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ESERCITI PRIVATI

Dalla tragica vicenda degli ostaggi italiani in Iraq un altro inquietante aspetto della “ guerra globale”.

ESERCITI PRIVATI, .    

G215 > Il rapimento dei 4 civili italiani in Iraq, per quanto umanamente imponga un sentimento di solidarietà unanime e privo di indugi, solleva un problema di più ampia portata. È ammissibile che l’uso della forza, anche militare, venga delegato a soggetti privati che, contrariamente agli eserciti nazionali (almeno in teoria), rispondono alla logica del mercato? È noto, infatti, che i 4 sequestrati, come altri che ancora si trovano li, erano in Iraq alle dipendenze di una compagnia di sicurezza privata, ingaggiata da un’azienda americana.

Per quanto infelice, specie perché uno dei 4 è stato barbaramente ucciso, il termine che li descrive è quello di “mercenari”, come da definizione del vocabolario.

La questione delle agenzie di sicurezza private, contrariamente a quanto si vuole far credere, non riguarda solo i vigilantes o i “gorilla”. Esistono compagnie che mettono a disposizione dei propri clienti dei piccoli eserciti, come ad esempio la Sandline (vedi sito internet www.sandline.com), composti da ex militari e ex poliziotti, che dispongono di un attrezzatura che nulla ha da invidiare a quella di un vero e proprio esercito. Il campo d’azione di queste compagnie è di solito quello vastissimo dei conflitti regionali, praticamente sconosciuti all’opinione pubblica mondiale.

Uno di questi, in cui è coinvolta proprio la Sandline, è il caso di Bouganville.

Bouganville è un isola della Nuova Guinea la cui popolazione è in lotta contro una multinazionale australiana accusata di ecocidio e sfruttamento indiscriminato delle risorse, che mette in pericolo la sopravvivenza degli indigeni. La situazione è paragonabile a quella di una vera e propria guerra civile. La popolazione di Bouganville chiede il rispetto del territorio e un equa ripartizione dei profitti che la multinazionale ottiene sfruttando le risorse locali e privandoli di una porzione considerevole del proprio territorio. La rivolta dura da anni e ha provocato un numero imprecisato di morti. Nulla all’inizio se ne venne a sapere, poiché l’isola fu, e resta ancora, interdetta giornalisti e turisti, e non vi è possibilità di comunicare nemmeno attraverso internet, l’accesso al quale in molti casi ha contribuito a offrire un grande spazio di visibilità internazionale

La vicenda è venuta parzialmente alla luce quando il governo indonesiano assoldò attraverso la Sandline dei mercenari che sedassero la rivolta, usando i fondi della Banca Mondiale.

Casi simili sono riscontrabili in quasi tutti i teatri di guerra del Terzo Mondo. E accade altrettanto spesso che anche laddove non vi sia un conflitto alcune multinazionali ricorrano ad agenzie di sicurezza private per vigilare sugli operai che lavorano nei propri impianti, con o senza il consenso dei governi degli stati che li ospitano.

Ciò che più stupisce è che apparentemente queste agenzie non violano alcuna norma internazionale, ma non sarebbe assurdo supporre che se anche le violassero, probabilmente non interverrebbe nessuno, visti gli enormi interessi politici ed economici che gravitano attorno agli ambienti in cui queste agenzie operano.

Questa è una questione su cui è difficilissimo reperire informazioni, anche attraverso internet, ed è forse un tema che, di questi tempi, bisognerebbe portare maggiormente a conoscenza dell’opinione pubblica.


di: Emanuele N.

Articolo inserito il: 2004-05-02


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