimento che, di fatto, avrebbe spianato la strada alla costituzione dell'area di libero scambio delle Americhe.

Ora, la decisione argentina di non dollarizzare la propria economia, ma di svalutare il peso, suona come l'ultima barricata contro la nascita dell'analogo europeo su scala continentale americana. Barricata tuttavia fragile e difficilmente in grado di arginare il progetto USA, se non grazie a un appoggio europeo. Appoggio, tuttavia, difficile da ottenere, dati gli interessi in gioco, nonostante l'esposizione finanziaria di Spagna e Italia, in particolare, nei confronti dell'Argentina. L'impressione che si stia procedendo a una spartizione, per il momento su base economica e valutaria, del mondo: le Americhe da una parte, l'Europa e la Russia dall'altra, l'Asia in corso di divisione (a partire dal conflitto afgano, passando per le tensioni indo-pakistane, ecc).

D'altronde il "Sole 24 ore" titolava alla fine dell'anno scorso: "1 gennaio 2002: nasce un mondo diviso in tre valute" (intendendo dollaro, yen ed euro).

Tutto ci vi ricorda qualcosa? A me personalmente "1984"


di: DANIELE C.

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