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SGARBI QUOTIDIANI ED ALTRE TAPIRATE

Il racconto di un fotografo francese e del suo incontro con il segretario di stato alla cultura (!) di Berlusconia. Il tutto alla luce delle contestazioni alla rappresentanza italiana al Salone del Libro di Parigi.

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G215 > Philippe Terrie-Herman è un artista e fotografo francese che vive a lavora a Roma.

D: Perché avete fatto questi ritratti di Vittorio Sgarbi?
PTH: Queste foto fanno parte di una serie di ritratti intitolata Fascination (Fascino), consacrata alla rappresentazione del potere in Italia: potere politico, finanziario, religioso, ma anche fisico, attraverso ritratti di sportivi e di attori con il loro potere di seduzione.
Quando mi è capitato di parlare del progetto, degli amici mi hanno convinto a rendere visita a Sgarbi che gioca questo doppio ruolo di uomo politico e figura mediatica. Non esistono equivalenti in Francia. Sgarbi è uno storico dell'arte, specialista del 16° secolo e dalle idee molto conservatrici. Allo stesso tempo è un personaggio molto popolare, un imbonitore da fiera che fa trasmissioni televisive da più di dieci anni.
D: Le televisioni del Presidente del Consiglio…..
PTH: Ho fotografato Sgarbi nel febbraio 2001, prima delle elezioni, quando non era ancora Segretario di stato alla cultura, ma tutti dicevano che se Forza Italia fosse arrivata al potere, egli avrebbe avuto di sicuro un ruolo importante. In effetti era già il consigliere cultuale di Berlusconi, che non sa niente di arte, ma che si vuole ugualmente grande collezionista, sul modello dei papi e dell'antica aristocrazia. Bisogna inoltre ricordare che Berlusconi stesso ha "trovato" Sgarbi e lo ha programmato sulle reti Mediaset.
D: In che modo?
PTH: Sgarbi è figlio di un farmacista di provincia ed ha fatto i suoi studi artistici per diventare conservatore di museo. Ma già si diceva che volesse più successo, soldi e ascendenza sul gentil sesso…Per realizzare il suo ego megalomane ha perciò approfittato del primo invito a partecipare ad una trasmissione televisiva: una volta in scena ha fatto un numero dei suoi, insultando una signora del pubblico perché non conosceva una famosa opera d'arte.
D'altro canto la stampa popolare italiana (di Berlusconi, ndt) ama questo genere di "eventi" e fece dei grossi titoli su Sgarbi, al quale ben presto Berlusconi propose di fare una trasmissione quotidiana in cui evocasse la storia dell'arte italiana, mostrasse le opere dei grandi pittori ed allo stesso tempo insultasse il potere al governo. Le considerazioni espresse dal critico nella trasmissione, fedeli alla sua omofobia ed al suo conservatorismo, toccavano perciò gli argomenti caldi dell'attualità politica e accusavano la debolezza della cultura contemporanea italiana di fronte alla grandezza passata del belpaese.
Tutto ciò è molto demagogico soprattutto in un paese che non ha mai avuto delle politiche culturali veramente efficaci nei confronti della creazione contemporanea.
D: E la sessione fotografica? Come si è svolta?
PTH: Si è svolta in un modo veramente divertente. Una domenica verso le 19, Sgarbi organizzava a casa sua una visita privata e mondana alla sua collezione di sculture e quadri del Rinascimento italiano, avendo come opera moderna un solo disegno piuttosto kitsch di Leonor Fini.
Sgarbi vive nell'appartamento che fu del papa Pamphili, su Piazza Navona, cioè in uno dei più bei palazzi di Roma su una delle più belle piazze della capitale.
Alla visita guidata c'erano degli aristocratici italiani, una coppia di sudamericani, la madre del critico, una piccola signora tutta vestita in nero, ma anche una starlette siliconata che Sgarbi aveva conosciuto il pomeriggio stesso e che voleva fare televisione.
Ci si poteva immaginare di essere in un film di Fellini!
Nel momento in cui la starlette ha saputo che io ero un fotografo ha subito tirato fuori il suo book, insistendo perché la fotografassi, aggiustandosi nel contempo i seni. Sgarbi ha persino posato con lei, senza nemmeno chiedermi perché facessi queste foto. Agiva senza una vera logica se non la pura megalomania. Ma agiva così anche perché Sgarbi gioca con gli scandali, di cui vive il suo personaggio.
Recentemente lo hanno accusato di farsi aprire i musei romani di notte per divertirsi con amici e squinzie e beccato dalla trasmissione "Le Iene" ha fatto un altro dei suoi numeri, insultando e spintonando gli inviati del programma: lo scandalo come strategia di celebrità popolare.
Alla fine ho preferito fotografarlo in mezzo alle opere della sua collezione. Ho scattato anche una foto in un corridoio in fondo al quale si vede il ritratto di papa Pamphili: era l'inquadratura di una delle sue trasmissioni televisive girata nel suo appartamento. Secondo me rappresentava bene la sua megalomania e il modo in cui questi uomini di spettacolo si considerano come una nuova aristocrazia.


di: DHARMABOY

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