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LE PORTE DELLA PERCEZIONE. PARADISO E INFERNO

" Avete mai provato ad assumere mescalina? E se si, ci avete poi scritto un saggio? "

, LE PORTE DELLA PERCEZIONE. PARADISO E INFERNO.    

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La mescalina altera i processi neuro-psichici di qualsiasi individuo. Spetta a tale individuo interpretare la qualità di questo viaggio verso il mondo visionario.
Huxley ha scritto un saggio (ne filosofico, ne scientifico: un saggio e basta)sugli effetti del principio attivo del Peyotl sperimentandolo su se stesso.
In verità ha scritto due saggi: uno intitolato "LE PORTE DELLA PERCEZIONE" (1954) in cui narra
-con la capacità che solo un abile scrittore come lui può fare - l'estendersi del proprio viaggio mescalinico in relazione al mondo reale. L'altro, denominato "PARADISO E INFERNO" (1956) e sicuramente meno interessante del primo, è un piccolo trattato sull'esistenza e l'approdo nell' Altro Mondo da parte di artisti visionari (capeggiati da William Blake) sollecitati o meno da supporti neuro-chimici. Vi è anche un piccolo ritaglio (forse troppo breve e sbrigativo) su quella vertiginosa inclinazione verso terrificanti lati oscuri che un'esperienza allucinogena può suo malgrado prendere.
Nell'opera, anche se in una posizione molto più "leggera" rispetto alla pesantezza di posizioni puramente filosofiche o scientifiche, la prima di queste due componenti sembra più radicata. Alla base vi è la ripresa di una teoria dell'irrazionalista Bergson (o spiritualista. Chiamatelo come volete: resta un grande filosofo) secondo cui il cervello sarebbe una valvola selezionatrice con funzione eliminativa (piuttosto che produttiva) mirante a scartare quel mondo (l'Altro) di percezioni non indispensabile alla sopravvivenza. (pagg.22-23). La mescalina dilaterebbe la capacità di questa valvola permettendo l'ingresso nelle coscienze di piccoli frammenti visionari.
La componente scientifica risulta essere invece piuttosto sterile rispetto alla fecondità delle considerazioni estetiche e dall'assemblaggio non casuale di pensieri deviati dal normale decorso neurologico.
Ma in fondo la mescalina dovrebbe essere proprio questo: una contemplazione estetica.

L'infinità insita in ogni cosa, la trascendenza dal corpo, il mondo visionario: esiste tutto ciò? Huxley ne sembra convinto. Se non lo siete voi, fate come lui.
Poi raccontatelo a Bloomriot.


di: MORVA

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