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IL FRONTE DI LIBERAZIONE DEI CARTELLONI PUBBLICITARI

Il Billboard Liberation Front, dal 1977 una presenza costante nel sabotaggio della pubblicità

IL FRONTE DI LIBERAZIONE DEI CARTELLONI PUBBLICITARI, .    

G215 > Cartelloni pubblicitari. Se uno ci fa caso ne siamo completamente sommersi, li abbiamo accettati da tempo e ci facciamo bombardare ogni giorno dalle loro informazioni. I lunghi dibattiti e le lotte di coloro che si opponevano perché deturpavano il paesaggio sono ormai cronache di giornali molto ingialliti. Il più delle volte si passa notandoli sono con la coda dell'occhio. Lungo le sabbiose coste danesi però sono vietati, per preservare la bellezza del panorama. Nei film americani sembra servano solamente a nascondere i poliziotti appostati per fermare chi va troppo veloce.
E il più delle volte essi sono paradigmatici della potenza delle multinazionali, dell'inattacabilità e onnipresenza dell'ordine costituito. Ormai più di un quarto di secolo fa, un gruppo di americani ha deciso di smettere di farsi manipolare e di niziare a sabotare i cartelloni pubblicitari che infestavano le loro città e tutto il loro Paese. Il loro obiettivo è l'entropia assoluta, nel loro manifesto si legge "Fare pubblicità significa esistere. Il nostro fine ultimo è che ogni cittadiano abbia il proprio personale e originale cartellone pubblicitario (...) Fino a quel giorno continueremo a fare tutto ciò in nostro potere per incoraggiare le masse a manipolare la pubblicià e farne un progetto personale". Questo è l'unico modo per annullare l'efficacia della pubblicità.
Le loro azioni si basavano soprattutto nel modificare il lettering delle pubblicità (semplicemente geniale una pubblicità al neon della Camel in cui spegnendo alcune lettere hanno fatto risultare la frase "non sono ancora morto?", oppure con lo stesso metodo comporre la frase "LSD: l'inizio di qualcosa di meraviglioso"). Il loro sito riporta le foto delle loro azioni.
L'unico pericolo per queste azioni è l'effetto boomerang. Rendendo una pubblicità più divertente di quanto i copy dell'agenzia che l'ha ideata siano riusciti a fare rischia di innescare un meccanismo perverso (il vecchio wyldiano se ne parli bene o se ne sparli, purché se ne continui a parlare) e di fatto fare involontariamente pubblicità al prodotto del cartellone, più di quanto il cartellone da solo sarebbe riuscito a fare. Arma a doppio taglio, quindi, ma pur sempre un mezzo per opporsi manifestare le proprie idee.
Se magari qualche volta siete bloccati nel traffico o la vostra finestra da proprio di fronte a un cartellone pubblicitario, per occupare il tempo iniziate a giocare con le lettere, con le immagini e creare la vostra personale pubblicità. Anche se di fatto non agirete fisicamente, sarete parte del Billboard Liberation Front.


di: A.MA.

Articolo inserito il: 2003-07-01


IL FRONTE DI LIBERAZIONE DEI CARTELLONI PUBBLICITARI


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