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ASSOCIAZIONE MIRICORDO

E penso a uno degli ultimi disegni di Goya ottantenne, solo e perduto in Francia: un vecchio curvo e barbuto sostenuto da due bastoni con in alto una scritta an aprendo, ancora imparo Alvar Gonzales-Palacios

ASSOCIAZIONE MIRICORDO, .    

G215 > Questa frase un invito alla riflessione su un fatto universale, condiviso da tutti: la vecchiaia. Ed con queste parole che vogliamo introdurre la descrizione della nostra iniziativa di volontariato.
Miricordo il nome. Il nome di un sito web e di un progetto, quello di ridare voce alle persone anziane attraverso luso di un mezzo multimediale mondiale.
Ora, a voler ragionare sul perch di questo lavoro, sinceramente non sapremmo bene spiegare: certe idee nascono quando ora, senza tanti ragionamenti. Presto o tardi arriva il giorno che guardi cosa hai per le mani e ti domandi cosa ne puoi fare. Per poco che sia serve sempre a qualcosa e, mentre rifletti, capisci che realizzare il tuo interesse personale non ti accontenta pi e ti accorgi che cos facendo ti stai guardando intorno, cercando il soggetto verso cui rivolgere le tue energie.
Per noi le carte in mano sono state almeno due, ci che si conosce bene e ci che si sa fare bene: la realt della terza et e la professionalit informatica. Fra le idee di base c stata quella di indirizzare verso il mezzo informatico un utenza ancora in buona parte renitente al suo utilizzo, nella quotidianit, nel privato, e spesso anche in ambito scolastico-lavorativo. La rete internet, come avviene per ogni progresso scientifico o tecnologico consegnato nelle mani giuste, capace di produrre effetti positivi a catena.
Cos nato il sito www.miricordo.com. I suoi contenuti sono principalmente costituiti da racconti di vita di persone avanti negli anni. Gente che con la propria esistenza ha contribuito alla formazione della nostra societ, vivendo in un periodo storico di grandi cambiamenti e che, raggiunta ormai una soglia di et veneranda, crediamo abbia ogni diritto di giudicare con distacco ed anche ironia il presente, i tempi moderni, i frutti che ha dato un secolo come quello appena trascorso. Quello che intendiamo dire che questa gente viva, esiste, sta al mondo come tutti noi. Quando abbiamo cominciato lattivit del sito non ci rendevamo ancora bene conto di tante cose. Queste persone non si considerano soggetti svantaggiati perch magari hanno bisogno dellaiuto dei servizi sociali, ma in realt lo sono, perch incontrano delle barriere che impediscono alla loro generazione laccesso ai mezzi di comunicazione cui tutti abbiamo diritto. Non si tratta di un bisogno superfluo, questa pu essere importante per sopravvivere e giustificarne la difficolt attraverso lostacolo dellet significa gi di fatto emarginare.
Parlare di s ed essere ascoltati sembra niente, ma non cos. Le storie pubblicate nel sito sono racconti di genere autobiografico, corredati spesso da rari documenti fotografici e immagini depoca. Rappresentano un ottimo materiale di lavoro per ricerche. Offrono spunti per riflessioni sul verificarsi dei contatti interpersonali e dei rapporti fra generazioni in epoche diverse, sullinfluenza del contesto storico nel vissuto dei singoli individui ed altro ancora
Il mondo della terza et rappresenta un serbatoio di ideali positivi, sul quale stato calato un impietoso sipario. La nostra stessa esperienza di vita basata in buona parte sul rapporto umano diretto con questo mondo, vuoi per destino, vuoi per scelta e quindi ci sentiamo di affermare che non vero che la persona anziana non ha pi nulla davanti a s, che vive al massimo la vita dei figli e dei nipoti. Anzi, quella dei pi anziani, la generazione che ha davanti a s (non dietro di s) pi di ogni altra. Perch? Perch ha davanti il passato. Ed in questo pi ricca di tutti.
Gli interventi a favore di questa generazione per, spesso si esauriscono nel garantire ci che strettamente indispensabile (sanit, previdenza, sussistenza), mentre sarebbe giusto e necessario puntare di pi ad una parit fra generazioni nella misura stessa della qualit della vita. La disparit genera sempre emarginazione, anche se questa indorata dalla presenza dei servizi sociali essenziali. Pensiamo per un momento a quale patrimonio umano e culturale sia racchiuso nelle case di riposo, vere miniere abbandonate nellattesa di un risveglio. Il tempo rimasto poco, stiamo perdendo tante persone, gente rara e preziosa, unumanit che non rinascer pi. Se ne vanno spesso nel silenzio, portando con s limmensit e nessun altro dopo di loro, potr farci partecipi di quello che avevano da dire; vite intere fatte di un tipo di rassegnazione che oggi non si concepisce.
Nei nostri messaggi chiediamo la collaborazione di coloro che si trovano vicino a soggetti anziani per motivi familiari o di lavoro o altro. Invitiamo tutti a superare la passivit dellindividualismo, a costruire rapporti sociali duraturi che non si esauriscano nellarco di una generazione a dimostrare limportanza, lutilit e la facilit di internet, la cui vera forza adombrata agli occhi di molti: globalizzare le relazioni umane.


di: DANIELE C.

Articolo inserito il: 2003-03-04


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