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IL FUMETTO UNDERGROUND NELL'ESPERIENZA AMERICANA

Storia e struttura dell’editoria indipendente americana, dalla famosa rivista “World War 3 Illustrated” ad oggi.

IL FUMETTO UNDERGROUND NELL'ESPERIENZA AMERICANA, .    

G215 > Sabato 17 maggio, in occasione dell' Happening Internazionale di grafica e fumetto Underground, Seth Tobocman, assieme a Mac McGill e Chris Cardinales, ha presentato la fanzine "World War 3 illustrated" e parlato della situazione dell'editoria underground in USA.
Fumettista, agitatore politico e squatter di New York, Seth inizia la sua attività nel 1979, in un periodo particolare per tale attività e durante l'incontro ha illustarto il panorama degli anni '80, delle resistenze degli editori, degli interventi delle autorità.
Per meglio rendere l'atmosfera in cui navigava l'underground al tempo ha citato un episodio, avvenuto dopo essere stato rilasciato da un arresto per aver preso parte ad una manifestazione: <<..quando chiamai il mio capo e gli chiesi: "quindi ci sarà un articolo a proposito di questa storia?", lui mi rispose: "Abbiamo scritto storie di questo tipo negli anni '60 e oggi non succedono più." Questa era l'atmosfera quando iniziammo la nostra rivista.>>
Un canale privilegiato per tali messaggi era invece quello legato al business nel mondo del Rock ‘n Roll. Grazie al grosso giro di denaro era possibile pagare artisti e riviste underground accrescendo questo mondo immaginifico promovendo la promozione di un tipo di immagine che altrimenti non avrebbe mai avuto spazio.

La situazione odierna è diversa. I nuovi movimenti sociali hanno dato impulso e sostegno al mondo dell'editoria indipendente.
Il ‘cortocircuito’ tra le minoranze creative e dai bisogni che nascono dalla situazione economico sociale attuale riporta alla connessione tra operazione creativa-espressiva e forme di movimento diffuso. Un esempio è la creazione di media locali o costruiti dal basso (vedi open source, copyleft e relativa facilità di accedere ai nuovi media).
Il problema attuale consiste nel fatto che in un sistema che ha sempre più bisogno di nuovi prodotti la rincorsa alle situazioni creative si è rimpicciolita.
Mentre in passato i rivenditori di fumetti underground erano costretti a chiudere perché considerati diseducativi, oggi questi prodotti vengono assorbiti dal mercato perdendo ogni carattere enunciativo (ad esempio Colors® di Bennetton).
Un altro problema è quello della distribuzione. La tiratura relativamente bassa di queste riviste i costi ad essa associati ne limitano il raggio alle maggiori città, lasciando le province e le campagne in balia delle grandi distribuzioni, che non hanno interesse a distribuire prodotti di nicchia e contestatori.
Agli inizi, negli anni ’80, i distributori di underground erano una trentina. Oggi hanno chiuso 28 di questi, e solo due o tre nuovi sono nati. Questa non è stata una concentrazione da parte di distributori più grossi, ma frutto di una ostilità di fondo a questi prodotti editoriali.
Gli editori underground si sono quindi appoggiati alle reti di distribuzione e ai negozi di musica punk.
La definizione di fumetto Underground nasce dal fatto che agli inizi queste pubblicazioni dovevano essere comprate sottobanco. Singolare è il fatto che queste non fossero pubblicazioni connotate politicamente, ma fumetti colpiti dalla censura anticomunista del McCartismo degli anni ’50. Quindi niente sesso, violenza o grottesco. Ad esempio Batman, concepito come personaggio violento, che ammazzava i cattivi, dopo il “Comics Code” dovette cambiare profilo. Gli autori stessi dovettero censurarsi per poter lavorare oppure lavorare.
Il fumetto underground è perciò diventato una forma espressiva aperta e totale, e conseguentemente uno strumento di lotta sociale, immaginifico e contestatore


di: J412

Articolo inserito il: 2003-05-18


 IL FUMETTO UNDERGROUND NELL'ESPERIENZA AMERICANA


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