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L'ILLUSIONE DELLA NET DEMOCRACY

"Il mondo è una lega di birbanti contro gli uomini da bene." Giacomo Leopardi

L'ILLUSIONE DELLA NET DEMOCRACY, .    

G215 > Internet è un mondo, appunto il "mondo virtuale", fin qui niente di originale; questo concetto fa parte dell'immaginario collettivo fino alle determinazioni più triviali e trite. (Matrix)
In quanto nuovo mondo Internet ha determinato aspettative salvifiche e le sono state attribuite potenzialità che non può possedere.
L'illusione della net-economy, e tutti i danni che essa ha determinato, è a riguardo più che eloquente.

Eppure si persevera.
Questa illusione sembra infatti ora riproporsi, identica e immutata, nell'ambito polico: prende piede sempre più, la cosiddetta "net democracy" o, se si vuole, l'"e-democracy".
Sorvolando sul fatto che la democrazia (rappresentativa) sia l'invenzione balorda del mercante nel suo meditare sul potere (essa sembra infatti strumento più che efficace al mercante stesso al fine di potersi comprare i voti...e qui in Italia lo sappiamo bene) non si può sorvolare su diversi aspetti inequivocabilmente scorretti che caratterizzano questa nuova illusione.

L'errore fondamentale è il pretendere che l'auspicata "net-democracy" non sia altro che trasporre sul web, appunto sul mondo virtuale, gli stessi schemi e le stesse modalità della politica attuale.
Ex: si da vita a un movimento, si tenta di estenderne la portata, di questo movimento esistono dei rappresentati, dei leaders, tale movimento nel suo acquistare visibilità e peso elettorale porterebbe i leaders stessi sulle poltrone del parlamento.
Il "progresso" avrebbe luogo in virtù del fatto che i cittadini sarebbero maggiormente implicati nei processi politici, in virtù dell'immediatezza delle relazioni che internet consente.
Niente di più inopportuno, niente di più inauspicabile: in questa maniera internet diventa uno strumento ulteriore per pochi al fine di circonvenire i molti.

Il processo è proprio l'opposto e la scommessa è costituita proprio dal riuscire a modellare le strutture istituzionali esistenti secondo gli schemi e le modalità che hanno luogo in Internet.
Ciò che si auspica è, in ultima istanza, l'introduzione dei cittadini, degli individui, nei processi dello stato.
Tale introduzione è la "democrazia assembleare".
Il passaggio dalla democrazia rappresentativa alla democrazia assembleare è il cambiamento della struttura logica e fisica delle istituzioni, è il cambiamento delle modalità attraverso le quali la società si da un ordine, perciò non può avvenire in internet: deve avvenire nel mondo reale.
In ultima istanza quindi tale passaggio è il cambiamento dei paradigmi attraverso le quali una società di regolamenta, ovvero: scrive le sue leggi.
La democrazia assembleare è quindi il controllo da parte dei cittadini del processo legislativo: il cittadino, nella democrazia assembleare deve potersi assicurare che i sistemi giuridici non ledano i suoi diritti, deve potersi assicurare che le sue modalità di relazione siano correttamente contemplate e "canonizzate" dai sistemi giuridici stessi e che questi le tutelino e non le impediscano.
Affinché ciò sia possibile, è evidente, le strutture istituzionali devono evolversi per divenire strumento a questo nuovo fine come deve cambiare la stessa concezione della legge.

Il valore di Internet in tutto questo è puramente comunicativo, la ricchezza di internet è tutta racchiusa nell'ambito della comunicazione (valore certamente non secondario, anzi): pretendere però che abbia altre valenze è il presupposto per consentire ai "birbanti" (i citati leaders) di farsi beffe, ancora una volta, delle persone da bene e della loro dabbenaggine.

Nota: Mi occupo dettagliatamente dei sistemi giuridici e dei sistemi etici nella prima parte del mio saggio "Equalism dissertazione su una nuova etica".(pubblicato il 10 Maggio di quest'anno)
Nell'ultima parte "Equalism e Copyleft" tratto poi delle prime "forme giuridiche" scaturite dal "mondo internet" (le Creative Commons e la GPL) e tento di dimostrare quanto esse possiedano la natura e le caratteristiche delle quali parlo.
Nella parte "Aspetti sociologici" tratto dettagliatamente delle modalità di relazione che hanno luogo in internet e pongo una affinità tra esse e  (in virtù dell'immediatezza delle stesse) quelle che hanno luogo nelle comunità tribali, nonchè similmente, nella auspicata democrazia assembleare.
Nella parte aspetti economici generali, seguendo l'analisi etica-diritto della prima parte ma anche la teoria di Roberto Vacca sui sistemi complessi argomento di quanto questo passaggio dalla "generalità" alla "particolarità" nell'ambito economico sia subordinato al passaggio dalla democrazia rappresentativa alla democrazia assembleare.(Gli individui hanno controllo diretto anche sugli scambi e sulle transazioni economiche)
E' ovviamente impossibile riassumere qui quanto sostengo.


di: DANILO MOI

Articolo inserito il: 2004-06-09


L'ILLUSIONE DELLA NET DEMOCRACY

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