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VITTIME DEL PROGRESSO

Un libro forte, drammatico e coraggioso che propone una particolare lettura del dramma delle popolazioni tribali

, VITTIME DEL PROGRESSO.    

Saggistica > "Leave them alone". Lasciateli soli. E' questo che il professor J. H. Bodley, professore di antropologia alla Washington State University, consiglia nel suo libro "Vittime del progresso" (Unicopli, 1991) riguardo all'annosa questione dei popoli tribali ancora presenti sulla terra. Nel documentare con una serie di agghiaccianti testimonianze, una serie di genocidi ed etnocidi perpetrati negli ultimi due secoli nei confronti di innumerevoli popolazioni tribali sparse nei più remoti angoli del pianeta, Bodley mette in discussione l'accezione deterministica dell'idea di progresso: quell'idea sbandierata con disinvoltura ed incoscienza da più parti riguardo al diritto dovere del mondo così detto civile che, in nome di una supposta superiorità della nostra civiltà, si dovrebbe far carico di integrare con mezzi più o meno coercitivi e con finalità più o meno disinteressate anche coloro che vorrebbero essere lasciati semplicemente liberi di vivere come sanno e vogliono.
L'autore, nel polemizzare con la posizione etnocentrica di coloro che considerano inevitabile e necessario un contatto tra noi e questi popoli, smaschera una serie di operazioni economico politiche che, agendo nascoste sotto gli irreprensibili nomi di aiuto e cooperazione allo sviluppo, trasferimento tecnologico e via dicendo, hanno significato troppo spesso perdita di autosufficienza, perdita del controllo sulle risorse del proprio territorio, dipendenza da beni esterni non riproducibili, disgregazione e metamorfosi di valori e modelli di comportamento


di: RADIOTAKESHI

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 VITTIME DEL PROGRESSO
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