ASSOCIAZIONE MIRICORDO
«E penso a uno degli ultimi disegni di Goya ottantenne, solo e perduto in Francia: un vecchio curvo e barbuto sostenuto da due bastoni con in alto una scritta aún aprendo, ancora imparo» Alvar Gonzales-Palacios
ASSOCIAZIONE MIRICORDO, .
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Questa frase è un invito alla riflessione su un fatto universale, condiviso da tutti: la vecchiaia. Ed è con queste parole che vogliamo introdurre la descrizione della nostra iniziativa di volontariato.
“Miricordo” è il nome. Il nome di un sito web e di un progetto, quello di ridare voce alle persone anziane attraverso l’uso di un mezzo multimediale mondiale.
Ora, a voler ragionare sul perché di questo lavoro, sinceramente non sapremmo bene spiegare: certe idee nascono quando è ora, senza tanti ragionamenti. Presto o tardi arriva il giorno che guardi cosa hai per le mani e ti domandi cosa ne puoi fare. Per poco che sia serve sempre a qualcosa e, mentre rifletti, capisci che realizzare il tuo interesse personale non ti accontenta più e ti accorgi che così facendo ti stai guardando intorno, cercando il soggetto verso cui rivolgere le tue energie.
Per noi le carte in mano sono state almeno due, ciò che si conosce bene e ciò che si sa fare bene: la realtà della terza età e la professionalità informatica. Fra le idee di base c’è stata quella di indirizzare verso il mezzo informatico un utenza ancora in buona parte renitente al suo utilizzo, nella quotidianità, nel privato, e spesso anche in ambito scolastico-lavorativo. La rete internet, come avviene per ogni progresso scientifico o tecnologico consegnato nelle mani giuste, è capace di produrre effetti positivi a catena.
Così è nato il sito www.miricordo.com. I suoi contenuti sono principalmente costituiti da racconti di vita di persone avanti negli anni. Gente che con la propria esistenza ha contribuito alla formazione della nostra società, vivendo in un periodo storico di grandi cambiamenti e che, raggiunta ormai una soglia di età veneranda, crediamo abbia ogni diritto di giudicare con distacco ed anche ironia il presente, i tempi moderni, i frutti che ha dato un secolo come quello appena trascorso. Quello che intendiamo dire è che questa è gente viva, esiste, sta al mondo come tutti noi. Quando abbiamo cominciato l’attività del sito non ci rendevamo ancora bene conto di tante cose. Queste persone non si considerano soggetti svantaggiati perché magari hanno bisogno dell’aiuto dei servizi sociali, ma in realtà lo sono, perché incontrano delle barriere che impediscono alla loro generazione l’accesso ai mezzi di comunicazione cui tutti abbiamo diritto. Non si tratta di un bisogno superfluo, questa può essere importante per sopravvivere e giustificarne la difficoltà attraverso l’ostacolo dell’età significa già di fatto emarginare.
Parlare di sé ed essere ascoltati sembra niente, ma non è così. Le storie pubblicate nel sito sono racconti di genere autobiografico, corredati spesso da rari documenti fotografici e immagini d’epoca. Rappresentano un ottimo materiale di lavoro per ricerche. Offrono spunti per riflessioni sul verificarsi dei contatti interpersonali e dei rapporti fra generazioni in epoche diverse, sull’influenza del contesto storico nel vissuto dei singoli individui ed altro ancora…
Il mondo della terza età rappresenta un serbatoio di ideali positivi, sul quale è stato calato un impietoso sipario. La nostra stessa esperienza di vita è basata in buona parte sul rapporto umano diretto con questo mondo, vuoi per destino, vuoi per scelta e quindi ci sentiamo di affermare che non è vero che la persona anziana non ha più nulla davanti a sé, che vive al massimo la vita dei figli e dei nipoti. Anzi, quella dei più anziani, è la generazione che ha davanti a sé (non dietro di sé) più di ogni altra. Perché? Perché ha davanti il passato. Ed in questo è più ricca di tutti.
Gli interventi a favore di questa generazione però, spesso si esauriscono nel garantire ciò che è strettamente indispensabile (sanità, previdenza, sussistenza), mentre sarebbe giusto e necessario puntare di più ad una parità fra generazioni nella misura stessa della qualità della vita. La disparità genera sempre emarginazione, anche se questa è indorata dalla presenza dei servizi sociali essenziali. Pensiamo per un momento a quale patrimonio umano e culturale sia racchiuso nelle case di riposo, vere miniere abbandonate nell’attesa di un risveglio. Il tempo rimasto è poco, stiamo perdendo tante persone, gente rara e preziosa, un’umanità che non rinascerà più. Se ne vanno spesso nel silenzio, portando con sé l’immensità e nessun altro dopo di loro, potrà farci partecipi di quello che avevano da dire; vite intere fatte di un tipo di rassegnazione che oggi non si concepisce.
Nei nostri messaggi chiediamo la collaborazione di coloro che si trovano vicino a soggetti anziani per motivi familiari o di lavoro o altro. Invitiamo tutti a superare la passività dell’individualismo, a costruire rapporti sociali duraturi che non si esauriscano nell’arco di una generazione a dimostrare l’importanza, l’utilità e la facilità di internet, la cui vera forza è adombrata agli occhi di molti: globalizzare le relazioni umane.
di: DANIELE C.
Articolo inserito il: 2003-03-04







