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MIND INVADERS

"Come fottere i media: manuale di guerriglia e sabotaggio culturale"

, MIND INVADERS.    

Saggistica > Cercherò di fare un esempio che possa calzare e far comprendere la situazione: siete in un negozio di dischi e all’improvviso vedete un vecchio CD di uno dei vostri musicisti preferiti. Entusiasti, lo comprate e correte a casa per ascoltarlo. Man mano che il numero delle tracce avanza sul display del vostro stereo vi accorgete che i pezzi più belli erano già presenti nell’ultimo greatest hits del suddetto autore che voi, ovviamente, avevate già. In conclusione, vi piace il musicista come prima e vi piace anche quel CD, ma quell’ultimo acquisto sarà certamente utilizzato per ascolti di seconda mano, considerando che nel greatest hits sono comprese tutte le più belle canzoni.
Questo ho provato quando ho letto “Mind invaders”. E’ un’opera interessante ma esprime tutti concetti già citati nel grande greatest hits “Totò, Peppino e la guerra psichica 2.0”. Il mio cronologico errore di lettura (questo libro è del ’95. Totò, Peppino e la guerra psichica 2.0 è uscito nel 2000) mi ha privato in gran parte del piacere derivante dai contenuti liberal-sovversivi di Luther Blissett. Restano comunque qualche intervista e qualche aneddoto che possono servire a scovare le lontane origini del progetto, i luoghi ed i pionieri di ciò che venne poi denominato “terrorismo culturale”.
Se tuttavia non avete letto la sopraccitata opera omnia, ne consiglio di gran lunga la lettura come introduzione al nebbioso mondo di Luther Blissett, il co-individuo che rifiuta l’identità e il copyright.
Chiudo con una perla estrapolata da questo manuale di sabotaggio culturale:

“ Non si tratta di inanellare clamorosi exploit, improvvise detonazioni che suscitino il panico mediatico, come una scarica orgasmica dopo la quale il cazzo s’ammoscia: l’erotismo cospirativo è tantrico e lunare, lavora su ombre e silenzi, procede quasi asintoticamente verso un orgasmo clitorideo, estende i contatti, prolunga il piacere. E’ una rivoluzione caotica e molecolare, che non necessita di maschie prove di forza. Avvolgere e confondere, colpire tanti piccoli obiettivi, operare un’ubiqua e obliqua seduzione è molto più bello che attardarsi in battaglie campali perse in partenza.” (pag. 124)

Visto e considerato, l’errore resta mio.


di: MORVA

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