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AUTUNNO TIEPIDO

Scuola: nuovo governo, vecchia protesta

AUTUNNO TIEPIDO, .    

G215 > Tempo d'autunno, tempo di proteste studentesche. Come ogni anno arrivato novembre gli studenti abbandonano le aule, anche se a onor del vero non tutti per scendere in piazza. Oggetto del contendere la riforma Moratti.
Ma non è per entrare nel merito della riforma e della protesta che scrivo, almeno non questa volta. Vorrei rispondere a quanti sostengono che si manifesta "solo perché c'è Berlusconi", e che quando i governi di centro sinistra fanno le stessa cose nessuno si lamenta. Per farlo propongo gli estratti di 2 articoli, che ho scritto il primo nel 1998 e il secondo nel 2000, pubblicati allora sull'ormai inesistente "Banfo" , giornalino studentesco del L.S.S. A. Banfi . Risalgono ai tempi del governo di centro sinistra, sotto il quale ricordo di aver preso le mie prime manganellate, proprio in occasione di una protesta contro la riforma dell'allora Ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer che lavorava alla "parità scolastica"; le proteste ci furono eccome e anche chi, come me, non ha mai nascosto le proprie simpatie politiche, ha avuto parecchio da ridire..infondo la Moratti sta solo spargendo sale dove prima Berlinguer ha demolito..
1998
"... Il nuovo governo (guidato da quello che un tempo era segretario dei Giovani Comunisti[D'Alema ndr]), per ottenere la maggioranza in parlamento ha dovuto chiedere l'appoggio di Cossiga (ex democristiano), e per non deludere il suo nuovo alleato non ha esitato a fare dell'istruzione merce di scambio politico.
Il sostegno economico alle scuole private o, come i nostri politici amano chiamarlo, "parità scolastica", oltre a violare la Costituzione all'articolo 33 che cito: ".Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione SENZA ONERI PER LO STATO.", avvalla anche una discriminazione tra cittadini, che verranno ammessi, o assunti, nelle scuole private, ora riconosciute parte del sistema pubblico, in base alle loro idee religiose politiche e "morali", con una discriminazione che nega i più elementari fondamenti di qualunque società civile...."
2000
"...La legge di parità, prevede il "buono scuola" come forma di rimborso, totale o parziale, delle spese effettivamente sostenute dalle famiglie di studenti STATALI E NON STATALI, da proporzionare al reddito, alle disagiate condizioni economiche, al numero dei componenti del nucleo familiare e alle spese scolastiche complessivamente sostenute dal nucleo stesso.
Anziché applicare correttamente questa norma, il Consiglio Regionale ha invece definito criteri diversi per la distribuzione del buono. Infatti a beneficiare del rimborso saranno solo le famiglie che spendono più di 400.000 lire annue in contributi scolastici, ossia, solo chi ha da pagare la retta di una scuola privata[.] Di fatto, la Regione Lombardia ha stanziato 95.000.000.000 per 65.000 studenti delle scuole private e 12.000.000.000, del capitolo "diritto allo studio", per 1.500.000 di studenti delle scuole pubbliche: meno di 10.000 lire a testa per gli studenti delle scuole pubbliche e non meno di 1.500.000 a testa per gli studenti delle scuole private.[...] Lo Stato italiano spende per la scuola la metà della media europea, gli insegnanti italiani sono i meno retribuiti d'Europa, esistono scuole che crollano letteralmente a pezzi, con classi che fanno lezione nei bagni o che per raggiungere la propria aula devono fare lo slalom tra i rifiuti, e il governo non trova niente di meglio da fare che dare i soldi alle scuole private: neanche 50 anni di DC ci sono riusciti! Il governo della cosiddetta "sinistra" non ci ha messo molto a cedere alle richieste pressanti della Chiesa, per la quale evidentemente non spende abbastanza (pensate al Giubileo!), e ha pensato che sarebbe stato opportuno concedere qualcosa nell'anno giubilare..."


di: Emanuele N.

Articolo inserito il: 2004-11-22


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